Decine di migliaia di falchi attraversano l’Aspromonte per far ritorno ai luoghi di svernamento africani

Biancone (Circaetus gallicus) sui cieli d’Aspromonte - foto Angelo Scuderi

Biancone (Circaetus gallicus) sui cieli d’Aspromonte – foto Angelo Scuderi

Tante le attività che l’Ente Parco ha messo in campo durante l’estate 2013. Cultura e tradizioni hanno avuto risalto attraverso una serie di iniziative realizzate nei comuni che ricadono all’interno del Parco, nell’ottica di valorizzare le diverse aree dell’Aspromonte. D’altra parte, l’Ente ha continuato ad operare negli ambiti più strettamente attinenti alla conservazione della natura, coerentemente con le proprie finalità istitutive.

Studi e monitoraggi si sono concentrati, in questi ultimi due mesi, sulla fauna selvatica, componente fondamentale della biodiversità, la cui conoscenza risulta fondamentale per avviare le più appropriate azioni di tutela delle specie.

In collaborazione con le associazioni ambientaliste Legambiente, Lipu-BirdLife e MAN (Associazione Mediterranea per la Natura), è in corso il monitoraggio sull’avifauna migratroria che riguarda, in particolare, i rapaci e i grandi uccelli veleggiatori (accipitriformi, falconiformi, ciconiformi ed altri grandi veleggiatori) il cui transito sui cieli del Parco Nazionale d’Aspromonte è censito da tre differenti postazioni localizzate sulla medesima direttrice. Le osservazioni fin qui effettuate hanno consentito di censire oltre 26.000 migratori, evidenziando come l’Aspromonte rappresenti uno dei più importanti siti per lo studio del fenomeno della migrazione in Italia. Nel contempo, la raccolta dei dati, che si protrarrà fino alla prima settimana di ottobre, offre ai cittadini e agli appassionati la opportunità di rapportarsi con esperti provenienti da diverse nazionalità per conoscere l’etologia delle specie migratrici più importanti quali bianconi (nella foto), le aquile minori, i falchi pescatori, le cicogne bianche, le cicogne nere, gli avvoltoi capovaccai, i falchi di palude, i falchi pecchiaioli, i grillai, i nibbi bruni, le albanelle minori, e assistere alla manifestazione di uno tra i più spettacolari fenomeni naturali osservabili in Europa.

Un altro monitoraggio in corso riguarda la stima della popolazione di lupo (Canis lupus), orami stabile in Aspromonte, le cui preliminari attività hanno consentito di riscontrare i segni di predazione, oltre che sul cinghiale  (Sus scrofa) anche sul capriolo (Capreolus capreolus italicus). L’Ente Parco, che negli scorsi anni ha positivamente gestito e concluso il progetto di reintroduzione del capriolo, previa verifica di fattibilità e con il successivo rilascio di oltre 70 individui quale nucleo fondatore di una specie scomparsa oltre un secolo fa dall’Aspromonte, ha così raggiunto un duplice obiettivo: il ritorno e la rinascita di una popolazione stabile di una specie animale localmente estinta e la ricostituzione di equilibri dinamici in seno alla catena trofica naturale, consentendo al lupo la predazione su ulteriori specie selvatiche e riducendo, indirettamente, la pressione verso gli animali domestici (ovini, caprini e bovini), soprattutto quando correttamente custoditi.

Presidente, Direttore, personale Ente Parco e operatori dei monitoraggi in corso - foto Sabrina Scalera

Presidente, Direttore, personale Ente Parco e operatori dei monitoraggi in corso – foto Sabrina Scalera

“L’Ente Parco sta dedicando energie ed impegno per consentire la conoscenza e la corretta gestione della biodiversità dell’Aspromonte, maggiore risorsa della quale oggi dispone questo territorio che conserva in sé l’inestimabile fortuna di essere rimasto intatto nella sua asprezza e nella sua meravigliosa e inesprimibile suggestività, per realizzare la conservazione e la protezione della sua unicità.” – dichiara il Presidente dell’Ente Parco Giuseppe Bombino – “Un’eccezionale combinazione di natura, storia, cultura e tradizioni rende irripetibile e straordinario il nostro Aspromonte e l’Ente Parco, oltre ad averne l’onere, ha anche il consapevole onore di difendere attivamente e far rivivere tale rarità, mettendo in campo tutti gli strumenti a sua disposizione per custodirne la biodiversità al fine di raggiungere il vero cambiamento:  l’equilibrio tra le esigenze del singolo, dell’economia e della collettività del nostro territorio e il mantenimento di un patrimonio naturale in ottimo stato di conservazione, nel più ampio disegno di garantire un’alta qualità della vita alle attuali e future generazioni”.

9 su 10 da parte di 34 recensori Decine di migliaia di falchi attraversano l’Aspromonte per far ritorno ai luoghi di svernamento africani Decine di migliaia di falchi attraversano l’Aspromonte per far ritorno ai luoghi di svernamento africani ultima modifica: 2013-09-06T10:52:35+00:00 da Redazione
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