Il Consigliere Metropolitano Alessandro Priori fa il punto sulla Città metropolitana di Roma

Finita la prima fase di lavori della Città Metropolitana di Roma, volta all’approvazione dello Statuto, avvenuto lo scorso dicembre, è opportuno che alla stessa venga dato un maggiore impulso, anche al fine di dare indirizzi programmatici per il funzionamento del nuovo Ente.

Il Consigliere Metropolitano di Roma, Avv. Alessandro Priori (Capogruppo NCD), chiede un cambio di marcia, necessario anche per la tutela dei lavorati stessi, che da mesi attendono risposte concrete sul criterio che si intende adottare per l’individuazione dell’ormai famoso 30% degli esuberi. Esuberi che a nostro giudizio non hanno ragione di esistere se, realmente, si iniziasse a lavorare sulle funzioni attribuite e quelle ancora da definire.

La la Città metropolitana di Roma ha raccolto dal 1° Gennaio 2015 l’eredità delle competenze e dei servizi della ex Provincia di Roma, quindi abbiamo l’obbligo, di dare continuità alla gestione di tutti i servizi sinora garantiti solo dal personale ex Provincia di Roma che, con grande spirito di responsabilità e con le esigue risorse economiche ormai rimaste, li garantiscono.

Le Città Metropolitane di Milano e Torino, solo per citare alcuni esempi, sono già a pieno regime, in quest’ultima, ad esempio, è già stato nominato dal novembre scorso il Vice Sindaco, approvato Statuto, Regolamento e costituite le commissioni per il funzionamento del nuovo Ente (Commissione per la definizione della piattaforma per il negoziato con la Regione Piemonte sulle funzioni e competenze della Città metropolitana – Commissione per perimetrazione delle aree omogenee ai fini della rappresentanza del territorio).

Riteniamo indispensabile la nomina del Vice Sindaco, al fine di poter dare maggiore incisività alle linee politiche ed agli obiettivi programmatici da realizzare, è altresì importante che, tale nomina, oltre che tempestiva, ricada su un rappresentante della Provincia di Roma, anche al fine di garantire una rappresentatività a tutti i 121 Comuni che la compongono.

L’NCD in Consiglio si batterà sia per vedere riconosciuti i diritti dei 2780 (circa) dipendenti ancora in attesa di capire le loro funzioni e il loro futuro economico- lavorativo, sia per una migliore definizione dell’organizzazione dell’Ente.

Lascia un commento