Morti alle Cascine, la comunicazione in Consiglio comunale dell’assessore all’Ambiente Bettini

Di seguito la comunicazione dell’assessore all’Ambiente Alessia Bettini in merito al tragico evento avvenuto venerdì sera al Parco delle Cascine:

“Spettabile Consiglio e Consiglieri/Cittadini tutti;
è con grande sgomento e dolore che mi accingo a dare comunicazione e a illustrare una serie di considerazioni politiche e tecniche sul tragico evento che è successo nella notte di venerdì 27 giugno alle Cascine e che ha determinato la morte di due vite umane.
Tecnicamente si dice che si è “scosciato” un ramo colpendo una zia e una bambina di due anni che in quel momento stavano camminando nel vialetto sottostante.
Di fronte a questa tragedia, nella giornata di sabato 28 e domenica 29 giugno
ho chiesto, insieme al sindaco, dati e informazioni sullo stato di sicurezza e di salute del Parco delle Cascine, il parco dei fiorentini ogni giorno frequentato da centinaia di persone e spesso interessato da eventi che richiamano grandi quantità di pubblico.
Da una prima verifica e riscontro che poi vi illustrerò con numeri e dati, sulla base delle informazioni che mi hanno fornito i responsabili e tecnici della Direzione Ambiente del Comune, mi sento di confermare quanto già dichiarato in questi giorni: il Parco delle Cascine è un parco sicuro oggetto di frequenti controlli che negli ultimi anni si sono rafforzati e che è intenzione forte, di questa Giunta e mia, continuare a intensificare.
Continueremo con attenzione e determinazione a sostenere azioni di controllo e verifica sulla stabilità degli alberi alle Cascine per rendere il parco ancora più sicuro e accogliente con il compito e la responsabilità di non abbassare mai, il livello di guardia.
Mi preme sottolineare un dato importante: negli ultimi anni i controlli, cioè le VTA, le valutazioni di stabilità certificata, che poi vi illustrerò nei dettagli tecnici, sono aumentate non solo alle Cascine ma in tutta la città passando da 1200 nel 2012 a 12676 nel 2013 e per quest’anno siamo già all’affidamento per il periodo gennaio/giugno 2014 di 8131 VTA con l’impegno mio e della Giunta di contrattualizzarne altrettante da qui alla fine dell’anno e arrivare quindi ad un totale di circa16.000.
Già la Giunta Renzi, come si evince dai numeri, aveva potenziato i controlli ed è nostra intenzione continuare in questa direzione/azione che metta sempre di più in sicurezza le Cascine e il nostro patrimonio arboreo cittadino, investendo risorse nella sicurezza anche a discapito dei giardini.
Dopo queste considerazioni politiche vado a illustrare quanto riferito dai responsabili e tecnici del Comune di Firenze.
Le azioni connesse alla gestione delle alberature partono dalla conoscenza di dettaglio degli individui arborei presenti sul territorio comunale.
Firenze è uno dei pochi Comuni Italiani che possiede un sistema informatizzato territoriale generale che, dal 2011(anno in cui è stato completato per tutto il territorio comunale), ricomprende tutti gli alberi presenti sul territorio ed i cosiddetti “siti albero” cioè le ceppe di alberi che sono stati abbattuti in passato e che, o per ragioni logistiche o legate a patologie, non sono stati ancora ripiantati. A Firenze sono presenti 71.014 alberi e complessivamente 81.383 siti albero (dato ricavato da Verde on Web aggiornato al 30 giugno 2013). Alle Cascine sono presenti 8498 alberi (dato SIT)
Ogni albero è individuato sulla mappa informatica della città ed è individuato con un codice univoco. A questo codice è associata una o più schede che rappresentano la sua storia in termini di controlli schedati e ne definiscono i parametri di salute. Se un albero è stato individuato come sano ha almeno questa scheda che potremo definire di primo livello. Questa scheda contiene comunque molteplici parametri utili a definire il suo stato di salute generale e a dare indicazioni sulla sua manutenzione se necessaria. In particolare ci si concentra su tre elementi fondamentali: chioma, fusto e colletto/radici. Di questi tre elementi vengono valutati singoli parametri di cui i più importanti sono la presenza/assenza di lesioni, la presenza/assenza di funghi e la presenza/assenza di cavità. Vengono inoltre valutati parametri generici quali il corretto sviluppo della chioma, la vigoria vegetativa e la forma della pianta.
Questi controlli sono effettuati con una cadenza che, se non specificatamente deciso diversamente, è almeno di cinque anni assimilandola cautelativamente a quella della classe più bassa (pericolosità trascurabile) di cui alla classificazione SIA.
Più precisamente per gli alberi che “non manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ridotto (omissis)….è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a cinque anni” (da sito www.arboricoltura.info, articolo “Alberi: le nuove classi di propensione al cedimento”, riguardante il lavoro svolto dallo specifico Gruppo di Lavoro sulla Stabilità degli Alberi della Società Italiana Arboricoltura).
Il tecnico che ha redatto la scheda potrebbe aver osservato parametri che lo rendono dubbioso sull’effettivo stato di salute dell’albero; a quel punto richiede o effettua lui stesso (se abilitato) una VTA cioè una valutazione certificata dello stato di salute dell’albero e della sua stabilità (questa valutazione è particolarmente orientata a definire questa problematicità) e se permangono ancora dubbi può addirittura effettuare una valutazione strumentale. La VTA permette la classificazione degli alberi in classi di pericolosità differente. In Europa non esiste una normativa che stabilisce questi parametri per cui in Italia è comunemente utilizzata quella messa a punto dal GLSA (Gruppo di Lavoro sulla Stabilità degli alberi) della Società Italiana di Arboricoltura che è una Onlus che si occupa di diffusione scientifica della arboricoltura e raccoglie i più grandi esperti italiani del settore. Comunque è totale responsabilità del professionista (che deve essere laureato in Scienze Agrarie e Forestali ed essere iscritto al relativo Ordine professionale) che “timbra e firma” la VTA scegliere una classe piuttosto che un’altra in caso di indecisione sui parametri.
Per maggiore chiarezza vado a illustrare la metodologia con cui si effettua la VTA, i parametri che si verificano e i livelli di classificazione del rischio.
Il metodo VTA è un metodo di indagine visiva degli alberi, riconosciuto in molti paesi, per la valutazione della condizione strutturale dell’albero e conseguentemente per l’individuazione del rischio di schianto dell’esemplare arboreo.
La procedura VTA è composta di tre fasi:
1. l’ispezione visiva per l’individuazione e la valutazione di sintomi e danni, la verifica dello stato vegetativo e fitosanitario dell’albero;
2. l’esame dei sintomi e dei danni riscontrati nel corso della prima fase;
3. le misurazioni e l’analisi strumentale dei sintomi e danni che risultano essere critici, compresa la valutazione della resistenza meccanica residua dell’albero.
L’ispezione visiva comporta un accurato esame dell’albero per l’individuazione dei sintomi che indicano la presenza di difetti meccanici e di avversità fitopatologiche. L’ispezione visiva deve essere effettuata, nei limiti del possibile, anche all’apparato radicale.
I difetti meccanici che possono presentarsi in un esemplare arboreo di vecchia data possono essere molteplici:
• cavità visibili dall’esterno al fusto o al colletto;
• rigonfiamenti della corteccia (di tipo longitudinale, spiralato o localizzato con possibilità di fratture interne);
• corteccia interclusa.
I sintomi di alterazioni del normale sviluppo vegetativo, di avversità di tipo parassitario o abiotico possono essere:
• presenza di corpi fruttiferi fungini;
• presenza di ferite e di carie del legno;
• presenza di grosse ferite di potatura;
• emissioni liquide da ferite aperte;
• crescita stentata, organi vegetali di aspetto o dimensioni anomale;
• colorazioni anomale degli organi vegetali.
Dopo una prima indagine visiva, ogni difetto riscontrato a carico dell’albero viene accuratamente analizzato in rapporto alle possibili conseguenze dirette e indirette sulla resistenza meccanica e sulla vitalità dell’albero stesso.
La verifica strumentale, se necessaria, viene effettuata mediante l’impiego di uno dei tre principali strumenti previsti dal metodo VTA: il martello ad impulso elettronico, il dendrodensimetro (Resistografo) ed il frattometro.
In relazione ai sintomi/danni riscontrati ed alle misurazioni strumentali effettuate, deve essere fornito un giudizio sintetico sulla stabilità meccanica dell’albero esaminato, secondo la seguente scala di propensione al cedimento: (classe VTA: trascurabile (A), bassa (B), moderata (C), elevata (C-D), estrema (D).
Qualora la classe venga definita estrema, si intende che, essendo superato il parametro di sicurezza stabilito dal metodo VTA, la pianta è da ritenersi instabile, per cui deve essere abbattuta il prima possibile.
Quando il parametro di sicurezza non venga superato di poco e complessivamente la pianta presenti gravi sintomi/danni, la propensione al cedimento viene definita elevata e devono essere prescritti gli interventi necessari per garantirne la sicurezza (es. potatura di alleggerimento, consolidamenti).
Qualora i sintomi/danni siano meno gravi e le misurazioni strumentali rivelino una condizione statica almeno sufficiente, la propensione al cedimento dovrà essere giudicata moderata, bassa o trascurabile, in proporzione alla situazione rilevata.

CLASSI DI STABILITA’

A Vengono inseriti in questo gruppo tutti i soggetti che non manifestano né difetti di forma, degni di nota, riscontrabili con il V.T.A., né significative anomalie rilevabili strumentalmente. Per tutti questi soggetti è comunque necessario un controllo visivo generico periodico. I rischi di schiantamento e caduta sono legati ad eventi statisticamente non prevedibili.
B Su queste piante l’osservazione visita (V.T.A.) e l’indagine strumentale hanno rilevato lievi difetti di forma e piccole anomalie strutturali. I rischi di schiantamento e caduta sono riconducibili a quelli gruppo A, tenendo presente che i lievi processi degenerativi e le anomalie morfologiche possono aggravarsi nel tempo. Per questi soggetti si rende necessario un controllo visivo a scadenza periodica a partire dai punti critici individuati.
C In tutti i casi si sono rilevati significativi difetti di forma e/o strutturali verificabili strumentalmente. Il rischio per questi soggetti può essere un’ulteriore aggravamento delle anomalie riscontrate nel breve periodo. Questi alberi potranno passare in una categoria di rischio statico più elevata. Si rende necessario un controllo strumentale periodico nei punti critici individuati. Le tempistiche di ricontrollo possono variare a seconda della tipologia del danno, della specie e della posizione dell’albero.
C/D In questa categoria vengono inserite le piante che presentano gravi difetti a livello morfologico e/o strutturale. L’abbattimento di questi soggetti può essere evitato intervenendo con opportune operazioni finalizzate alla messa in sicurezza degli stessi (riduzione della chioma, consolidamento, etc…). E’ inoltre necessario per i soggetti appartenenti a questa classe un controllo strumentale a scadenza annuale. In mancanza degli interventi sopra citati la pianta è da iscriversi tra i soggetti di classe D.
D Fanno parte di questa classe tutte le piante che per difetti morfologici e strutturali riscontrati devono ascriversi alla categoria statisticamente ad alto rischio di caduta e schiantamento. Per questi soggetti la cui prospettiva di vita è gravemente compromessa ogni intervento di risanamento risulterebbe vano. Le piante appartenenti a questo gruppo devono essere sostituite.

A Firenze gli ultimi alberi riconosciuti in questa classe (D) sono stati abbattuti in maniera completa negli anni 2011 e 2012; a questi si sommano gli abbattimenti che derivano dalla verifiche periodiche: ove un albero viene riconosciuto in base alla VTA con un’alta propensione al cedimento si provvede d’urgenza al suo abbattimento.
Negli anni 2012, 2013 e 2014 (fino al corrente mese di giugno) ne sono stati abbattuti n. 1353, in particolare alle Cascine sono stati abbattuti n. 130 alberi.
Gli alberi sono poi sottoposti continuamente a controlli routinari correlati alle attività di normale manutenzione, in particolare le potature. E’ evidente che per decidere se potare e che tipo di potatura utilizzare (almeno che non sia una potatura di alleggerimento obbligatoria perché richiesta dalla VTA) è necessario controllare l’albero e definire i rami da asportare e in che modo. Ogni Quartiere ha tecnici agrari periti o laureati che organizzano le squadre di boscaioli o sorvegliano le ditte appaltatrici e comunque le squadre assegnate ai singoli quartieri possono essere unificate per operazioni particolarmente gravose scambiandosi anche attrezzature e mezzi se necessario sotto il coordinamento del Servizio Qualità del verde. Ne abbiamo avuto esempio durante i Mondiali di ciclismo alle Cascine quando sono stati potati, a seguito di controlli routinari ma non a seguito di VTA, quindi per esigenze logistiche, tutti i viali Olmi, Pegaso, Aeronautica ed Indiano per un totale di 600 alberi. Complessivamente i quartieri hanno a disposizione 89 tra operai e tecnici che si occupano del verde. Nel 2013 il Servizio Qualità del verde è stato l’unico settore dell’amministrazione comunale interessato dall’assunzione di operai specializzati e infatti sono stati assunti 11 nuovi giardinieri con l’implementazione di oltre il 10% dell’organico.
Le potature sono un elemento importante per garantire la corretta manutenzione delle alberature. Per programmare queste potature a Firenze è stato scelto di utilizzare il criterio del rischio. Il livello di rischio dipende sia da “cosa” può cadere, sia dall’entità del danno, ossia da cosa può essere danneggiato e dalla gravità del danno. Il rischio è quindi definito dal rapporto che lega la probabilità del verificarsi di un evento potenzialmente dannoso con i danni che questo può provocare a persone e a cose presenti. Tutti i “Quartieri”, sotto il coordinamento del Servizio Qualità del verde, hanno utilizzato un criterio uniforme dando priorità alle alberature delle aree verdi scolastiche passando poi a quelle stradali e successivamente a quelle delle aree estensive, questo perché i tempi di permanenza delle persone sotto gli alberi e quindi il rischio è diverso in queste situazioni.
Tornando ai controlli non di routine ma effettuati nell’ambito del Sistema informativo territoriale del verde e di schedatura delle alberature conviene fare un po’ di storia.
L’Amministrazione comunale ha iniziato nel 2002 il censimento/verifica del patrimonio arboreo pubblico, che prevedeva la georeferenziazione dell’albero e la compilazione di una apposita scheda di rilevazione delle caratteristiche vegetazionali, incluso eventuali problematiche di stabilità; il tutto tramite affidamento a soggetto esterno che provvedeva ad effettuare sia i controlli necessari alla formazione del censimento, che le eventuali VTA sui soggetti arborei utilizzando figure professionali abilitate. Tale soggetto svolgeva anche altre attività di supporto al Servizio del verde dell’Amministrazione.
Nell’anno 2009 è stata effettuata una gara di livello europeo che ha portato all’affidamento di attività coerenti con quelle svolte negli anni precedenti, in particolare con la riconferma fino al 2013 del numero di 1200 VTA/annue.
Per gli anni 2012 e 2013, a seguito del completamento dell’attività di censimento e quindi del catasto, sono state utilizzate, in modo mirato, le risorse disponibili per specifiche valutazioni di stabilità dando priorità ai soggetti arborei evidenziati con maggiori problematicità; come già detto tale appalto prevedeva una verifica di stabilità (VTA) di 1.200 alberi/anno. Di queste 122 nel 2012 e 118 nel 2013 sono state effettuate alle Cascine.
A partire dall’anno 2013, in previsione del completamento dell’appalto con la società esterna, si è cominciato ad utilizzare un modello differente che attraverso specifici affidamenti fatti per ogni Quartiere permettesse alle unità operative di ancor meglio collegare la loro attività di controllo e gestione routinaria con quella delle eventuali e necessarie valutazioni di stabilità VTA per i casi dubbiosi e quindi si sono sommate alle verifiche sopra indicate, attività di valutazione stabilità alberature affidate a professionisti specializzati iscritti all’ordine degli agronomi/forestali da almeno cinque anni individuati attraverso apposite procedure di selezione.
Questo ha consentito nel 2013 la redazione complessiva di 12.676 schede di valutazioni di stabilità (VTA) e l’affidamento per il periodo gennaio/giugno 2014 di ulteriori 8.131 valutazioni di stabilità (VTA) per tutto il territorio comunale.
Come già detto alle Cascine ne sono già state effettuate 156.
L’albero in questione è un bagolaro (celtis australis) ed ha una vita media di circa 200 anni; il soggetto in questione ha circa 80 anni ed è stato censito e schedato nel 2006, ricontrollato nel 2009 e nel settembre 2010 da professionisti esterni, dopo il fortunale del giugno 2010.
Le condizioni di stabilità generali sono state sempre considerate buone non rilevando nessun elemento di criticità; la densità della chioma era stata classificata normale, non erano state rilevate cavità alle branche e nemmeno alle inserzioni dei rami non erano state rilevate ferite aperte al fusto, tanto che il soggetto esterno affidatario del servizio di censimento/verifica non aveva ritenuta necessaria una valutazione di stabilità (VTA). Nel controllo dell’anno 2009 era stata segnalata la necessità di potare la pianta e di ricontrollarla nell’anno 2011; tale nuova verifica è stata anticipata all’anno 2010 con l’esito che veniva segnalata la necessità di potare la pianta e di ricontrollarla nell’anno 2011.
Negli ultimi anni tutte le alberature presenti nel Viale interessato dall’evento, e quindi anche l’albero in questione, sono state potate dal personale interno dell’Amministrazione, con la rimozione dei rami secchi e una verifica visiva di controllo in quota dei rami, con una cadenza annuale, in ragione della frequentazione intensa dell’area ed in coerenza con le indicazioni contenute nelle verifiche precedenti.
Da una visione da terra del punto di frattura del ramo si nota la presenza di una eventuale sorta di carie posta, presumibilmente, all’interno del ramo stesso, di dimensioni e natura da stabilire (“eventuale carie” ripetesi evidenziata solo a seguito dell’evento e non altrimenti visibile).
Si precisa infine che tutte le alberature della zona del Parco oggetto dell’incidente erano in un’area concessa ad un soggetto terzo per una manifestazione ed erano da attuarsi a cura dell’organizzazione della manifestazione stessa, una serie di prescrizioni indicate nell’atto di concessione.
Riassumendo :
1) il Parco delle Cascine è stato da sempre interessato da un’attenta attività di controllo e manutenzione;
2) l’albero di cui trattasi è stato oggetto di “CONTROLLI SCHEDATI” negli anni 2006-2009 e 2010 ad opera di professionisti esterni che non hanno mai evidenziato la necessità di VTA. La pianta quindi appariva in condizioni di salute e non presentava alcuna evidenza che potesse far anche solo presumere problemi di stabilità;
3) L’albero è stato altresì oggetto di “CONTROLLI ANNUALI ROUTINARI” da parte di personale interno ed interessato da potature periodiche;
4) La lesione (“eventuale carie”) rivelatasi a seguito dell’evento, pertanto, non era visibile;
5) Sono in corso approfondimenti circa l’osservanza delle prescrizioni di cui alla concessione dell’area.
Questa è una comunicazione redatta sulla base delle informazioni che mi sono state date dai tecnici della mia Direzione e contiene une serie di dati e numeri che hanno raccolto in questi due giorni e che ovviamente non è esaustiva e completa sulle attività effettuate.
Ho chiesto loro che nei prossimi giorni, sia implementata e approfondita e sarà mia cura portarla a conoscenza dei cittadini e dello stesso Consiglio comunale.
Voglio inoltre ringraziare il Prof. Paolo Grandi Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e forestali di Firenze per le dichiarazioni rese ai giornali in questi giorni in cui afferma che il Parco delle Cascine è un Parco ben curato; Il Professor Francesco Ferrini ordinario di Arboricoltura che ha spiegato come l’albero, da un controllo visivo risulti sano.
Infine consentitemi alcune considerazioni finali e una breve riflessione finale:
Come ricordato all’inizio, vivo questo momento con grande angoscia e dolore sincero.
Dopo qualche settimana dal mio insediamento mai avrei pensato di trovarmi a vivere in prima persona questa tragedia che in parte ho condiviso in diretta
essendo arrivata sul luogo, insieme al Sindaco, poco dopo l’accaduto e avendo visto tutte le fasi della rianimazione della Signora Donatella, tutti i tristi momenti successivi e aver trascorso la notte insieme al sindaco e alla collega Funaro in contatto diretto con il Meyer per avere aggiornamenti sullo stato di salute della bimba.
Io non ho figli, ma ho una nipote di 1 anno e mi sono molto immedesimata in quella zia che, come mi ha riferito un testimone, ha tentato con il proprio corpo di salvare la nipote facendole da scudo.
Trovo questo gesto bellissimo come prova di un grande gesto di amore e vorrei che fosse sempre ricordato. Per questo chiedo al Consiglio di unirsi insieme a questo dolore, di stare tutti insieme come Comunità vicini alla famiglia, con grande rispetto e dignità.
Chiedo alle Istituzioni e alla Politica tutta, almeno in questo momento di grande dolore, di abbassare i toni anche perché avremo tempo e modo nei prossimi giorni di dare tutti gli approfondimenti e di confrontarci. Io non mi sottrarrò a fare questo, avendo, per prima la volontà di fare chiarezza.
Mi appello al rispetto del dolore di questo momento, auspicando, da parte di tutti noi che in primis siamo cittadini e persone, di avere una volontà comune:
quella di stringersi insieme, di essere una comunità vicina al dolore di una famiglia e al rispetto delle persone.
E infine, confido che la Magistratura possa ricostruire le dinamiche dei fatti e per quanto ci riguarda saremo pienamente disponibili a collaborare e a mettere tutte le nostre informazioni e dati a disposizione dei magistrati, per arrivare a capire ciò che è realmente accaduto ed avere così una valutazione definitiva dei fatti.
Vi ringrazio”.

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