Milano, stabile comunale per la comunità islamica di viale Jenner

Le parole del vice sindaco Maria Grazia Guida sono chiare. “Nessuna corsia preferenziale, ma c’è la nostra chiara volontà di risolvere questa e altre emergenze lasciate irrisolte dalle precedenti amministrazioni. La libertà di culto è un diritto riconosciuto dalla Costituzione e noi intendiamo garantirla”.

L’amministrazione Pisapia si impegna ad affrontare in tempi rapidi la questione di viale Jenner, dopo l’accelerazione dovuto allo sfratto dallo stabile dove l’Istituto culturale islamico era in affitto da 25 anni. “Siamo pronti a partire con l’albo delle comunità religiose a dicembre, primo passo formale per avere i dati delle associazioni milanesi — spiega — Subito dopo, all’inizio dell’anno nuovo, passeremo ai bandi per assegnare gli spazi disponibili, ovviamente tenendo conto delle urgenze. Oltre a viale Jenner, ci sono la casa della Cultura islamica di via Padova 144 e gli evangelici. Queste sono le priorità”.

Guida non mostra preoccupazione per le polemiche che subito sono state fatte da Lega Nord, centrodestra e comitati degli abitanti in zona Farini. “Questo tema è facilmente strumentalizzabile, ma andiamo avanti per la nostra strada, sapendo di avere illustri punti di riferimento, come il cardinale Carlo Maria Martini, che ci ha sempre spronati al dialogo interreligioso, e l’arcivescovo Angelo Scola, che sempre ci ricorda il tema del meticciato culturale come una risorsa per la società, non come un pericolo di fronte al quale alzare steccati e barricate. Le religioni insegnano a costruire ponti”.

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