Ma cosa ha ideato e realizzato il fascismo in venti anni?

Certamente, non bisogna considerarsi fascisti o ammiratori del precedente regime nel formulare alcune considerazioni sul ventennio fascista. Oggi giorno, tutti noi, godiamo di ciò che il fascismo ha formulato e messo in atto. Tramite il potente mezzo di internet è possibile appurare ciò che di positivo il fascismo ha realizzato. Non certo nel desiderio di riabilitarlo, piuttosto per fare degli utili confronti. Constatando, così, che le realizzazioni effettuate durante un ventennio potrebbero risultare di gran lunga maggiori rispetto a quelle dei successivi settanta.

Innanzitutto, la formulazione di tutta l’impalcatura socio-sanitaria-familiare è stata partorita proprio nel ventennio fascista, dimostrando una notevole lungimiranza.

Iniziando dall’assicurazione per l’invalidità e la vecchiaia all’assicurazione contro la disoccupazione; dall’assistenza ospedaliera per i poveri alla tutela dei lavoratori; dall’Opera Nazionale Maternità ed Infanzia all’assistenza degli illegittimi e abbandonati; dall’assistenza obbligatoria con la TBC all’esenzione tributaria per le famiglie numerose; dall’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali all’Opera nazionale orfani di guerra.

E, poi, facciamo un “incontro” con delle sigle a noi tutti note. Eccole:Inps,Inail, Inam, Eca, Iacp. Viene stabilita la settimana lavorativa di 40 ore (anche se per alcuni decenni successivamente gli operai non hanno potuto godere di un simile privilegio), viene istituito il “sindacalismo integrale” con Confindustria e Confagricoltura; vengono concessi gli assegni familiari.

Notevole la lotta contro l’analfabetismo (trascinatosi, però, sino al periodo post bellico). Si dà vita: al doposcuola per il completamento degli alunni; all’obbligatorietà dell’educazione fisica nelle scuole; alla refezione scolastica; all’obbligo scolastico sino a 14 anni; alla scuole professionali; alle colonie marine e montane. Coronate queste iniziative dalla Riforma della Scuola “Gentile” (maggio 1923).

Meritoria l’Opera Nazionale Dopolavoro, costituita ( anno 1935) da: 771 cinema; 1227 teatri; 2066 filodrammatiche; 2130 orcheste; 3787 bande musicali; 6427 biblioteche; 994 scuole corali; 11.159 sezioni sportive; 4427 di sport agonistico. Altrettanto meritoria la “guerra” alla mafia (con il Prefetto di Ferro Cesare Mori) ed alla massoneria.

E, poi, una miriade di opere architettoniche ed infrastrutturali: bonifiche paludi Pontine ed in Emilia, Sardegna, Bassa Padania, Maremma Toscana, Sele ed appoderamento del latifondo siciliano. Nonchè la fondazione di alcune città: Littoria, Sabaudia, Aprilia, Pomezia, Guidonia, Carbonia, Fertilia, Segezia, Alberese, Mussolinea (oggi Alborea), Tirrenia, Tor Viscosa, Arsia e Pozzo Littorio e di 64 borghi rurali (nel periodo 1933-39).

Ed ancora: parchi nazionali del Gran Paradiso, dello Stelvio, dell’Abruzzo e del Circeo. Centrali idroelettriche in varie regioni italiane; elettrificazione di linee ferroviarie. Viale della Conciliazione in Roma; Progetto per la Metropolitana della capitale; tutela paesaggistica ed idrologica; impianti di illuminazione elettrica nelle varie città; prosciugamento del Lago Nemi per riportare alla luce navi romane;creazione degli osservatori di Trieste, Genova, Merate, Brera e Campo Imperatore. Palazzo della Previdenza Sociale in ogni capoluogo di Provincia; creazione dello Stadio dei Marmi; creazione quartiere EUR; ideazione dello stile architettonico “Impero”, ancora visibile nei palazzi pubblici di Roma; creazione del Centro sperimentale di Guidonia

Vengono costruite numerose Università in varie città; viene inaugurata la Stazione Centrale di Milano nel 1931 e la Stazione di Santa Maria Novella a Firenze, viene costruito il Palazzo della Farnesina a Roma, sede del Ministero degli Esteri. Viene dato un notevole sviluppo nel settore aeronautico, navale, cantieristico.

Si dà vita ad opere politiche e diplomatiche: Patti Lateranensi 11.2.1929; Tribunale del Popolo; Tribunale Speciale. Vengono emanati ( in gran parte anche oggi validi): il Codice Penale; Il Codice di Procedura Penale (sostituito quest’ultimo nel 1989); Il Codice di Procedura Civile; il Codice della Navigazione; il Codice Civile e numerose altre Disposizioni ancora vigenti (il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, il Codice della Strada, le disposizioni relative a: polizia urbana, rurale, annonaria, edilizia, sanitaria, veterinaria, mortuaria, tributaria, demaniale e metrica).

Numerose anche le opere economiche e finanziarie: I.R.I. (Istituto di Ricostruzione Industriale); I.M.I. (Istituto Mobiliare Italiano);  Casse Rurali ed Artigiane; Riforma Bancaria, la Banca d’Italia passa completamente in mano pubblica (ma noi siamo stati bravi a cederla di nuovo ai privati).

Vengono salvate dalla bancarotta alcune Società: l’Ansaldo; il Banco di Roma e l’Ilva. Il primo pareggio di bilancio si ottiene nel 1924.

Ecco alcune opere sportive e culturali: costruzione dell’autodromo di Monza; fondazione di Cinecittà; creazione dell’Ente Italiano Audizioni radiofoniche (EIAR); istituzione della Mostra del Cinema di Venezia; creazione dell’Albo dei Giornalisti; Accademia d’Italia (Marconi, Pirandello, Mascagni etc.).

E, poi, numerose opere di varia utilità: istituzione della Guardia Forestale; istituzione dell’Archivio di Stato; fondazione della Fao; fondazione dei Consorzi Agrari; annessione della Guardia di Finanza nelle forze armate; istituzione di treni popolari per la domenica con il 70 per cento di sconto; istituzione del Corpo dei Vigili del Fuoco; ammodernamento del Catasto Pubblico; compilazione di una mappa inerente tutto il territorio nazionale, le cui mappe altimetrice vengono usate anche oggi giorno.

Alla crisi finanziaria del 1929 si dà risposta spendendo 37 miliardi in lavori pubblici, riuscendo ad ottenere, nel corso di un decennio, quanto segue: la costruzione di undicimila nuove aule in 277 Comuni; seimila case popolari; 3131 fabbricati economici popolari; 1.700 alloggi, 94 edifici pubblici, ricostruzione dei paesi terrimotati; la riparazione di 6.400 case; la costruzione di acquedotti, ospedali; 4.500 chilometri di condutture idrauliche; n.54 bacini montani artificiali; 17.000 chilometri di linee elettriche; 6.000 chilometri di strade statali, provinciali e comunali; 436 chilometri di autostrade. Vale a dire: le prime autostrade in ltalia: la Milano – Laghi e la Serravalle – Genova.

E, per finire, elenchiamo le opere eseguite in Etiopia: 220 mila operai (di cui 60.000 italiani) costruiscono 5.000 chilometri di strade asfaltate; 1.400 km. di piste camionabili. Vengono costruiti non solo ad Addis Abeba, ma anche in centri minori (come Dessiè, Harar, Gondar, Dir, Daua) alberghi, scuole, fognature, luce elettrica, ristoranti, telegrafo, telefoni, porti, stazioni radio, aeroporti. Addirittura, finanche: cinema e teatri. Nonchè: mulini, fabbriche di birra, manifatture di tabacchi, cementifici, oleifici. E la coltivazione di ben 75.000 ettari di terreno.

Cosa dire a tal punto? Non possiamo non rimanere meravigliati dell’ideazione della struttura statale (vigente tuttora) e dell’attivismo spiegato durante quei venti anni.  Con la seguente conclusione: come sarebbe ben diversa l’Italia se durante i successivi 70 anni fosse stato spiegato un identico attivismo.

 

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