Milano, più di 3 mila italiani vogliono fare gli spalatori guadagno 75 euro al giorno

La nuova frontiera della crisi economica sono lavori che prima venivano ignorati come fare lo spalatore di neve. Nel capoluogo lombardo le iscrizioni sono arrivate a 3.400, un 25% in più rispetto all’anno scorso, con quasi 3 mila italiani, l’85% del totale. Per l’Amsa, azienda controllata dal gruppo quotato in Borsa A2A, che gestisce il ciclo dei rifiuti e pulisce le strade della città, si tratta di un settore marginale ma ben organizzato. “Paghiamo con i voucher Inps entro 20 giorni dalla giornata lavorata – informa sui media Luciano Recaldini, responsabile del personale dell’azienda – anche per non dover gestire buste paga o simili”. Entro il pomeriggio precedente alla discesa in campo degli spalatori il Comune deve avvisare l’Amsa, che ha poche ore per contattare migliaia di spalatori. “Quest’anno contiamo di arrivare a 7 mila iscritti dal sito Internet – annuncia Recaldini – ma sappiamo che solo una parte poi si presenta”. Fino a oggi sono tutti stati avvisati al telefono, mentre quest’anno saranno allertati via sms. A chi conferma viene dato appuntamento alle 7 del mattino dopo a una fermata della metropolitana, in modo che anche con la città bloccata si possa raggiungere il punto di ritrovo, dove un caposquadra dipendente Amsa ha la lista del gruppo, spiega il lavoro e consegna l’attrezzatura. Sono sempre di più gli italiani in coda per questo lavoro avventizio. L’anno scorso gli spalatori “made in Italy” erano infatti il 5% in meno, nel 2010 il 7% in meno. Tra gli stranieri i più numerosi sono gli egiziani (1,8% del totale) e i romeni (1,6%). Pochissime le donne (10%), numerosi i candidati con più di 40 anni (il 25%). Tutti in attesa di una telefonata o di un sms ma soprattutto della neve.

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