Firenze, ricordo della retata nazista nel convento di piazza del Carmine nel ’43

“Una serata davvero emozionante, in memoria di un tragico episodio della storia della città che tutti i fiorentini dovrebbero conoscere. Una vicenda dolorosa, ma fatta anche di accoglienza e solidarietà”. L’assessore Elisabetta Meucci ha partecipato ieri sera, nel convento di piazza del Carmine, all’incontro per ricordare la retata della notte tra il 26 e il 27 novembre 1943, quando nazisti e fascisti irruppero nella comunità delle suore Missionarie di Maria per catturare decine di mamme ebree con i loro bambini che le religiose avevano accolto, nascosto e accudito da 60 giorni. Pochi di loro tornarono dai campi di sterminio: tra questi Lea Reuveni, che all’epoca aveva 14 anni e che ieri sera ha portato la sua toccante testimonianza. Insieme all’assessore Meucci, che rappresentava l’amministrazione comunale, erano presenti il cardinale arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, la superiora provinciale suor Giuliana, il Rabbino capo di Firenze Joseph Levi, la presidente della Comunità ebraica fiorentina Sara Cividalli e il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici, che per l’occasione ha portato un prezioso cd con l’inedita testimonianza di madre Sandra, colei che nel ’43 gestì l’accoglienza delle madri ebree nel convento. Un racconto raccolto proprio dal padre di Pacifici, che dedicò la sua vita a registrare e fotografare testimonianze di ogni tipo con la storia di chi si è salvato. “Purtroppo, in quella tragica notte di 70 anni fa, furono pochi a scampare alla retata di nazisti e fascisti – afferma l’assessore Meucci – Ma questa vicenda, che nel suo epilogo colpì al cuore la comunità ebraica e l’intera città, è comunque una prova di grande umana solidartietà, una memoria che non deve andare perduta”.

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