Marò, gli italiani hanno perduto un altro pezzo di dignità nazionale

Mi sembra di ricordare che la Costituzione italiana garantisce ai propri cittadini la certezza giuridica di non avere la propria libertà personale da chicchessia e per qualsiasi motivo a meno che non ci sia una sentenza di terzo grado emessa da un Tribunale italiano e che disponga altrimenti.

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono rientrati in Italia “per una licenza natalizia” ma non mi sembra che a loro siano assicurate le garanzie di tutti gli altri cittadini. Liberi di stare con le loro famiglie giusta e condivisibile soluzione dopo 10 mesi di prigioni immotivata, ma sicuramente non liberi nel vero senso della parola. Piuttosto controllati a vista dalle Autorità italiane su mandato di uno Stato Terzo peraltro non sovrano, ma federale.

Un articolo del quotidiano “Il Giornale” riporta oggi tra l’altro che “Nelle 21 pagine dell’ordinanza che concede la licenza si sentenzia che la “Repubblica italiana è responsabile” per i marò “fino al loro ritorno in India”. Latorre e Girone “saranno sotto il costante controllo, custodia, supervisione e tutela della Repubblica italiana”. Non solo: il nostro Paese ha “garantito che assumerà tutte le azioni necessarie, all’interno dei poteri costituzionali, per garantire” che i marò “torneranno in India”…Oltre all’obbligo per le nostre “autorità competenti, che devono garantire la sorveglianza dei richiedenti (i marò, ndr), di fornire i loro indirizzi, numeri di cellulare ed (i dettagli) dei movimenti in Italia” alla polizia di Kochi.

Questa non è una licenza ma una libertà condizionata come abbiamo subito scritto appena è arrivata la notizia dell’accordo Italia – India, soluzione di cui staranno sicuramente ridendo i nostri alleati inglesi che conosco bene il Paese del Gange.

Un altro schiaffo alla credibilità della nostra Nazione, un’altra sberla alla dignità dei nostri militari!

Auguri a tutti!

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