Don Pietro Vergari indagato per concorso nel sequestro di Emanuela Orlandi

A distanza di trenta anni il caso che ha scosso l’Italia degli anni Ottanta non solo non è stato risolto, ma è tornato di forte attualità. Una nuova svolta con l’apertura della tomba di De Pedis, il boss della Magliana ed in queste ore con l’accusa per Don Pietro Vergari di concorso nel sequestro di Emanuela Orlandie. Don Vergari è l’ex rettore della Basilica di Sant’Apollinare, dove fu sepolto Enrico De Pedis. Il sacerdote fino al ’91 fu rettore della basilica dove la ragazza fu vista per l’ultima volta.

Concorso nel sequestro aggravato dalla morte e dalla minore età dell’ostaggio è il reato contestato dalla Procura romana. L’ex rettore Vergari è indagato assieme a Sergio Virtù, autista di De Pedis, Angelo Cassani e a Gianfranco Cerboni, detto “Gigetto”, stretti collaboratori del boss. Quinta indagata è Sabrina Minardi, compagna di “Renatino”, unica supertestimone (spesso caduta in contraddizione) di questa vicenda.

L’ex Rettore racconta dei suoi rapporto con il boss. “Enrico De Pedis veniva come tutti gli altri, e fuori dal carcere ci siamo visti più volte. Normalmente nella chiesa e altre volte fuori, per caso. Mai ho veduto o saputo nulla dei suoi rapporti con gli altri, tranne la conoscenza dei suoi familiari. Aveva il passaporto per poter andare liberamente all’estero. Mi ha aiutato molto per preparare le mense che organizzavo per i poveri. Quando seppi dalla televisione della sua morte, ne restai meravigliato”.

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