Finisce in ospedale la donna di 44 anni accusata di aver ucciso il figlio Carmine De Santis. Per i medici le condizioni psicologiche in cui si trova non sono compatibili con il regime carcerario come invece aveva disposto il Gip Ferrucci nell’udienza di convalida del fermo avvenuta lo scorso sabato. La mamma del ragazzino di Rovito, dal giorno che ha colpito sette volte con un coltello il figlio poi morto per dissanguamento, è “dissociata”. E’ assente, non risponde agli stimoli e alle domande. Non capisce nemmeno dove si trova.
Per i medici non è possibile che possa essere portata in carcere nel momento che sarà dimessa dal reparto di chirurgia dove si trova ricoverata da lunedi 3 marzo perché ha tentato il suicidio. La Falcone, secondo i medici dell’Annunziata, voleva togliersi la vita insieme al figlio. Non si è trattato di un gesto dimostrativo ma una volontà a perseguire un obiettivo ben preciso.
Per i medici è necessario che la donna venga tenuta sotto controllo. Ritengono che la reclusione in carcere a Castrovillari, non sia adeguata alle condizioni in cui si trova la donna. Dal profilo psicologico messo a punto accanto alla condizione dissociata emerge che nel momento in cui verrà meno questa condizione psicologica la donna cercherà ancora di togliersi la vita.
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