Roma, Teatro Argentina il Natale della famiglia Cupiello visto da Antonio Latella

Il Teatro di Roma – nell’ambito del programma Roma per Eduardo, che ripropone nel trentennale della scomparsa del grande maestro napoletano le sue opere teatrali – presenta in prima nazionale, dal 3 dicembre al 1° gennaio, un Natale in casa Cupiello riletto da uno dei registi più interessanti del teatro contemporaneo, Antonio Latella.

Incontrando per la prima volta il teatro di Eduardo, Latella torna alle sue radici napoletane per restituirci un classico in termini di modernità, affrancato dalla riproduzione e dai condizionamenti.

“Per ereditare qualcosa bisogna accettare il fatto di non essere più figli ma “orfani” – commenta Latella – solo quando accetti di essere orfano hai la capacità di ereditare e di capire cosa stai ricevendo. Succede quando smetti di parlare di te stesso e parli dell’altro, provi a esprimerti attraverso l’altro, attraverso colui che ti lascia un’eredità. Se penso al rapporto di Eduardo con la tradizione e allo spostamento dalla tradizione che ha provocato con il suo lavoro, comprendo che noi ereditiamo proprio questo spostamento”. In questo Natale partenopeo “tutti sono immersi in un rituale funebre di interessi e di apparenze. Tutti sono schiavi di un dedalo di aspettative scontate, immobili come i personaggi del presepe, ma qui non ci sono nascite in vista”.

Natale in casa Cupiello ha avuto una gestazione complessa: nasce nel 1931 come atto unico e segna il debutto di Eduardo De Filippo con i fratelli Peppino e Titina e la loro compagnia del Teatro Umoristico. Circa un anno dopo fu aggiunto quello che sarebbe diventato il primo atto e due anni dopo ancora il testo fu completato con un terzo atto, versione che poi si è consolidata come quella definitiva. L’autore stesso ne curò le versioni radiofoniche e soprattutto quelle televisive del 1962, 1977 (nel 1958 la Rai trasmise lo spettacolo in diretta dall’Odeon di Milano).

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