Laziogate, in manette Franco Fiorito

L’ex capogruppo del PdL è indagato a Roma per peculato per i movimenti di soldi rimborsati al partito dalla Regione e finiti sui suoi conti personali all’estero. Nei riguardi di Fiorito la Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Roma, su richiesta della Procura della Repubblica.

Per l’avvocato Carlo Taormina, che difende Fiorito, si tratta di un “provvedimento che non ha nessun fondamento. Mi pare veramente un provvedimento che, per quanto reclamato dall’opinione pubblica, non ha nessun fondamento. Il peculato contestato originariamente è insussistente, dal momento che il denaro veniva trasmesso a tutti i gruppi. Non riesco a comprendere come possa persistere questa contestazione. Si può discutere di appropriazione indebita ma è un reato per il quale non c’è la misura cautelare”.

L’appropriazione di una somma ingente che si aggira intorno al milione e 300 mila euro. E’ l’ammontare “dell’arricchimento personale” che la Procura di Roma ha contestato all’ex capogruppo pidiellino Franco Fiorito. E’ quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare. Secondo gli inquirenti l’arresto si è reso necessario in quanto sussiste il pericolo di reiterazione del reato, fuga e inquinamento delle prove.