I racconti di Spagnolo che ci indicano il modus vivendi iuxta Deum

Sono “piccole storie sulla fragilità umana” offerteci con mano poetica, la stessa che emerge dalle sue poesie con le quali con la sua tipica naturalezza affronta i temi che affliggono o deliziano la nostra quotidianità.

Basta rileggere la lirica Arsura che fa parte della silloge poetica Lungo il cammino, pubblicata negli anni scorsi per i tipi della Gabrielli di Roma laddove il Nostro scrive “Alberi quasi spogli/, rami afflosciati e stanchi/ che non fanno più ombra /gemono sotto il sole./Il canto vagabondo/d’una cicala sembra/sottofondo monotono/alla loro agonia./ Geme la zolla arida, assetata di pioggia./ Sembra guardare il cielo/in cerca di una nuvola / ed alla lunga estate/chiedere un po’ di tregua…/Ma più d’ogni altro geme,/dentro la zolla, il seme./Uguale arsura/sto soffrendo anch’io:/vago continuamente/nell’arido deserto/del mio cuore/alla ricerca/della mia sorgente,/assetato d’amore,/assetato di Dio .”

È testimonianza di alto e sentito senso religioso, di un grido d’angoscia, di un ardente desiderio di approdo finale. Tutto frutto della fragilità della condizione umana. Ed oggi il poeta e scrittore  Costantino Spagnolo, la fragilità la vuole raccontare perché, come scrive lo stesso in prefazione, “raccontarla, assume un significato altamente umano perché diventa testimonianza dell’ ‘entare’ di Dio nel martoriato cuore dell’uomo, per risanargli le ferite e rigenerarlo nella fiducia e nella speranza”. E perché, continua lo scrittore nativo di Locri ma ormai adottato da anni da Crotone, “allo stesso tempo, l’uomo, nella sofferenza (anche in quella degli altri) scopre la propria fragilità, la pochezza dei suoi limiti e dei suoi giorni; viene spinto a meditare sulla propria esistenza e alzare gli occhi verso il Cielo”. Ed ancora “noi, esseri umani, anche se anonimi per stragrande maggioranza, siamo inevitabilmente inseriti nella storia dell’umanità attraverso la nostra stessa esistenza, nello spazio e nel tempo del nostro vissuto”.

Un vissuto che fa di tutti noi “Siamo fatti così” chè questo è il titolo che Spagnolo dà alle piccole storie, (Editore La Cooperativa EditorialeIl Pettirosso di Crotone- settembre 2012). Una raccolta che vuole indicarci un modus vivendi iuxta Deum.

Sono quindici brevi racconti, in alcuni dei quali, avverte lo scrittore, possono apparire risvolti inverosimili, qualche volta anche velati di leggero umorismo. Ma non è così.” Come in “Piazza Pitagora” il racconto della curiosità che sconvolge un’intera comunità.

In altri racconti “si testimonia la presenza di Dio nella quotidianità del vivere umano, nel travagliato, faticoso cammino dell’uomo, specie in quello povero e sofferente. La sofferenza, però, non è mai fine a se stessa, non avrebbe senso”. Come in “Il barbone” dove “la fragilità umana rende spesso l’uomo un relitto, sballottato dalle onde nel mare tempestoso della vita”. E però “solo in Dio, fonte della vita e Signore di tutto il Creato, può essere risanata l’anima così duramente colpita; solo Lui può risollevarla dall’abisso in cui è stata precipitata”.

Lo stile, col quale vengono offerti i racconti, è caldo, l’espressione sobria e chiara, la parola viva e pregna. La lettura lascia il segno e questo è un esito felice, particolarmente per un poeta – scrittore, operaio e diacono che, con la rinuncia a tutte le seduzioni della terra, interpreta e canta con autentico timbro i valori veri della vita. Sarà urgente, in un contesto così frustrante di incertezze, ritrovare il giusto rapporto/ equilibrio, tra gratificazione e visione ontologica, che naturalizzi la materia, rendendola un tramite per il raggiungimento di uno Spazio più vero.

Il libro dell’amico Spagnolo, che in copertina è corredato da un simpatico ritratto dello stesso realizzato dal pittore crotonese Pagos, vuole essere il racconto – poesia di fede e di messaggi umani, poesia che fa ricondurre tutto al motore vero, a Dio, al rispetto delle creature e dell’uomo. Non c’è una sola parola che esprima dolore, ma tanta speranza del domani sicuro di pietà da parte di chi tutto può e al quale ogni uomo deve tendere.

Insomma con “Siamo fatti così” lo scrittore – poeta di Crotone ci regala una nuova prova delle sue qualità narrative, raccontando vicende e comportamenti che saranno, forse, frutto di fantasia quanto si vuole ma figli dell’umanità, della sofferenza e della fede.

Mi fermo qui. Gli altri racconti costituiscono una miniera di sentimenti, di valori, di belle e piccole cose che non vanno sperdute tra l’indifferenza della strada.