Roma, affitti in nero maxi operazione della Guardia di Finanza

Irregolarità riscontrate in 7 controlli su 10. 47 immobili sequestrati ad un evasore totale ottantenne; altri 6 appartamenti sequestrati grazie alla segnalazione al 117 di uno studente; centinaia di posizioni sospette ancora nel mirino. Sono i primi, rilevanti risultati dell’offensiva contro il fenomeno degli affitti in nero condotta dalle Fiamme Gialle capitoline dopo la firma a settembre del “Patto Antievasione” con la Regione Lazio, Roma Capitale e le Università “La Sapienza”, “Tor Vergata” e “Roma Tre”, in collaborazione con la Direzione Regionale Agenzia delle Entrate del Lazio.

Grazie all’iniziativa, si è registrata un’impennata di segnalazioni, il 250% in più, con un conseguente incremento di verifiche (+ 179%). Già recuperati 27 milioni di euro dall’inizio dell’anno. La strategia elaborata muove su due direttrici parallele: da un lato, “più peso all’intelligence e alle sinergie per smascherare i proprietari disonesti che evitano di pagare le imposte e speculano sugli studenti”; dall’altro, “il dialogo, attraverso una massiccia campagna di informazione sui rischi legati al “sottobosco immobiliare”, che spesso favorisce l’insorgere di sacche di degrado”.

Agli studenti viene data assistenza per regolarizzare la propria posizione con relativi vantaggi anche sotto il profilo dei servizi garantiti dagli enti pubblici ai meno abbienti. Proprio grazie alla collaborazione di decine di giovani, su 132 controlli eseguiti negli ultimi due mesi, ben 92 hanno portato all’accertamento di irregolarità con recupero di imponibile non dichiarato per oltre 1,7 milioni di euro.

Dall’inizio dell’anno lo sforzo sostenuto dai Finanzieri dell’Urbe (605 i controlli eseguiti, con irregolarità accertate in 395 casi) ha permesso di smascherare un’evasione di 12 milioni di euro; a questi si aggiungono 13,5 milioni di euro, valore dei 47 immobili sequestrati tra Ardea e Roma-Tor Vergata ad un ottuagenario evasore, già noto alle cronache, in esecuzione di una misura di prevenzione patrimoniale emessa dal Tribunale di Roma su richiesta dell’autorità giudiziaria di Velletri (sostituto procuratore Giuseppe Travaglini). Un conto “salato”, quello pagato dall’uomo, che si è visto applicare il decreto legislativo 159/2011 che consente il sequestro dei beni che risultano sproporzionati alle capacità reddituali ufficiali nei confronti di coloro che “per la condotta ed il tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose”. Tutti i beni oggi sottoposti a sequestro (comprendenti tre auto, un ciclomotore ed un camper), una volta confiscati potranno essere acquisiti al patrimonio della collettività. In questo caso, sarà proposto di utilizzare gli immobili proprio come alloggi per studenti. Grazie alla segnalazione di uno studente, al numero di pubblica utilità 117, è stato possibile poi risalire a un sessantenne proprietario di sei unità immobiliari, in zona Magliana, affittate in “nero” a comunitari ed extracomunitari. L’intervento ha permesso di contestare non solo la mancata registrazione dei contratti di locazione e l’omessa dichiarazione dei conseguenti redditi percepiti dal proprietario per un imponibile pari a oltre 17 mila euro, ma anche di denunciarlo per gli allacci abusivi alla rete idrica ed elettrica.

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