Milano, l’Università Bocconi si propone come polo di attrazione di talenti da tutto il mondo

L’obiettivo è “generare ricerca di impatto mondiale, formare la classe dirigente del futuro, valorizzare l’esperienza di vita in Università e favorire la mobilità sociale”. E’ quanto si propone il Rettore Andrea Sironi, che ha inaugurato il 112° anno accademico. “La capacità di un Paese di attrarre giovani altamente qualificati e ricercatori svolge un ruolo cruciale per lo sviluppo economico e sociale”, ha affermato Sironi. “In Italia ci si lamenta della migrazione di molti giovani verso altri paesi europei, senza capire che si tratta di un fenomeno fisiologico, e non si sottolinea la carenza di giovani di altri paesi che decidano di venire in Italia per studio o lavoro, che è invece l’aspetto davvero patologico”.

Il Rettore ha ricordato i 3.193 studenti stranieri che frequentano l’Università in qualità di iscritti o in scambio, i 160 docenti stranieri, 43 dei quali di ruolo, a cui si aggiungono i 3.327 studenti Bocconi all’estero per studio o stage, oltre al campus recentemente aperto a Mumbai. La Bocconi dunque come “un vero motore di internazionalizzazione e di attrattività”.

L’ateneo lavora per completare il percorso di crescita grazie a progetti che porteranno il campus, di qui al 2019, a passare da 55 mila a 90 mila mq, con la capacità di dare alloggio a più di 2.000 studenti e visiting professor. Con la realizzazione delle residenze per studenti di viale Isonzo 21/23 e di viale Bligny 22 e con lo sviluppo dell’area dell’ex Centrale del latte, la Bocconi assolverà anche alla funzione di riqualificazione del tessuto urbano.

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