Battaglia al Senato per le quattro regioni chiave

Lombardia, Sicilia, Veneto e Campania. Le ultime dovrebbero essere conquistate rispettivamente dal centrodestra e dal centrosinistra. Se così fosse la coalizione Pd-Sel sarebbe in grado di superare quota 158 a Palazzo Madama ovvero la maggioranza, solo se fosse in grado di conquistare la Lombardia. Nel caso in Bersani e Vendola perdessero la Lombardia e vincessero la Sicilia l’asticella si fermerebbero a 153 senatori, a parte gli eletti all’estero, che oscillano tra i 3 e i 4 per il centrosinistra su 6 totali. La partita del Senato è complessa per effetto dell’assegnazione su base regionale dei premi di maggioranza. La Lombardia vale in tutto 49 seggi, di cui 27 vanno al partito che arriva prima. Una regione chiave con un sesto all’incirca dei 315 senatori. E per contare sulla maggioranza servono 158 senatori. La Sicilia vale quasi la metà con 25 seggi in tutto, di cui 14 di premio. Nel Veneto 24 seggi mentre i seggi campani sono 29, di cui 16 di premio.

Da verificare la scelta del voto disgiunto in favore di Umberto Ambrosoli per la guida del Pirellone annunciata da alcuni neo montiani come la capolista per Palazzo Madama in Lombardia di Scelta Civica Ilaria Borletti Buitoni, l’ex senatore del Pd Piero Ichino e Lorenzo Dellai, capolista della lista Monti alla Camera in Trentino.

Nel centrodestra la preoccupazione è il fattore Grillo, che sia in Veneto sia in Sicilia potrebbe essere elemento di “disturbo”. Se al Nord l’ex comico sembra abbia rosicchiato consensi alla Lega in una misura però non determinante per l’esito del voto, nell’isola del Governatore Crocetta invece c’é chi teme che il Movimento Cinque Stelle possa arrivare primo.

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