Il Tribunale del Cairo, dopo il parere del Gran Muftì, ha confermato la condanna a morte di 14 dirigenti dei Fratelli musulmani fra cui la Guida suprema Mohamed Badie in un processo per l’organizzazione di disordini avvenuti nel 2013. La sentenza è appellabile in Cassazione, secondo e ultimo grado di giudizio dell’ordinamento egiziano. La condanna era stata inflitta il 16 marzo scorso dalla Corte d’assise di Giza e passata al vaglio segreto e non-vincolante del Gran Muftì, la massima autorità religiosa egiziana.
Il processo, uno degli oltre 30 cui è sottoposto Badie, è noto come quello della “Sala operativa di Rabaa” allestita per coordinare la reazione alla deposizione del presidente Mohamed Morsi.
A Badie, condannato già a tre ergastoli, era stata inflitta una condanna a morte commutata in carcere a vita per disordini scoppiati alla moschea di Istiqama.
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