Padova, quale futuro per la neuropsichiatria infantile?

E’ stato votato all’unanimità, nel corso dell’ultimo consiglio comunale lo scorso 22 gennaio, un documento proposto dalla presidente della sesta commissione consiliare, Anna Barzon, volto a richiamare l’attenzione della città sul futuro della neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza a Padova.

E questo soprattutto alla luce delle “schede ospedaliere”, recentemente presentate dalla Giunta regionale, che non hanno potenziato, com’era auspicabile, né i distretti, né i servizi dedicati alla neuropsichiatria infantile, ma che hanno invece ridotto il personale specializzato oltre al numero dei posti letto a disposizione dei pazienti.
Il documento approvato dal consiglio comunale, già inviato in Regione, sarà inoltrato anche ai 29 Comuni appartenenti territorialmente all’Ulss 16 perché venga recepito dai relativi consigli comunali. A questo si aggiungono la volontà e l’impegno dell’assessore ai servizi sociali e alla famiglia Fabio Verlato di far approvare la proposta in sede di Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 16.

“Ringrazio il consiglio comunale e le associazioni attive sul territorio che si dedicano al mondo della disabilità, quali Anffas e Fish presenti oggi a questo incontro – ha detto l’assessore ai servizi sociali Fabio Verlato – Proprio ieri, nel corso della conferenza dei sindaci dell’ulss 16, si parlava della diminuzione delle risorse per i centri diurni. Ne parleremo con la Regione. Per quanto riguarda il numero di persone che devono essere accolte nei centri – ha aggiunto l’assessore – posso solo dire che purtroppo l’autismo è un fenomeno in crescita; colpisce 1 ragazzo su 70. Da qui l’importanza di poter fare una diagnosi precoce ma per fare questo si ha bisogno di personale, di neuropsichiatri che siano presenti nel territorio. Alla Regione chiederemo pertanto il potenziamento della rete territoriale che si occupa del problema – ha concluso Verlato – oltre al potenziamento dell’organico, del numero dei posti letto e del Ctrp, il centro che si occupa delle gravi turbe psichiche”.
Attualmente, l’Unità Operativa Complessa (U.O.C.) di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (NP.I.A.) ha sede in via dei Colli 4 e svolge la propria attività nell’ambito dell’azienda ULSS 16. Il bacino di è di circa 80.000 minori, con età compresa dai 0 ai17 anni e, statisticamente, i soggetti con problematiche di neuropsichiatria infantile o adolescenziale rappresentano circa il 6% della popolazione. Sono quindi circa 5000 i casi che possono potenzialmente afferire ai servizi distrettuali per l’età evolutiva e all’ UOC di NPIA.
“Il progressivo impoverimento del numero di risorse umane, specializzate, disponibili per il servizio, l’assenza o la pesante carenza di figure quali il terapista della neuro psicomotricità, il logopedista, l’educatore, lo psicologo – si legge nel documento proposo dalla presidente Barzon – testimoniano la necessità di scelte strategiche programmatiche che vedano il potenziamento e il consolidamento dell’offerta territoriale imperniata sulla gestione integrata del paziente e sulla continuità d’assistenza anche nell’arco della vita, sull’investimento circa l’appropriatezza clinica e organizzativa con riguardo all’appropriatezza e al consumo delle risorse socio-sanitarie, attraverso il coinvolgimento attivo e responsabile dei professionisti e dei cittadini”.
“Più che di tagli, in questo momento si può parlare di un taglio diffuso da parte della Regione che si esprime attraverso la caduta libera degli specialisti assegnati al centro – ha commentato la presidente della sesta commissione consiliare Anna Barzon intervenendo alla conferenza stampa convocata in mattinata a Palazzo Moroni – Senza dubbio la carenza di personale depotenzia pesantemente l’unità complessa di neuropsichiatria infantile anche se, all’interno del centro, usufruiscono dei servizi anche persone adulte che richiedono cure e assistenza 7 giorni su 7, 24 ore al giorno. Per quanto riguarda i posti letto – prosegue Barzon – attualmente anziché avere 1 posto letto ogni 10 mila pazienti, è disponibile 1 posto letto ogni 138 mila 400 minori. Un rapporto che non sta in piedi. Chiediamo pertanto alla conferenza dei sindaci di far propria questa realtà così come chiediamo all’assessore Verlato di farsi promotore sottoponendo il problema all’attenzione di tutti i sindaci che afferiscono a questo bacino territoriale”.
Da qui la richiesta del Consiglio comunale di Padova, al vice sindaco reggente, alla giunta, anche attraverso la conferenza dei sindaci dell’ULSS 16, di sollecitare le istituzioni competenti affinché per l’Unità Operativa Complessa (U.O.C.) di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (NP.I.A.) sia stabilito il numero di persone che possono essere accolte e curate, adeguando conseguentemente, qualora fosse necessario, le strutture. Viene chiesto inoltre che sia garantito, attraverso assunzioni di personale o collaborazioni professionali, il funzionamento del servizio, che vengano assegnati alcuni posti letto dedicati alla neuropsichiatria e che venga identificata la gestione dei pazienti con gravi turbe neuropsichiche quale centro sperimentale regionale per lo studio di strategie terapeutiche soggette alla diretta valutazione dell’I.S.S. (Istituto Superiore di Sanità) in rete con pari equipollenti istituti europei.

9 su 10 da parte di 34 recensori Padova, quale futuro per la neuropsichiatria infantile? Padova, quale futuro per la neuropsichiatria infantile? ultima modifica: 2014-01-29T11:13:42+00:00 da Redazione
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