Da algerini un miliardo per Piombino

Isaad Rebram – presidente della Cevital, il gruppo algerino che si appresta a rilevare la ex Lucchini di Piombino – ha chiesto tempi rapidi per ottenere le carte e procedere con gli investimenti. E le istituzioni lo hanno garantito. “Organizzeremo nella città uno sportello unico, per tutte le autorizzazioni necessarie a partire: quelle locali e regionali ma anche nazionali” rassicura e ripete il presidente della Toscana Enrico Rossi. Lo fa uscendo dallo studio del sindaco Massimo Giuliani, dove assieme all’assessore Gianfranco Simoncini, il sottosegretario Velo e il commissario dell’autorità portuale Luciano Guerrieri, ha incontrato il patron algerino per oltre tre quarti d’ora. Il primo forno si riaccenderà in diciotto mesi, assicurano i portavoce del gruppo: il cronometro partirà ad aprile 2015, quando sarà firmato il contratto. Il secondo forno partirà sei mesi dopo. Lavorerà all’inizio con rottami: allo studio la possibilità di creare in Algeria, dove il gas costa un quinto che in Italia, un impianto per la produzione di preridotto. Piombino tornerà a produrre acciai di qualità da subito. Ma il gruppo non guarda solo indietro e ai due milioni di tonnellate di acciaio che lo stabilimento può produrre. “Investiremo sulla ricerca e lo sviluppo – racconta il consulente Farid Tidjani – è essenziale perchè Piombino non chiuda tra otto e dieci anni. E noi qui a Piombino vogliamo rimanere a lungo”. Tant’è che si punta ad una collaborazione con l’università di Pisa e il politecnico di Torino. E’ stato lui, che da trent’anni abita a Novara, a far scoprire il sito livornese, galeotto il matrimonio del figlio in Toscana. Obiettivo: farne un centro di riferimento mondiale. Piombino dunque riparte: quattrocento milioni che il gruppo algerino investirà subito (150 destinati alla siderurgia), un miliardo a regime. Li investirà non solo sull’acciaio, ma anche sulla logistica e l’agro alimentare. “Se siamo arrivati qui è grazie alla lotta dei lavoratori e all’impegno delle istituzioni – dice Rossi – Questa vicenda ci ha fatto anche scoprire quanto importante e determinante sia il lavoro che stiamo facendo su porti e infrastrutture”. L’accordo di programma firmato l’anno scorso vale 140 milioni: metà ce li mette lo Stato, l’altra metà la Regione. Altri 130 si sono aggiunti con la partita di riconversione del porto e sono quasi tutti finanziamenti regionali. “Proprio il porto ha avuto un grande ruolo nell’attrarre questi investitori stranieri e forse ne porterà anche altri” ricorda Rossi. Lo conferma anche il patron algerino, che sogna di far di Piombino “la stella del Mediterraneo”: “Quello che da subito ci ha interessato è la prossimità al porto: la logistica ha un peso importante oggi sul costo finale del prodotto”. E tutto oggi passa da Rotterdam. “Ora – conclude Rossi – dobbiamo mandare avanti assieme al Governo gli investimenti decisi, a partire dalla bretella di collegamento tra l’Aurelia, la città e il porto”.