Sara Scazzi, oggi si torna in aula

Fase finale del processo per la morte della quindicenne di Avetrana strangolata il 26 agosto 2010 nella casa di via Deledda, in cui abitavano gli zii, Michele Misseri e Cosima Serrano, e la cugina Sabrina. Dopo due mesi di pausa estiva, si celebrerà la 22esima udienza. In programma la deposizione di alcuni testimoni citati dalla pubblica accusa e l’esame di imputati minori.

Dinanzi alla Corte di Assise, presieduta da Rina Trunfio, sono previste le deposizioni di Michele Galasso (amico del fioraio Giovanni Buccolieri, che disse agli inquirenti di aver visto il giorno del delitto Cosima Serrano costringere Sara a salire a bordo della sua auto, salvo poi a riferire che si era trattato di un sogno), Antonio Colazzo e Anna Scredo (cognati di Buccolieri), Valeria Scazzari (consulente di parte dell’avv. Raffaele Missere, difensore di Cosimo Cosma) e l’esame degli imputati Antonio Colazzo, Giuseppe Nigro e Cosima Prudenzano.

L’attesa cresce soprattutto per l’esame dei principali imputati, che dovrebbe iniziare con le udienze di ottobre, non ancora calendarizzate. Alla sbarra, accusate dell’omicidio di Sara, del suo sequestro e della soppressione del cadavere nel pozzo in contrada Mosca ad Avetrana, ci sono Sabrina Misseri e sua madre, Cosima Serrano; la prima è in carcere dal 15 ottobre 2010, quando il padre Michele la chiamò in correità per il delitto, mentre la seconda è detenuta dal 26 maggio 2011.

Entrambe le imputate, proprio nell’ultima udienza di luglio prima della pausa estiva, vennero citate in qualità di testimoni dell’accusa, ma in quella occasione si avvalsero delle facoltà di non rispondere. Quando però saranno chiamate nelle vesti di imputate, allora quasi certamente sia Sabrina sia Cosima sceglieranno di rispondere alle domande della pubblica accusa e al controesame dei loro difensori. Il pubblico ministero Mariano Buccoliero ha già chiesto però che, prima o contestualmente all’ascolto di mamma e figlia, vengano prodotte in aula le intercettazioni ambientali in carcere e alcune interviste televisive rilasciate dalle due donne.

L’altro esame atteso in aula è quello di Michele Misseri, l’agricoltore che con la sua confessione, rivista e corretta più volte, nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 2010 consentì alle forze dell’ordine di ritrovare il corpo della nipote quindicenne, ormai in stato di decomposizione. Da mesi ‘zio Michelè, accusato di concorso in soppressione di cadavere, ripete in maniera quasi ossessiva di essere l’unico colpevole del delitto e dell’occultamento del corpo di Sara, tornando così alla prima versione fornita agli inquirenti.

La sola differenza, rispetto a quella confessione di due anni fa, è che all’epoca parlò di “provocazioni sessuali” da parte della ragazzina e disse di aver violentato il cadavere in campagna, mentre ora insiste sulla motivazione dello scatto di ira perchè il suo trattore, custodito in garage, non ne voleva sapere di partire.