Voto a giugno, Renzi candidato premier con Monti stampella

I democratici mentre portano avanti il piano A ovvero un Governo di minoranza in cerca di appoggio dei grillini, lavorano all’ipotesi B, il ritorno alle urne. E puntano ancora una volta sull’abbraccio “mortale” con Mario Monti. Questa volta non un matrimonio post elettorale ma direttamente prima delle urne, da tenersi il 30 giugno. Nel Pd l’idea è che così facendo il centrosinistra allargato potrebbe avere la maggioranza anche in Senato.

“Piuttosto che mettere in discussione l’Europa, meglio tornare a votare”. Avrebbero fatto sapere i centristi che non possono fare altro che accodarsi alla sinistra per evitare di scomparire fagogitati da Pdl e Pd. Bersani e soci punterebbero su una grande alleanza, questa volta sì tra progressisti e moderati, una coalizione di “responsabilità nazionale ed europeista” della quale il centro moderno di Monti farebbe parte da subito. Peccato che i Democratici continuano a sottovalutare Silvio Berlusconi e anche Beppe Grillo. Basterebbe poco all’uno o all’altro per prevalere alla Camera dei Deputati e rendere ininfluente un eventuale successo al Senato.

L’asso nella manica per il Pd potrebbe però essere Matteo Renzi. Il sindaco rottamatore appare il più probabile candidato Premier, sia che si voti a fine giugno sia che si voti un po’ più avanti. Finanche tra i giovani turchi, fino a ieri vere guardie rosse del bersanismo, si notano accenti nuovi. “Tra noi e Renzi non è mica una sfida all’ok corral” ha detto ad esempio Matteo Orfini, che quindi oltre al nome in comune con il sindaco pensa di farci pure un tragitto insieme. Nel Pd si scandiscono i tempi e si scalda la macchina elettorale. Subito l’elezione del Capo dello Stato, quindi lo scioglimento delle Camere ed il ricorso urgente alle urne.

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