Roma, gli studenti universitari e il cibo

Mens sana in corpore sano. Un vecchio adagio sempre valido, ma ancor di più per chi quella mente la esercita ogni giorno per prendere una laurea. Ma quanta attenzione dedicano i nostri studenti universitari all’alimentazione per mantenere in salute mente e corpo? Cosa mangiano? Conoscono e fanno uso d’integrazione? Da chi si fanno consigliare nell’acquisto?

A queste e altre domande ha tentato di dare una risposta la ricerca promossa da Herbalife e condotta dall’istituto Ethos tra giugno e luglio 2013 su oltre 500 studenti di Milano e Roma;  un campione di ragazze (53%) e di ragazzi (47%) tra i 20 e i 28 anni, selezionato per rappresentare le caratteristiche della popolazione universitaria italiana.

Verdure, pesce e frutta lontane dalla tavola degli studenti – Sebbene l’importanza di un’alimentazione equilibrata per il benessere psicofisico sia generalmente riconosciuta da quasi la totalità degli intervistati (96%), solo la metà di questi (55%) ritiene di seguire un regime alimentare abbastanza corretto mentre più di un terzo (35%) lo ritiene poco o per nulla aderente ai dettami di una corretta alimentazione. Le carenze denunciate sono soprattutto relative al consumo di verdure (56%), pesce (45%) e frutta (44%). Nella ripartizione geografica del campione, gli studenti romani ritengono di seguire un’alimentazione più equilibrata di quanto non dichiarino i loro colleghi milanesi (59% versus 51%).

 Gli integratori: cosa sono – Emerge tra gli studenti intervistati una diffusa conoscenza del concetto di integratore alimentare (maggiore tra i romani che tra i milanesi – 92% versus 85%). Nello specifico, il 39% ritiene che si tratti di prodotti utili per integrare la normale dieta delle persone, il 34% di sostanze chiamate a sopperire carenze o condizioni di maggiore fabbisogno da parte dell’organismo, sottolineandone quindi l’aspetto compensatorio. Marginali invece risultano le accezioni esclusivamente “sportive” (17%) o “dietetiche” (1%), in cui gli integratori sono identificati come prodotti da utilizzare esclusivamente in caso di esercizi fisici prolungati o nell’ambito di regimi alimentari ipocalorici.

Il consumo – Riguardo al consumo, poco più della metà degli intervistati (57%) afferma di aver fatto uso di integratori, con un utilizzo più frequente nella città lombarda che nella Capitale (64% versus 48%), con una lieve prevalenza di consumo femminile (58%) rispetto a quello maschile (48%). Una percentuale di consumo generale che arriva però all’85% quando agli intervistati si chiede di confermare o meno l’utilizzo di una serie di sostanze che rientrano a pieno titolo tra gli integratori, ma che non sono state riconosciute come tali dal campione (per esempio, il 62% di chi dichiara l’uso di sali minerali non sa che si tratta di integratori). I motivi prevalenti sottesi all’utilizzo risultano essere l’attività sportiva (52%) e stati di stress e affaticamento (42%). Seguono situazioni di convalescenza (22%) e eventuali diete (9%). Si desume quindi che pur ritenendo la propria alimentazione poco equilibrata, gli studenti universitari associno l’integrazione allo sport o a situazione di stress e affaticamento mentale, nonostante siano consapevoli che l’integrazione alimentare possa essere utile in tutte le situazioni di carenze nutritive.

La scelta – Per il 67% degli utilizzatori, la scelta e l’uso dei prodotti sono spesso associati al consiglio di una “terza persona” come mediatrice: il medico (38%), un familiare (36%), l’allenatore sportivo (25%), il farmacista (15%), un amico (14%). Solo poco più della metà di chi ne ha fatto uso (52%) si è informata sul prodotto che stava per assumere, in particolare chiedendo notizie sulla sua composizione (79%), su dosaggi e modalità d’uso (66%) e sulle indicazioni (57%). Da sottolineare che tra gli utilizzatori il 44% dichiara di aver assunto un integratore senza sapere nulla della sua composizione o qualità. Tra chi invece ha cercato informazioni sul prodotto, l’84% lo ha fatto prima dell’uso, ma il 16% solo dopo averlo utilizzato.

Le marche – A conferma della scarsa attenzione da parte degli studenti rispetto al prodotto utilizzato, il 33% degli intervistati non ricorda il nome del prodotto preso. Tra il 67% degli utilizzatori che ricordano il prodotto si evidenzia l’importanza della comunicazione pubblicitaria: i primi tre citati sono infatti prodotti ben visibili tra video e carta stampata. Infine, multivitaminici e sostituti del pasto sono le categorie di prodotti ricorrenti.

La ricerca è stata presentata a Roma presso la Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza, nel corso della giornata di studio “Alimentazione e Salute”. Il tema della corretta nutrizione come elemento fondamentale del benessere fisico e psicologico e del ruolo dell’integrazione alimentare, è stato approfondito grazie agli interventi di esperti ed accademici:

Maria Casagrande, Dipartimento di Psicologia, Sapienza Università di Roma; Marco De Angelis, Dipartimento di Scienze Cliniche Applicate e Biotecnologiche Università dell’Aquila; Angelo Pennella, Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute, Sapienza Università di Roma; Traute Taeschner, Direttore del Corso di Laurea di Psicologia Clinica e Tutela della Salute, Sapienza Università di Roma; Renata Tambelli, Direttore del Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica, Sapienza Università di Roma. Ha moderato i lavori Rosa Ferri, Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica, Sapienza Università di Roma.

Al termine dell’evento, Cristiano Napoli, Country Director Italy Herbalife, ha premiato le due migliori tesi di laurea magistrale sul tema dell’alimentazione e salute.

Per Herbalife diffondere la cultura e l’importanza del benessere fa parte dell’agire quotidiano: il premio vuole essere quindi un contributo allo sviluppo della conoscenza accademica sul tema, attraverso il sostegno alle tesi di laurea più meritorie, come riconoscimento e incoraggiamento per i giovani studenti che le hanno realizzate a proseguire la loro promettente carriera di studi.

9 su 10 da parte di 34 recensori Roma, gli studenti universitari e il cibo Roma, gli studenti universitari e il cibo ultima modifica: 2014-03-07T09:43:50+00:00 da Redazione
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