Venezia, obiettivo rilancio Porto Marghera

Il presidente Francesca Zaccariotto risponde all’appello rivolto alla Provincia di Venezia e alle istituzioni locali nei giorni scorsi dai lavoratori chimici di Porto Marghera, che hanno manifestato davanti all’ex Sirma e che non vedono risultati concreti per il loro futuro occupazionale, dopo l’accordo sulle bonifiche sottoscritto lo scorso 16 aprile.

“Comprendo pienamente lo sconforto dei lavoratori, e dico loro che non li abbiamo abbandonati, anzi li ringrazio perché facendo appello alla Provincia e “tirando le orecchie” all’istituzione ne riconoscono il ruolo istituzionale e parimenti  l’attività svolta incessantemente a favore dell’occupazione e del lavoro. E’ importante ricordarlo anche oggi, come fanno i lavoratori chimici, e soprattutto in relazione all’applicazione dell’accordo di bonifica di Porto Marghera che ha visto tutte le istituzioni siglare l’accordo, ma non tutte, purtroppo, chiamate a partecipare ai tavoli per la redazione dell’accordo stesso, e per poter decidere in modo efficiente e condiviso quali iniziative avviare al più presto. La Provincia sull’accordo avrebbe avuto ed ha un ruolo molto complesso da svolgere: deve attuare tutti i controlli tecnici e normativi necessari per verificare e certificare la bonifica avvenuta, svolge un compito primario in materia di lavoro, e una funzione importante in ambito urbanistico. E’ la Provincia che avvia le istruttorie sui singoli progetti, fornendo pareri tecnici e individuando le tecniche standard di bonifica, per poi controllare e certificare l’effettiva bonifica dell’area. Vi sembra poco? Allora come è possibile che la Provincia non venga costantemente interpellata e informata sullo stato di avanzamento del percorso di bonifica come previsto dall’accordo siglato? La Provincia c’è ancora, è viva e attiva, non è un’istituzione superata come in molti vorrebbero far credere. Giustamente i lavoratori si attendono quanto prima delle risposte concrete. Il problema è enorme e urgente, e la situazione resta purtroppo ancora stagnante. Abbiamo scritto lettere al governo e ai ministri, abbiamo promosso il riconoscimento di Porto Marghera come area di crisi complessa, abbiamo proposto soluzioni concrete per poter rilanciare i siti industriali, e per quanto di nostra competenza continueremo a percorrere tutte le vie possibili per uscire da questa crisi”.