Ampia collezione di cartoline storiche donata al Museum Ladin

Una collezione di nove album di cartoline postali storiche, per un totale di 2.826 esemplari, è stata da poco donata al Museum Ladin da Carlo Pescollderunng, collezionista di La Villa in Val Badia. Raccolte nell’arco di 30 anni, le cartoline raffigurano paesaggi e località di tutte e cinque le valli ladine dell’area dolomitica, tra cui foto di paesi, di hotel storici e di rifugi alpini.

La cartolina più vecchia risale al 1897 ed è illustrata con immagini di Cortina d’Ampezzo. La maggior parte delle cartoline risale a un periodo compreso tra la fine del XIX secolo e la 2° Guerra Mondiale e sono importanti testimonianze delle prime visite turistiche e dello sviluppo storico e paesaggistico delle valli ladine.

Le oltre 2.800 cartoline verranno catalogate e conservate nella collezione del museo.

A questo proposito, il Museum Ladin rileva l’importanza di una conservazione corretta e protetta di vecchi documenti e oggetti, invitando tutti coloro che ne posseggano – magari stipati in una cantina o in un solaio – a pensare a una donazione. Anche se a volte di scarso valore economico, vecchi oggetti e documenti possono avere un importante significato storico e un museo è il luogo ideale in cui custodirli in condizioni e secondo criteri adeguati.

Il Museum Ladin si orienta per questo in base alle linee guida del Consiglio internazionale dei musei (ICOM) ed è continuamente impegnato ad arricchire la propria collezione, cresciuta negli ultimi anni anche in seguito a diverse donazioni, per renderla disponibile alla collettività preservando l’eredità culturale ladina.

Informazioni: Museum Ladin Ćiastel de Tor, via Tor 65, San Martino in Badia, tel. 0474 524020, http://www.museumladin.it/.

9 su 10 da parte di 34 recensori Ampia collezione di cartoline storiche donata al Museum Ladin Ampia collezione di cartoline storiche donata al Museum Ladin ultima modifica: 2013-11-19T11:26:49+00:00 da Redazione
Condividi su...
Share on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0

Lascia un commento