Torino, tre grandi mostre per il Jazz Festival

La seconda edizione del Torino Jazz Festival ospita, per la prima volta in Italia, la mostra fotografica ‘Jazz de J À Zz’, a cura di Lorenza Bravetta, Alessandro Giorgio, Andrea Holzherre. All’interno della rassegna Ars Captiva Groove, fino al 1°maggio al Museo di Scienze Naturali saranno visibili oltre cinquanta scatti del celebre Guy Le Querrec. Membro della leggendaria cooperativa fotografica Magnum Photos dal 1977, durante la sua carriera ha fotografato numerosi musicisti.

Video, installazioni, sonorizzazioni d’ambiente, performance a carattere acustico-teatrale-coreografico, tutti realizzati a conclusione di un percorso formativo originale e strettamente collegati agli spazi aulici del Museo Regionale di Scienze Naturali: tutto questo è Ars Captiva Groove fino al 1° maggio.

Dal 26 aprile al Circolo dei Lettori sarà allestita la versione multimediale della mostra Django, Swing de Paris organizzata dalla Cité de la Musique di Parigi.

JAZZ DE J À ZZ: DAL 21 APRILE AL 1° MAGGIO AL MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI

La seconda edizione del Torino Jazz Festival ospiterà, per la prima volta in Italia, la rassegna fotografica ‘Jazz de J À Zz’: oltre cinquanta scatti del celebre Guy Le Querrec esposti al Museo Regionale di Scienze Naturali. La mostra racconta per immagini alcuni dei più grandi musicisti del secolo passato: Thelonious Monk, Miles Davis, Ray Charles, Phil Woods, Sun Ra, Dizzie Gillespie, Nina Simone, Ben Webster, Herbie Hancock a Dexter Gordon e tanti altri. Guy Le Querrec, membro della leggendaria cooperativa fotografica Magnum Photos dal 1977, durante la sua carrieria ha immortalato numerosi musicisti.

Nelle immagini emergono i pensieri, gli stati d’animo dei musicisti spesso colti durante le attese, le prove, i trasferimenti, nei camerini, per strada, nelle stanze d’albergo, in aeroporti e stazioni. ‘Jazz de J à ZZ’ racconta per immagini alcuni dei più grandi musicisti del secolo passato: da Thelonious Monk, Miles Davis, Ray Charles, Phil Woods, Sun Ra, Dizzie Gillespie, Nina Simone, Ben Webster, Herbie Hancock a Dexter Gordon e tanti altri. L’immediatezza e la bellezza delle immagini avvicineranno lo spettatore all’ambiente jazz.

(nella foto: Miles Davis (trompette) Concert of the « Miles Davis Quintet », Paris Jazz Festival. Salle Pleyel, Paris. France1969 © Guy Le Querrec / Magnum Photos)

ARS CAPTIVA GROOVE: DAL 21 APRILE AL 1° MAGGIO AL MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI

ARS CAPTIVA GROOVE, giunta alla quarta edizione, apre verso una nuova prospettiva. Lascia la storica sede delle Ex Carceri Nuove di Torino, che hanno identificato in maniera vincolante e suggestiva il progetto delle precedenti biennali, per cogliere l’opportunità offerta dal Torino Jazz Festival di creare un nesso tra giovane arte e musica. L’edizione 2013 presenta una serie di opere ed eventi ispirati alla tematica GROOVE, cioè all’humus originario della musica nera che costituisce il nucleo ritmico e dinamico dell’improvvisazione.

Ne sono scaturiti video, installazioni, sonorizzazioni d’ambiente, performance a carattere acustico-teatrale-coreografico, tutti realizzati a conclusione di un percorso formativo originale e strettamente collegati agli spazi aulici del Museo Regionale di Scienze Naturali.

DJANGO, SWING DE PARIS: DAL 26 AL 30 APRILE SALA DELLE AMACHE CIRCOLO DEI LETTORI

Sono passati sessant’anni dalla morte di Django Reinhardt (23 gennaio 1910 – 16 maggio 1953) e il mondo celebra il più grande e originale dei jazzisti europei, l’uomo che ha letteralmente inventato la chitarra solista, uno dei primi maestri moderni di world music e un virtuoso che ha elevato lo strumento a nuovi livelli espressivi a dispetto delle menomazioni fisiche.

Per questo importante anniversario il Torino Jazz Festival, che dedica l’edizione 2013 alla Francia, ha portato in Italia la versione multimediale della mostra Django, Swing de Paris organizzata dalla Cité de la Musique di Parigi.

A completare il percorso manouche del festival, a partire da sabato 27 aprile al Circolo dei Lettori sono stati organizzati concerti, jam session, incontri tematici e presentazioni di libri con autori, giornalisti e musicisti di rilievo eredi dell’arte di Django.

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