Bologna, morto Claudio Abbado grande musicista e senatore a vita

abbado claudioDirettore d’orchestra si è spento ad 80 anni. Era stato nominato senatore a vita lo scorso 30 agosto e a dicembre aveva deciso di rinunciare allo stipendio da senatore per devolverlo alla scuola di Musica di Fiesole a sostegno di borse di studio. Le sue condizioni di salute erano precarie e una settimana fa aveva dovuto annullare un concerto a Bari.

BOLOGNA – “Un grande uomo di cultura, un simbolo dell’Italia nel mondo, che da un anno a questa parte dava lustro anche alle nostre istituzioni, dopo la nomina a senatore a vita. Un grande uomo che credeva nella musica come via per il riscatto sociale, soprattutto per i ragazzi e i giovani. E un uomo che aveva scelto anche la nostra regione, l’Emilia-Romagna, lui, direttore artistico dell’Orchestra Mozart di Bologna. E voglio ricordare il concerto per raccogliere fondi per le popolazioni emiliane colpite dal terremoto del 2012, al Teatro Manzoni di Bologna. Tutta l’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna ricorda il maestro Abbado e si stringe attorno ai suoi famigliari e amici”.
Così la presidente dell’Assemblea legislativa regionale, Palma Costi, insieme all’intero Ufficio di Presidenza, dopo la morte di Claudio Abbado, questa mattina a Bologna. Il grande direttore d’orchestra aveva 81 anni ed era malato da tempo.

FIRENZE – “Rivolgo a Claudio Abbado un pensiero commosso: è stato un direttore straordinario e generoso, che ha sempre amato Firenze”. Lo ha detto il sindaco Matteo Renzi, appresa la notizia della morte di Claudio Abbado.
“Abbado – ha ricordato Renzi, che ha conosciuto il maestro grazie al commissario straordinario del Maggio Francesco Bianchi e con lui aveva valutato la possibilità di alcuni progetti musicali per Firenze – ha sempre avuto un rapporto molto stretto, fecondo e importantissimo con il Maggio musicale fiorentino fin dagli anni ’60 e questa sintonia non è venuta mai meno: l’ultima volta il maestro ha voluto donare alla città un concerto gratuito, il 4 maggio scorso, in occasione del Festival”.
“Da poco nominato senatore a vita – ha aggiunto Renzi – fin da subito Abbado annunciò di voler devolvere il suo emolumento alla scuola di Musica di Fiesole per finanziare borse di studio per giovani musicisti, un gesto nobile che fa capire più di tante parole la grandezza, anche umana, del maestro”.

FERRARA – Il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani esprime, a nome della Giunta comunale e di tutti i cittadini ferraresi, profondo cordoglio per la scomparsa del Maestro Claudio Abbado, direttore d’orchestra e senatore della Repubblica italiana, uomo di cultura apprezzato in tutto il mondo.
“Claudio Abbado ha rappresentato e rappresenterà sempre per la nostra città – ha affermato il sindaco Tagliani – un punto di riferimento importante e una figura di primissimo piano della cultura che attraverso la sua presenza, la sua opera di direttore e la sua generosa intraprendenza ha dato lustro internazionale al nostro Teatro comunale, formando centinaia di giovani musicisti nelle orchestre da lui pazientemente costruite e guidando all’ascolto della musica di altissimo livello una moltitudine di cittadini che hanno avuto la fortuna di poter assistere ai concerti e alle opere da lui dirette. Siamo vicini ai familiari del Maestro Abbado in un momento così triste, grati di aver potuto compiere al suo fianco, in tutti questi anni, un percorso artistico che non dimenticheremo mai”.

UDINE – “Sono molto colpito e addolorato per la perdita di un personalità italiana di assoluto prestigio mondiale come il Maestro Abbado. Una personalità che ha spesso trovato un rapporto speciale nei confronti del Friuli”. Così il sindaco di Udine, Furio Honsell, commenta la notizia della scomparsa, oggi 20 gennaio, del maestro Claudio Abbado. “Sovente – conclude Honsell – Abbado è stato interprete in queste terre e proprio a fine febbraio avrebbe dovuto venire nel nostro teatro. Questa non è una perdita solo italiana, ma per il mondo intero”.

CONCERTO ALLA SCALA – Il Maestro scomparso oggi all’età di 80 anni è stato suo direttore musicale dal 1968 al 1986. Il sindaco Giuliano Pisapia, che è presidente del teatro, ha annunciato che chiederà al sovrintendente Stéphane Lissner di organizzare l’evento.

TOSCANA – “In Toscana abbiamo un motivo di dolore in più per la morte di Claudio Abbado: il ricordo di quanto il maestro ha fatto a servizio di una musica capace anche di contrastare il disagio giovanile”. Così Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, appresa la notizia della morte del grande direttore d’orchestra.

E’ di pochi giorni fa l’annuncio del master universitario a Firenze, unico in Italia, per preparare operatori musicali che animeranno cori e orchestre giovanili e infantili impegnate, secondo il metodo del venezuelano Jose’ Antonio Abreu, sul fronte del contrasto al disagio. “Era stato proprio il maestro Claudio Abbado – ricorda Stella Targetti, vicepresidente e assessore toscano all’istruzione – a portare in Italia il metodo Abreu e questo aumenta ancora di più, se possibile, l’intensità della luce portata da Abbado a servizio della cultura in un contesto che di cultura, e di armonia, ha un bisogno enorme”.

Sul suo profilo Facebook il presidente Rossi ha usato una citazione del presidente Obama (“Tagliare i fondi alla cultura è come pensare di alleggerire un aereo troppo carico togliendo il motore”) per sostenere che “il miglior modo per ricordare e celebrare Abbado è ripartire da questa consapevolezza”.

Cristina Scaletti, assessore regionale alla cultura, aggiunge un doppio ricordo: la decisione del maestro di donare il suo stipendio di senatore a vita ai ragazzi della Scuola di Musica di Fiesole e la scelta di dirigere gratuitamente l’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. “Gesti nobili, di rara sensibilità,che dimostrano un profondo amore per la musica ma soprattutto per il futuro”.

ROMA – Si è spento oggi a Bologna Claudio Abbado, tra i più illustri direttori d’orchestra del mondo. Abbado aveva 80 anni, era senatore a vita dal 30 agosto 2013.

Il sindaco Ignazio Marino lo ha ricordato con queste parole: “Con Claudio Abbado se ne va uno dei più incredibili esponenti della cultura italiana. Con il suo talento indiscusso ha guidato le orchestre degli stabili più prestigiosi da Milano a Londra, da Berlino a Vienna ed è stato il massimo interprete in Italia e all’estero della tradizione e della musica classica. La sua attenzione per la valorizzazione dei giovani talenti è un’eredità che dobbiamo coltivare. Non possiamo che ringraziarlo per quanto ci ha saputo regalare in tanti anni di carriera”.

TORINO – “Scompare con il Maestro Abbado una personalità alta e umanissima, interprete geniale del linguaggio universale delle musica, spirito europeo, un grande studioso che seppe conciliare la natura di artista con quella di divulgatore della profonda cultura che ispirò sempre il suo lavoro.

Al mondo della musica, alla sua famiglia vada il cordoglio della Città di Torino e mio personale”. (Sindaco Piero Fassino).

VENEZIA – La presidente della Provincia Francesca Zaccariotto in qualità di componente del Cda della Fenice ha espresso cordoglio per la scomparsa del maestro Claudio Abbado.

“Se ne va un pezzo di storia culturale del nostro Paese. Un direttore d’orchestra, un musicista e un artista che ha portato in alto nel mondo il nome dell’Italia. É stato un innovatore, in un mondo difficile come quello della musica classica, e in particolare negli ultimi anni è stato molto vicino ai giovani e all’educazione musicale dei più piccoli. Ad Abbado va il nostro grazie perché ha saputo rappresentare una delle nostre parti migliori,  l’amore per l’arte e per la produzione musicale”.

LA VITA DEL MAESTRO

Claudio Abbado nasce a Milano nel 1933 da una famiglia borghese e ricca di stimoli culturali: suo padre, Michelangelo Abbado, è insegnante di violino al prestigioso Conservatorio ‘”Giuseppe Verdi” di Milano e poi vicedirettore dello stesso; la madre, Maria Carmela Savagnone è pianista e scrittrice per bambini, suo fratello maggiore, Marcello Abbado, è pianista ed in seguito compositore e direttore dello stesso conservatorio milanese. Ha anche altri due fratelli: Luciana Abbado Pestalozza, fondatrice del Festival di MilanoMusica, e Gabriele Abbado, architetto.

Fino al 1955, compie i suoi studi presso il conservatorio meneghino, specializzandosi in composizione, pianoforte e direzione d’orchestra. Dopo il diploma, si perfeziona con Friedrich Gulda per il pianoforte e Antonino Votto per la direzione d’orchestra. In seguito, si trasferisce a Vienna, avendo vinto una borsa di studio biennale per i prestigiosi corsi di perfezionamento in direzione orchestrale di Hans Swarowsky.

In questo stesso periodo riesce a farsi ammettere al coro della Gesellschaft der Musikfreunde, al fine di assistere alle prove dei maggiori direttori d’orchestra del mondo, fra i quali Bruno Walter, George Szell e Herbert von Karajan. Nel contempo partecipa ai corsi di perfezionamento dell’Accademia Chigiana di Siena, tenuti da Alceo Galliera (che dirigeva anche la Philharmonia di Londra) e Carlo Zecchi, dell’Orchestra Filarmonica Cecoslovacca. Nel 1958 vince a Tanglewood (USA) il concorso Koussevitzky della Boston Symphony Orchestra, che gli permette di fare il suo debutto americano con la New York Philharmonic.

Nel 1959 debutta a Trieste come direttore sinfonico. Nel 1960 dirige Maria d’Alessandria di Giorgio Federico Ghedini al Teatro Verdi (Trieste). Lo stesso anno fa il suo esordio alla Scala, dirigendo alcuni concerti tenutisi alla Piccola Scala e dedicati al terzo centenario della nascita di Alessandro Scarlatti. Nel 1962 dirige L’amore delle tre melarance al Teatro Verdi (Trieste).

Per il Teatro La Fenice nel 1962 dirige un concerto con Pietro Grossi al violoncello nel Cortile di Palazzo Ducale (Venezia) ed un concerto con Alexis Weissenberg al pianoforte al Teatro La Fenice, nel 1963 un concerto con Tito Aprea al pianoforte nel Cortile di Palazzo Ducale ed un concerto con Weissenberg con musiche di Prokof’ev, nel 1964 con Nikita Magaloff al pianoforte nel Cortile di Palazzo Ducale e con Weissenberg.

Nel 1963 conquista il prestigioso Premio Mitropoulos della New York Philharmonic (ex aequo con Pedro Calderon e Zdenek Kosler, direttori molto più anziani ed affermati, al tempo). Il suo nome inizia a diffondersi anche al di fuori dello stretto ambito degli addetti ai lavori, tanto da essere invitato da Herbert von Karajan a dirigere i Wiener Philharmoniker al Festival di Salisburgo (Seconda sinfonia di Gustav Mahler); debutta con la stessa esecuzione alla Scala e con la celebre London Symphony Orchestra.

Nel 1965 dirige la première nel Teatro della Piccola Scala di Milano di “Atomtod” di Giacomo Manzoni. Nel 1966-1967 dirige la sua prima opera di cartellone: i Capuleti e Montecchi di Vincenzo Bellini con Renata Scotto e Luciano Pavarotti nel 1966, portando l’opera in tournée all’Expo ’67 di Montreal in Salle Wilfrid Pellettier quale rappresentate dell’Italia ed al Edinburgh International Festival del 1967 con Anna Moffo e Pavarotti; sempre nel 1967 con Pavarotti nel cast dirige la stessa opera anche al Teatro dell’Opera di Roma.

La sua rapida carriera lo porta a firmare il suo primo contratto con il Gruppo Universal (al quale appartengono le celebri etichetteDeutsche Grammophon, Philips Classical e Decca). Nel 1966 dirige la ripresa nel Teatro alla Scala di Milano di “Aida” di Giuseppe Verdi per la regia diFranco Zeffirelli con Leyla Gencer e Fiorenza Cossotto. Nel 1967 dirige la ripresa nel Teatro Comunale di Firenze della “Messa di Requiem” di Giuseppe Verdi con Luciano Pavarotti e la prima rappresentazione nel Teatro dell’Opera di Roma di “I Capuleti e i Montecchi” con Pavarotti.

Il 7 dicembre ha l’onore di dirigere la serata di gala per l’apertura della stagione scaligera 1967/1968 con la Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetticon Renata Scotto. Nel 1968 dirige la ripresa nel Teatro alla Scala di Milano di “I Capuleti e i Montecchi” con la Scotto e Pavarotti. Debutta al Royal Opera House di Londra con Don Carlos di Giuseppe Verdi con Gwyneth Jones e Shirley Verrett. Debutta nel Metropolitan Opera House di New Yorknella ripresa di “Don Carlos”. Dirige la ripresa nel Teatro alla Scala di Milano di “Don Carlo” di Verdi nella serata d’inaugurazione della stagione 1968/1969 con Fiorenza Cossotto, Piero Cappuccilli, Nicolai Ghiaurov e nelle repliche Raina Kabaivanska. Nel 1969, a soli 35 anni, è nominato direttore musicale del Teatro alla Scala.

1969 viene messo in scena Oedipus rex (Stravinskij) con Marilyn Horne e ripresa la Lucia di Lammermoor, entrambi con la regia di Giorgio De Lullo conPiero Cappuccilli. Dirige la prima esecuzione assoluta di “Suite da camera da Intolleranza 1960” di Luigi Nono nel King’s Theatre diEdimburgo. Viene proposto un ciclo completo delle sinfonie di Gustav Mahler (al tempo autore decisamente poco frequentato nelle sale da concerto italiane), a dicembre è allestito a Milano Il barbiere di Siviglia di Rossini con Luigi Alva e Teresa Berganza, che verrà rappresentato nel 1972 al Festival di Salisburgo per l’anniversario rossiniano.

1970, anno beethoveniano riprende Don Carlo con Nicolai Ghiaurov, Placido Domingo, Piero Cappuccilli e Shirley Verrett alla Scala, nel settembre inizia la fortunata collaborazione della London Symphony Orchestra, con la quale effettuerà la maggior parte delle registrazioni nei successivi 15 anni. Sempre nello stesso anno, diventa direttore ospite della Boston Symphony Orchestra.

1971: viene nominato direttore principale dei Wiener Philharmoniker. Dal gennaio La Scala riprende l’allestimento del Barbiere con Alva, Enzo Dara e Sesto Bruscantini, in marzo viene allestito il Wozzeck di Alban Berg, opera inusuale per il tradizionale cartellone scaligero, ma che il maestro riprenderà diverse volte nel corso degli anni. A Firenze al Maggio Musicale e a Edimburgoin settembre è allestita la Cenerentola di Rossini con Teresa Berganza, Luigi Alva e Renato Capecchi. Di notevole valore artistico anche l’allestimento del Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi, che dopo l’esordio a Monaco di Baviera, apre anche la stagione scaligera ’71-’72, con la regia di Giorgio Strehler e nel cast Mirella Freni, Piero Cappuccilli e Nicolai Ghiaurov.

1972: viene eletto primo direttore ospite della London Symphony Orchestra. Viene nominato sovrintendente del Teatro alla ScalaPaolo Grassi, già fondatore, assieme a Giorgio Strehler, del Piccolo Teatro di Milano e figura carismatica della cultura milanese. Dirige la prima esecuzione assoluta di “Como una ola de fuerza y luz” di Luigi Nono con Maurizio Pollini, Aida con Fiorenza Cossotto, Domingo, Ghiaurov, Cappuccilli e nelle riprese Jessye Norman, poi ripresa a Monaco di Baviera in occasione delle Olimpiadi, assieme alla Messa di Requiem di Verdi. Vi è il primo film-opera con Jean-Pierre Ponnelle: Il Barbiere di Siviglia diGioachino Rossini con Teresa Berganza, Luigi Alva, Hermann Prey, Enzo Dara e Paolo Montarsolo.

1973: cura la revisione delle musiche di I Capuleti e i Montecchi per il Teatro La Fenice. In aprile, viene portata alla Scala laCenerentola con Alva, Capecchi e Lucia Valentini e la porta anche al Theater an der Wiencon con Teresa Berganza e Enzo Dara/Capecchi. Conclude la trilogia comica rossiniana, aprendo la stagione della Scala con L’italiana in Algeri come nelle precedenti rappresentazioni, con regia di Jean-Pierre Ponnelle. L’opera viene rappresentata in edizione critica e nel cast Teresa Berganza/Lucia Valentini Terrani nelle repliche ed Enzo Dara. A dicembre è ripreso il Simon Boccanegra con Cappuccilli e Mirella Freni.

1974: a febbraio riprende alla Scala Cenerentola con Alva, Dara e Valentini Terrani, quindi sono allestite Le nozze di Figaro diMozart con Hermann Prey, Freni, Josè van Dam e Berganza. Porta in tournée a Mosca Simon Boccanegra, Aida, Cenerentola e laMessa di Requiem. L’inaugurazione della stagione della Scala è ceduta a Karl Böhm, che dirige il con Fidelio. Per la fine dell’anno allestisce una spettacolare versione de L’amore delle tre melarance di Sergej Prokof’ev, con Dara ed Alfredo Mariotti per la regia di Strehler.

1975: dirige al Covent Garden di Londra Un ballo in maschera, regia di Schenk con Reri Grist, Plácido Domingo, Piero Cappuccillie Katia Ricciarelli. Continua l’operazione di rinnovamento del cartellone del teatro scaligero, portando in aprile al Teatro Lirico di Milano la première di Al gran sole carico d’amore dell’amico Luigi Nono, quindi, con sollievo per gli abbonati, riprende L’Italiana in Algeri con Marilyn Horne/Lucia Valentini Terrani, Luigi Alva e Dara. La stagione ’75-’76 apre col tradizionale Macbeth di Verdi con Verrett, Cappuccilli, Ghiaurov e Mariotti, mentre a dicembre viene riallestita la Cenerentola con Alva, Dara e Berganza. 1976: l’anno inizia col Simon Boccanegra, quindi ancora la Cenerentola e il Requiem di Verdi. In settembre porta in tournée negli USA, Simon Boccanegra, Macbeth, Messa di Requiem e Cenerentola.

1977: Paolo Grassi lascia la sovrintendenza del Teatro alla Scala per diventare presidente della RAI. Al suo posto viene nominatoCarlo Maria Badini. Viene presentata una nuova edizione del Wozzeck di Alban Berg, stavolta diretta da Luca Ronconi. In seguito, con la London Symphony allestisce la Carmen di Georges Bizet con Mirella Freni, Plácido Domingo e Teresa Berganza al Festival di Edimburgo. Per la stagione sinfonica dirige dei concerti con Isaac Stern portando in prima esecuzione assoluta anche Berceuse variata di Salvatore Sciarrino e con Margaret Price nella Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi (Milano). La stagione scaligera d’opera, stagione del bicentenario del teatro, apre con una versione integrale critica del Don Carlos di Verdi, con regia diLuca Ronconi, in una versione completa e rivista: il cast è straordinario, comprendendo alcuni fra i cantanti più in vista al mondo, come José Carreras, Mirella Freni, Piero Cappuccilli e Nicolai Ghiaurov. In seguito collabora con Franco Zeffirelli, nell’allestimento di Un Ballo in maschera con Cappuccilli, Pavarotti e Verrett. Inizia anche la fortunata collaborazione discografica con Deutsche Grammophon in campo sinfonico, che lo lega alla Chicago Symphony Orchestra riportata agli antichi fasti dalla direzione artistica di sir Georg Solti.

1978: suona il cembalo e dirige un concerto con musiche di Johann Sebastian Bach nella Chiesa di Santo Stefano (Venezia) per il Teatro La Fenice e fonda l’Orchestra Giovanile Europea (European Community Youth Orchestra). In gennaio dirige la Messa di requiem (Verdi) con Freni, Pavarotti e Ghiaurov nella Chiesa di San Marco (Milano). Nel febbraio ripropone Al gran sole carico d’amore di Nono al Teatro Lirico, porta alla Scala i Wiener Philharmoniker con Kiri Te Kanawa e dirige musiche di Johann Sebastian Bach suonando il clavicembalo nella Chiesa di San Fedele (Milano) ed in maggio nel Teatro Manzoni (Milano) che allora si chiamava Teatro della Via Manzoni – Renato Simoni, in settembre dirige un concerto con Lucia Valentini Terrani al Palasport di San Siro ed a novembre con Maurizio Pollini nella Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi (Milano). Viene ripresa la Carmencon Ileana Cotrubas e la Berganza a Edimburgo e porta all’Opéra di Parigi il Simon Boccanegra, che apre anche la stagione scaligera con la Freni, Cappuccilli e Ghiaurov.

1979-1980: inizia la collaborazione fra Opéra di Parigi e La Scala, in occasione del Festival Berg. In questo ambito, presenta ilWozzeck, mentre porta alla Scala la Lulu, con la direzione di Pierre Boulez, in edizione critica e integrale. Viene eletto direttore musicale della London Symphony Orchestra, con la quale inizierà ad approfondire (ed a registrare) la grande musica sinfonica. Nel 1979 dirige la ripresa nel Teatro alla Scala di Milano di “Don Carlo” di Giuseppe Verdi con la Freni, Carreras e Renato Bruson/Leo Nucci, dirige la Messa di requiem (Verdi) con Freni e Ghiaurova nel Duomo di Cremona e nel Duomo di Como, Macbeth (opera)con Cappuccilli, Ghiaurov e Verrett, Wozzeck, un concerto con Salvatore Accardo nella Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi, un concerto con musiche di Verdi con Placido Domingo, Ileana Cotrubas, Leo Nucci, Piero Cappuccilli, Katia Ricciarelli eMirella Freni, lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi con Katia Ricciarelli e Lucia Valentini Terrani e musiche di Vivaldi nella Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi, un concerto con Kiri Te Kanawa e Rudolf Serkin, uno con Maurizio Pollini.

Per il Teatro La Fenice dirige lo Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi e Pulcinella di Igor Stravinskij nella Chiesa di Santo Stefano con Ricciarelli e Valentini Terrani ed altri concerti sinfonici nel 1980. La stagione scaligera si apre con il Boris Godunov diModest Mussorgskij con Lucia Valentini Terrani, Fedora Barbieri e Ghiaurov, dirige la Messa di requiem (Verdi) con Freni e Pavarotti nel Duomo di Parma e presenta un cartellone fortemente innovativo, che comprende l’Oedipus Rex di Stravinskij con Ghiaurov, Erwartung di Arnold Schönberg e il Mandarino meraviglioso di Bela Bartók. In seguito dirige un concerto con Alfred Brendel.

1981: Dirige due concerti sinfonici per il Teatro La Fenice. Dall’orchestra giovanile europea nasce la Chamber Orchestra of Europe, della quale è tuttora “artistic adviser”. Si stringe ancor di più il suo legame con la Chicago Symphony, della quale diventa direttore ospite principale. In occasione del bicentenario della morte di Mussorgskij (Mussorgskij festival), riprende il Boris Godunov con Ghiaurov, Valentini Terrani e Fedora Barbieri, allestisce inoltre una rassegna di musica sinfonica e corale con un concerto con musiche di Verdi, due con la London Symphony Orchestra ed allestisce anche la Kovanchina. In occasione del centenario della nascita di Bela Bartók viene allestito un ciclo, con la collaborazione del Teatro dell’Opera di Budapest. Per ricambiare la collaborazione, in estate porta la Messa di Requiem di Verdi in tournée nell’Europa dell’Est con la Verrett al Kulturalpalast diDresda, nella Cattedrale di San Vito a Praga, al Teatro Erkel di Budapest con Lucia Valentini Terrani, nel Nuovo Palazzo della Cultura di Sofia con Ghiaurov, nell’Antico Teatro di Epidauro diAtene e nel Teatro Bunka Kaikan di Tokyo con la Freni.

In autunno, è ospite in Giappone con l’orchestra della Scala dove porta Simon Boccanegra con Cappuccilli, Freni, Ghiaurov nel Teatro Bunka Kaikan di Tokyo, Il barbiere di Siviglia (Rossini) con Dara, Valentini Terrani, Nucci e Furlanetto al Teatro N.H.K. di Tokyo. La stagione apre col Lohengrin di Richard Wagner con Anna Tomowa-Sintow e la regia di Strehler. Dal Teatro alla Scala produce, con Jean-Pierre Ponnelle, un altro film-opera di Rossini: è La Cenerentola. Nel cast Frederica von Stade, Paolo Montarsolo, Francisco Araiza e Claudio Desderi.

1982: dirige la ripresa nel Teatro alla Scala di Milano di “Simon Boccanegra” di Giuseppe Verdi con la Freni, Cappuccilli e Ghiaurov; dirige la Sinfonia n. 3 (Mahler) con la Valentini Terrani, un concerto con Salvatore Accardo e Bruno Giuranna, riprende Cenerentola; in maggio, in occasione del centenario della nascita si tiene un convegno ed una serie di concerti dedicati a Igor Stravinskij. Viene fondata l’Orchestra Filarmonica della Scala, destinata a costituirsi, col tempo, come corpo autonomo rispetto al Teatro. 1983: nuovo allestimento del Boris Godunov al Covent Garden. A Milano riprende Lohengrin, dirige un concerto con Orchestra Filarmonica della Scala, la Sinfonia n. 7 (Mahler) e L’italiana ad Algeri con Lucia Valentini Terrani e Dara.

1984: ripropone il Simon Boccanegra con Renato Bruson e Katia Ricciarelli debuttando all’Opera di Vienna. In seguito al Rossini Opera Festival propone, dopo decenni di silenzio, la prima ripresa in tempi moderni nell’Auditorium Pedrotti di Pesaro di “Le voyage à Reims ou L’hôtel du Lys d’or” (Viaggio a Reims) di Gioachino Rossini, con un cast stellare formato da molti dei cantanti rossiniani di quegli anni come Katia Ricciarelli, Cecilia Gasdia, Lucia Valentini Terrani, Bernadette Manca di Nissa, William Matteuzzi, Leo Nucci, Samuel Ramey e Dara per la regia di Luca Ronconi. Dirige a Venezia la prima mondiale del Prometeo di Nono. La stagione 1984/1985 apre con Carmen in una nuova edizione critica con Domingo e Verrett, quindi riprende il Barbiere di Siviglia con Dara, Frederica von Stade e Nucci.

1985: dirige due concerti con Salvatore Accardo e Maurizio Pollini, riprende il Macbeth con Cappuccilli, Ghiaurov e Ghena Dimitrova, quindi porta alla Scala Viaggio a Reims con Ricciarelli, Gasdia, Valentini Terrani, Matteuzzi, Nucci, Ramey e Dara, dirige la Messa di requiem (Verdi) con Montserrat Caballè, Valentini Terrani e Ramey nella Chiesa di San Marco (Milano) e Prometeodi Nono nello Stabilimento Ansaldo. Dirige il Concerto per pianoforte di Schönberg con Maurizio Pollini, insieme a musiche di Berg, Ives e Mahler al Barbican di Londra, nell’ambito del FestivalMahler, Vienna e il Ventesimo Secolo.

1986: lascia la direzione artistica della Scala.

La decisione, tuttora motivo di rancore e polemiche, ha l’effetto di spaccare in due la comunità musicale italiana. Da un lato i nostalgici del suo stile, dall’altro i sostenitori del nuovo direttore,Riccardo Muti. Le ultime esecuzioni milanesi di Abbado sono il Pelléas et Mélisande di Claude Debussy con Frederica von Stade e Ghiaurov, a maggio e, infine, a giugno, un programma sinfonico sempre dedicato al compositore francese. Da questo momento non suonerà più nel teatro che lo ha reso celebre nel mondo, lasciando intuire la presenza di rapporti piuttosto problematici con la nuova direzione amministrativa e musicale. Nel frattempo assume il prestigioso incarico di direttore musicale della Staatsoper di Vienna e fonda la Gustav Mahler Jugendorchester.

L’esordio in qualità di direttore artistico del teatro austriaco avviene ad ottobre con Un ballo in maschera che dirige con Luciano Pavarotti, Piero Cappuccilli e Margaret Price. Nel 1987 viene nominato direttore musicale generale della città di Vienna, incarico che prevedendo la supervisione dell’intero cartellone delle iniziative musicali nella capitale austriaca, gli consentì quella libertà d’iniziativa e d’azione che, probabilmente, gli era venuta a mancare nell’ultimo periodo milanese; in maggio dirige Il barbiere di Siviglia con William Matteuzzi, Dara,Frederica von Stade, Leo Nucci e Ferruccio Furlanetto; in giugno, con l’Orchestra della Staatsoper, dirige il Wozzeck di Berg con Hildegard Behrens ed in settembre dirige L’italiana in Algeri con Agnes Baltsa, Frank Lopardo, Raimondi e Dara.

1988: dirige il Concerto di Capodanno di Vienna e fonda il festival Wien Modern, dedicato alla musica contemporanea. Dopo la prima edizione, al cartellone musicale vengono affiancate altre iniziative di carattere culturale ed artistico (mostre d’arte, rassegne teatrali), con la collaborazione degli istituti culturale italiani, francesi e tedeschi. Nel corso dell’anno allestisce Il viaggio a Reims di Rossini con Cecilia Gasdia, Lucia Valentini Terrani, Montserrat Caballé, Ferruccio Furlanetto e Dara, Fierrabras di Franz Schubert con Karita Mattila, Pelléas et Mélisande di Debussy con Ghiaurov, Christa Ludwig e la von Stade e Carmen (opera) con Agnes Baltsa.

Con i Wiener Philharmoniker esegue l’integrale delle sinfonie e dei concerti per pianoforte di Beethoven, questi ultimi con Maurizio Pollinicome solista. Questo programma è portato in tournée alla Scala, in Europa, Stati Uniti e Giappone (solo le sinfonie). 1989: oltre a occuparsi della seconda edizione di Wien Modern (che come detto evolve da festival musicale a festival dedicato alle varie forme d’arte), porta in scena la Chovanščina di Mussorgsky con Ghiaurov, l’Elektra di Richard Strauss (con due allestimenti scenici differenti) con Eva Marton e Cheryl Studer, infine il Don Carlo di Verdi conRenato Bruson, la Freni e la Baltsa.

Alla fine dell’anno viene eletto direttore principale e artistico dai membri dell’Orchestra Filarmonica di Berlino. È il primo direttore non austro-tedesco eletto dagli orchestrali (il romeno Sergiu Celibidache era stato nominato ad interim dalle forze di occupazione nell’immediato dopoguerra). Sostituisce Herbert von Karajan, recentemente scomparso e per 35 anni padrone incontrastato dell’orchestra berlinese. 1990: presenta il Lohengrin di Wagner con Domingo e la Studer e quindi il Don Giovanni di Mozart con la Studer e la Mattila; riprende il Fierrabras di Schubert, con i Wiener Philharmoniker.

1991: dirige il Concerto di Capodanno di Vienna e continua il suo ciclo mozartiano allestendo una sontuosa versione di Le nozze di Figaro alla Staatoper di Vienna con la Studer e la regia di Jonathan Miller, a preludio delle celebrazioni per il bicentenario della morte del compositore, quindi riprende il Boris Godunow nell’allestimento presentato a Londra nel 1983 con la regia di Andrej Tarkovskij nel corso di un Festival dedicato al regista recentemente scomparso. In questo ambito, dirige brani in prima esecuzione, appositamente composti per Tarkovskij, di Kurtág, Rihm, Nono e Furrer.

Nel 1992 dirige un concerto con i Wiener Philharmoniker alla Scala. Una volta conclusi i suoi impegni con la Staatsoper di Vienna, inizia la sua attività a tempo pieno quale direttore artistico dei Berliner Philharmoniker. Anche in questo caso l’impatto sulla stagione e, in generale, la vita culturale berlinese è notevole: sull’onda delle iniziative per ristrutturare la capitale della nuova Germania riunificata, iBerliner Philharmoniker diventano uno dei fulcri di iniziative che coinvolgono tutte le forme d’arte. Inoltre, i Berliner Philharmoniker iniziano a commissionare nuove composizioni ed a espandere il proprio repertorio verso la musica contemporanea. La prima stagione sinfonica è incentrata sulla figura di Prometeo, con un programma eterogeneo che spazia da Beethoven a Luigi Nono. Nello stesso anno, allestisce ilBoris Godunov e l’amato Wozzeck con la Chicago Symphony Orchestra.

Nel 1992-93 organizza con la collaborazione di Natalia Gutman, la prima edizione degli Incontri Berlinesi (Berliner Begegnungen), che permettono ai migliori giovani talenti, di confrontarsi con grandi artisti. In occasione del bicentenario rossiniano, esegue a Ferrara Il viaggio a Reims, che poi riprenderà a Vienna e Tokyo. Infine allestisce Da una casa di morti di Leoš Janáček. La seconda stagione berlinese presenta nuovamente scelte estrose: la rassegna è dedicata al poeta e filosofo Friedrich Hölderlin ed il programma spazia, ancora, dalla musica romantica tedesca alla musica contemporanea.

Nel 1993 dirige Pelléas et Melisande con Frederica von Stade al Royal Opera House di Londra ed un concerto con i Berliner Philharmoniker alla Scala che fino ad oggi è la sua ultima apparizione scaligera. Da molti anni possiede una bellissima villa con vasto appezzamento di terreno sul mare nella zona del Lazzaretto, presso Alghero, dove abitualmente passa le vacanze estive. Per varie vicende immobiliari nel 1992 è stato coinvolto assieme alla famiglia in una disputa con oscuri risvolti e lunghi strascichi legali.

Dal 1994, organizza il ciclo Kontrapunkte dedicato alla musica contemporanea, per il Festival di Pasqua. Nello stesso anno termina con le trasferte in Giappone di Boris Godunow e di Le nozze di Figaro la collaborazione con il Wiener Staatsoper. Complessivamente per questo Teatro ha diretto in 175 rappresentazioni. Abbado sempre nel 1994 mette in scena Le nozze di Figaro aFerrara, e il Boris Godunov, sia a Berlino che a Salisburgo, lo stesso percorso viene effettuato per l’Elektra di Richard Strauss. Nel 1994 vince il Premio Ernst von Siemens.

Il tema della stagione dei Berliner Philharmoniker è il Faust, con musiche di Mahler, Busoni, Liszt, Schumann e Berlioz. A fine anno inizia un ciclo dedicato ai Miti e l’antichità greca, con musiche di Brahms, Musorgskij, Berlioz, Stravinskij, Monteverdi, Benda, Pergolesi, Purcell e durante la quale viene presentata la prima mondiale di Stele di György Kurtág. Il 1995 inizia con l’allestimento a Ferrara del Barbiere, con la Chamber Orchestra of Europe. Per il Teatro La Fenice dirige un concerto nel PalaFenice al Tronchetto ed è l’ideatore ed il direttore della Proiezione del film Luigi Nono Il canto sospeso con Barbara Bonney e Gian Maria Volonté nella Sale Apollinee.

La stagione berlinese è dedicata alla figura di Shakespeare, con lavori di Berlioz, Felix Mendelssohn, Richard Strauss, Pëtr Il’ič Čajkovskij e Sergej Prokof’ev. 1996: Per il Teatro La Fenice dirige un concerto nel PalaFenice al Tronchetto. A Firenze viene ripresa l’Elektra, quindi allestisce a Berlino (e l’anno successivo a Salisburgo) il Wozzeck di Berg, nell’ambito di un ciclo dedicato al duo Berg-Büchner. In questo ambito trovano prima esecuzione brani inediti di autori contemporanei come Rihm, Kurtág e Vacchi. Entro la fine dell’anno, la Gustav Mahler Jugendorchester cambia denominazione, prendendo l’attuale nome di Mahler Chamber Orchestra.

1997: anche quest’anno si apre con la presentazione a Ferrara di un’opera di grande richiamo, vale a dire il Don Giovanni di Mozart. In primavera dirige al Teatro Regio di Torino l’Otello di Verdi, con regia di Ermanno Olmi e dirige a capo dei Berliner Philharmoniker il concerto inaugurale per la riapertura del Teatro Massimo di Palermo. La stagione berlinese è dedicata al tema delWanderer ed è inaugurata dal Fierrabras di Schubert. Altri autori toccati nella rassegna sono Mahler, Strauss, Wagner e Liszt. Nel 1998 riprende il Boris Godunov al festival di Salisburgo. Altre opere allestite durante l’anno: a Berlino il Falstaff, al festival di Aix-en-Provence il Don Giovanni, stavolta con la regia di Peter Brook.

La stagione berlinese è dedicata al tema dell’Amore e della morte (Liebe und Tod) e comprende il Tristano e Isotta di Richard Wagner, oltre a lavori di Berlioz, Schönberg, R.Strauss, Henze. Il1999 si apre con la ripresa, a Ferrara, del Falstaff. In estate, a capo della Mahler Chamber Orchestra è in tour in America ed Europa. In questa occasione, è promotore dell’iniziativa per sostenere i giovani musicisti cubani, raccogliendo strumenti musicali. Per il ciclo italiano “Amore-morte”, nella stagione ’99-2000 dei Berliner Philharmoniker, presenta Tancredi e Clorinda di Monteverdi, Simon Boccanegra in forma semi-stage (ripreso a Salisburgo, a Pasqua, con la regia di Stein) e un concerto dedicato al mito di Orfeo.

Il 2000 si apre con l’allestimento a Ferrara del Così fan tutte di Mozart, con regia di Mario Martone. A Salisburgo, riprende il Simon Boccanegra. Per il Teatro La Fenice dirige il concerto Claudio Abbado per Luigi Nono nella Chiesa di Santo Stefano. Nello stesso anno la diagnosi di una grave malattia lo costringe a un intervento chirurgico d’urgenza e alla totale sospensione della sua attività per alcuni mesi. Il ritorno sulle scene avviene nell’ottobre 2000, decidendo anche, nonostante le condizioni di salute ancora precarie, di effettuare una tournée in Giappone. L’anno 2001 s’apre con l’omaggio a Giuseppe Verdi, nel centenario della sua morte.

Il 27 gennaio dirige a Berlino la sua Messa di Requiem. In seguito porta in tour a Roma e Vienna l’integrale dei concerti per pianoforte e delle sinfonie di Beethoven, con un’interpretazione filologica tuttora considerata rivoluzionaria. L’importanza di tale interpretazione è testimoniata dalla terza integrale beethoveniana firmata Abbado che la Deutsche Grammophone rilascerà nell’estate 2008 (vedi Discografia), contenente registrazioni delle date romane. A Salisburgo dirige il Falstaff. Nell’autunno dello stesso anno effettua una tournée negli Stati Uniti colpiti dai fatti dell’11 settembre 2001. La stagione berlinese è dedicata al tema Il tempo diventa spazio collegato al Parsifal di Wagner, che dirige anche nell’anno successivo, a Salisburgo.

Il 2002 si apre con Scene dal Faust di Goethe di Schumann a Berlino. A Salisburgo termina il suo incarico di direttore artistico del festival col Parsifal che dirige anche al Edinburgh International Festival. Nello stesso anno chiude anche la sua esperienza berlinese, con un concerto speciale, durante il quale riceve il Bundesverdienstkreuz mit Stern, più alta decorazione della Germania, dalle mani del presidente della Repubblica Federale. La sua attività prosegue in Italia e Vienna con lavori di Mahler e Schönberg. A Palermo dirige la Sinfonia del nuovo mondo di Dvorak, ilConcerto per violino di Brahms con Gil Shaham quale solista. L’ultimo concerto a Vienna il 13 maggio al Musikverein, si conclude in modo trionfale, con 4000 fiori lanciati sull’orchestra, 30 minuti di applausi.

Dopo l’esaurimento degli impegni berlinesi, Abbado sembra dedicarsi con maggiore costanza alla “sua” Chamber Orchestra of Europe. Nel maggio dirige a Parigi un concerto per celebrarne il ventennale dalla fondazione, nel quale esegue un programma dedicato a Schubert: due Lieder con la partecipazione di Anne Sofie von Otter e Thomas Quasthoff e le sinfonie VIII e IX. Al maggio Musicale Fiorentino porta il Simon Boccanegra. L’anno si conclude con la Mahler Chamber Orchestra con la quale effettua una tournée estiva alla fine della quale riprende il Parsifal prima a Edimburgo e poi a Lucerna.

Dal 2003 è impegnato con la nuova Orchestra del Festival di Lucerna la cui formazione è composta dalla Mahler Chamber Orchestra, da alcune prime parti dei Berliner Philharmoniker e deiWiener Philharmoniker, da solisti di fama internazionale come Emmanuel Pahud, Natalia Gutman e Kolja Blacher, dall’Ensemble Sabine Meyer, dal Quartetto Hagen e da elementi dell’Alban Berg Quartett. L’inizio del 2003 è quasi esclusivamente dedicato al pubblico italiano, a Ferrara e Reggio Emilia. In primavera riceve il prestigioso Premium Imperiale dell’Imperatore del Giappone.

Nel 2004 promuove nella città di Bologna la nascita dell’Orchestra Mozart, di cui diviene direttore musicale ed artistico. Nel 2005 porta a Ferrara, a Reggio Emilia e a Modena Die Zauberflöte diMozart con Erika Miklósa e la regia di Daniele Abbado e nel 2008, sempre nelle stesse città, l’attesissimo debutto nel Fidelio di Beethoven, entrambe dirette con la Mahler Chamber Orchestra. Nel 2009 il Comune di Bologna gli ha conferito la cittadinanza onoraria. A Caracas ed all’Avana, nel 2005, Abbado inizia a fare musica con l’Orquesta Simón Bolívar, la cui attività si inserisce nell’iniziativa portata avanti da 30 anni da José Antonio Abreu in cui sono coinvolti 400.000 giovani musicisti, tanti dei quali provenienti dal mondo poverissimo dei barrios, a cui è stata data la possibilità di ricevere degli strumenti musicali e un’adeguata educazione.

Nel 2007 per il Teatro La Fenice dirige i Concerti brandeburghesi BWV 1046-1051 con Giuliano Carmignola al violino ed Ottavio Dantone al cembalo. Nel 2010 dirige Fidelio al Festival di Lucernacon Nina Stemme e Jonas Kaufmann di cui esiste un CD live della Decca e l’Orchestra Mozart per lo Stabat Mater di Pergolesi, preceduto da musica di Bach con Sara Mingardo e Giuliano Carmignola per il Festival Pergolesi Spontini al Teatro Pergolesi di Jesi.

Il 30 agosto del 2013 viene nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Da tempo malato, scompare il 20 gennaio 2014 all’età di 80 anni nella sua abitazione di Bologna. Proprio a Bologna, è stato fra i promotori del progetto annunciato nel 2011 di costruire un grande Auditorium disegnato da Renzo Piano nell’area della Manifattura delle Arti; il complesso di circa 1800 posti a sedere dovrebbe diventare la sede stabile dell’Orchestra Mozart, con un’acustica “vicina alla perfezione”, studiata dal grande acustico giapponese Yasuhisa Toyota.

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