La fiera del tartufo a Muzzana parte dall’antica Foresta Lupanica

Il 23, 24, 25 novembre 2012, a Muzzana del Turgnano (Udine), si festeggia il tartufo bianco pregiato in occasione della Terza Fiera dedicata al prezioso tubero. Una evento che nasce in un contesto unico, stiorico e ambientale.

Il boschi di Muzzana del Turgnano

I boschi di Muzzana del Turgnano sono i resti dell’antica “Foresta Lupanica” che si estendeva dall’Isonzo al Livenza e ricopriva la maggior parte del territorio pianeggiante. Trattasi di querceto-carpineti risalenti all’età del ferro. Le specie arboree maggiormente presenti sono la farnia, il carpino bianco, il frassino ossifico, l’olmo campestre e il nocciolo. Sono suddivisi in due superfici di circa 165 ettari ciascuna: “Selva di Arvonchi-Coronata-Toronda”, di proprietà del Comune di Muzzana del Turgnano, soggetta a uso civico, e “Bosco Coda Manin”, di proprietà privata.

Hanno costituito nei secoli una preziosa risorsa per la popolazione locale che a tutt’oggi li considera tali per il notevole valore paesaggistico, naturalistico ambientale, faunistico e storico. Oltre a essere meta di appassionati naturalisti e botanici, sono l’unica “fonte” di tartufi – in gran parte bianco pregiato – del territorio comunale.

Il tartufo

Il tartufo bianco pregiato (tuber magnatum), è considerato il re della tavola capace di impreziosire una moltitudine di piatti semplici. Cresce in simbiosi con alcune delle essenze arboree tipiche dei boschi planiziali (farnia, carpino bianco, nocciolo, pioppo, salicone, tiglio) e fruttifica nei mesi autunnali. È presente nelle regioni dell’Italia Centrosettentrionale. La raccolta in Friuli Venezia Giulia è consentita ai possessori di “permesso raccolta tartufi” nel periodo ottobre/dicembre (legge regionale numero 23 del 16 agosto 1999) dotati comunque di un cane addestrato.

I pregi del tartufo bianco di Muzzana sono racchiusi nel suo profumo tipico e particolarmente spiccato che lo rende inconfondibile e caratteristico e nel suo sapore gradevole e molto gustoso a maturità, assai apprezzato in gastronomia.

Il tartufo bianco di Muzzana del Turgnano ha ottenuto nel 2011 la certificazione Pefc

Il tartufo bianco di Muzzana del Turgnano è il primo tartufo al mondo raccolto in un bosco che rispetta lo schema della certificazione forestale sostenibile. È la prima certificazione mondiale di un tartufo raccolto in un bosco a sua volta certificato secondo il protocollo Pefc, il più importante schema di certificazione per la gestione forestale sostenibile. La certificazione è una Catena di Custodia relativa al sistema di gestione adottato dall’associazione “Muzzana Amatori Tartufi”. Si sviluppa su un sistema di codifica che permette di individuare, in maniera univoca, ogni singolo tartufo raccolto all’interno del bosco da parte dei soci dell’associazione che “aderiscono” all’iniziativa. Il sistema è in grado di fornire la garanzia che i tartufi “certificati Pefc” provengono da quello specifico bosco (il Baredi), validandone quindi, contemporaneamente, sia la provenienza “locale” che quella “da bosco gestito in maniera sostenibile”.

Il cane da tartufo

È fondamentale per la scoperta dei tartufi. Non esiste una razza addestrata dalla nascita alla ricerca, però il Lagotto Romagnolo è da tutti riconosciuto come la specie canina maggiormente predisposta. Grandi soddisfazioni danno anche alcuni cani da caccia che abbiano ricevuto un addestramento specifico e rigoroso.

L’associazione “Muzzana Amatori Tartufi”

L’attività l’associazione “Mat” è svolta coi contributi della Regione Friuli Venezia Giulia, della Provincia di Udine e degli Enti presenti sul territorio. Si articola durante tutto l’arco dell’anno e offre diverse proposte: serate di informazione sugli ambiti boschivi e sul tartufo; partecipazione a fiere e mercati a livello locale e nazionale per la promozione del tartufo bianco pregiato di Muzzana, inteso come elemento di valorizzazione del territorio. La “Mat” studia l’ambiente boschivo per il miglioramento della produzione di tartufo, nel rispetto e nella salvaguardia del patrimonio collettivo.
 
   

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