La magia del colore rosso

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Nella notte del 31 il cielo è stato illuminato da fuochi che salendo le hanno squarciato i suoi veli neri sugli occhi; fuochi che le hanno dipinto le pupille in forme di stelle e palle colorate, fiori, petali e sabbie luminose cadenti, tutto minuscolo nel suo immenso essere.

Siamo stati in tanti con il naso all’insù sotto quella pioggia di luce, mentre attorno il buio; scambiati abbracci e baci, e gli auguri, musica, chiasso infarinato di allegria.
Era la notte in cui idealmente abbiamo potuto stendere dei lunghissimi ponti per raggiungere chi sia ama lontano, per incontrare chi non era e non sarà più fra noi, la notte magica in cui abbiamo avuto la possibilità di ripulire l’anima dalle tristezze, di fare ritorno alle “ semplicità “ . Tutto lanciato, sparato in cielo con quei fuochi colorati, come tanti messaggi legati a milioni di palloncini variopinti liberati in tutti i cieli contenuti negli occhi.
Ovunque abbiamo sentito cantare le più belle melodie, le più belle voci dei Gospell, siamo stati raggiunti nelle nostre case, nei nostri sogni, nei letti bianchi degli ospedali, nei viali dei cimiteri nel freddo e nel silenzio rotto dagli scoiattoli, nei nostri cuori!
E’ la magia del colore rosso.
Rosso come il vestito del nostro “ Babbo Natale”
delle sfere di vetro degli alberi natalizi,
dei biglietti augurali,
delle tovaglie da tavola
della biancheria intima indossata dalle donne
il colore del sangue che macchia le mani di coloro che levano la vita anziché donarla.
Se questo colore ha questa magia, allora perché non dipingere le nostre città di rosso?
Ma è una magia di pochi istanti, poiché ormai diventata pure tradizione, sappiamo che da novembre in quei grandissimi market potremmo trovare già i panettoni, già, nel mese di novembre, una lunga anticipazione di un qualcosa che ormai appartiene solo a quei pochi sognatori e poeti, ai funamboli e saltimbanchi, agli scrittori, e ai narratori, a coloro che s’inventano in queste feste una loro magia che sa per una notte di casa per chi non l’ha più, di famiglia, di mani pulite e morbide che stringono altre mani dello stesso colore della sporcizia e del gelo, dell’abbandono, della solitudine.
Allora se siamo capaci di tanta bontà perché solo per una notte?
Perché non unirsi a quelle schiere silenziose che questa magia la compiono tutti i giorni, tutte le notti?
Perché siamo così capaci di tanto amore e perché poi siamo così incapaci di amare allo stesso tempo?
Dovremmo, dobbiamo!
Finirla con l’ipocrita illusione che tutto va bene,
smetterla di prenderci in giro con l’ipocrita amicizia,
deciderci ad amare veramente oltre che noi stessi anche il diverso, coloro che sfuggono alla miseria, allo sfruttamento, alla prostituzione, alle guerre che insanguinano parte di questo pianeta.
Per dare un senso alla nostra esistenza,
per donare amore sempre e non quello delle lenzuola.
Be, se noi mai saremo in grado di fare questo, se saremo in grado di sorridere e fare sorridere chi non sorride più.
Se saremo in grado di dire “ no “ all’egoismo, al denaro, alla corruzione, ai traffici illeciti, di organi, delle droghe, ai mali affari , alle prostituzioni e alle violenze morali e fisiche. Se saremo capaci di questo allora si che è un buon inizio, un buon auspicio, un buon abbraccio.
Non lasciamole disperdere quelle dolci atmosfere dal Natale al San Silvestro, inventiamoci ogni giorno di marzo e di aprile fino al prossimo novembre, una magia, nuove magie, per far si che colorino le nostre anime, che colmino i “vuoti dell’anima”.
Per dare un vero significato ad un Ciao,
a un come stai?
Allo stringere una mano tesa,
ad un bacio
a una carezza,
all’Amore ….. al vero Amore.
Ciao

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