Limbadi, Giornata mondiale dei diritti dei bambini

Sarebbe bello se si potesse avverare ciò che aveva prefigurato Elsa Morante nella sua opera poetica “Il mondo salvato dai ragazzini”. Nel centenario della sua nascita la speranza della grande scrittrice di vivere in un mondo che fosse ispirato ai sentimenti dei bambini è ancora solo un progetto carico di profezia utopica perché le cronache dei quotidiani ci raccontano di stragi di innocenti (ultima a Gaza, domenica scorsa). Ma proprio oggi (20 novembre) in un contrasto profondo con l’orrore della realtà della guerra nella striscia di Gaza (senza dimenticare la lotta per la sopravvivenza di milioni di bambini in tutto il mondo), ricorre la “Giornata mondiale dei diritti del bambino” (giunta alla sua 22esima edizione) per rinnovare i principi sanciti nella “Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia” approvata dall’Onu il 20 novembre del 1989. La grande pedagoga Maria Montessori affermava che il bambino può rappresentare “il padre dell’uomo”, messaggero di pace in un mondo rinnovato, che ripudia la guerra, la violenza e che promuove la solidarietà, l’amore, la pace, la fratellanza e l’accoglienza. Invece è sistematica la violazione di questi fondamentali valori umani, non solo nel mondo ma anche nel nostro Paese, dove cresce il disagio delle famiglie, la povertà, l’ingiustizia sociale, tutti fenomeni che si scaricano sui più deboli e sui più piccoli. Come possiamo dichiararci cristiani se il messaggio evangelico ispirato ai più piccoli (“Lasciate che i pargoli vengano a me”, “Se non diventate come fanciulli, non entrerete nel Regno dei Cieli”) viene ignorato a partire dall’indifferenza dai responsabili istituzionali che hanno approfondito il solco delle disuguaglianze che provocano intollerabili ingiustizie! Ravvivare questo sentimento e mettere al centro di ogni politica e di ogni azione i diritti dei fanciulli significherebbe compiere una palingenesi dell’umanità, un profondo rinnovamento dello spirito, perché il paradigma connaturato al capitalismo è un materialismo spietato che non ha anima né qualsiasi sentimento di solidarietà, ma solo indifferenza per chi soffre e chi è più debole, di contro una esaltazione del profitto, dell’egoismo, del successo personale e del potere privilegio e corruzione. Questo è il risultato della mercificazione che è alla base dell’attuale “modello di crescita” che viene continuamente propagandato, distruggendo la speranza, creando un mondo di disperazione, tragedie e crimini contro gli innocenti. Ecco perché il messaggio “utopico” dell’autentico spirito cristiano così come viene trasfigurato nell’opera escatologica della Morante, è affidato ai bambini: i soli che possono rovesciare la prospettiva disastrosa che l’umanità ha intrapreso con le armi, con la distruzione dell’ambiente, con la sopraffazione dell’altro e con una nuova schiavitù che uccide la meraviglia e l’entusiasmo come principi di conoscenza e di bellezza spirituale (Aristotele). In virtù di questa interpretazione e consapevolezza l’associazione culturale Alighistos – con la partecipazione di don Francesco Pontoriero (parroco di San Nicola de Legistis) e della Delegazione Vibonese di Italia Nostra – continua con grande determinazione la campagna per la difesa e la salvaguardia dei diritti dei fanciulli (dal 2009) ispirata ai principi contenuti nel messaggio cristiano e nella Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia istituendo il “Mese del Fanciullo”, una serie di iniziative che si aprono il 6 dicembre (giorno in cui si festeggia San Nicola, protettore dei bambini) e si chiude con l’Epifania, tra cui “Nel mondo dei bambini” (IV edizione) e il progetto “Gli apostoli dei fanciulli” che quest’anno celebra la III edizione che si svolgerà a Palmi (Casa della Cultura) il 12 gennaio.

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