Verso la riduzione del costo del carburante

“Vista la volatilità dei mercati, le condizioni per un ribasso effettivamente ci sono”. Ad affermarlo, parlando dei prezzi della benzina, è l’Unione petrolifera, che sottolinea però come queste condizioni sono “maturate negli ultimi giorni”, e che per un effettivo calo dei prezzi alla pompa serve “un consolidamento della situazione”.

L’Unione petrolifera risponde così allo studio pubblicato da Nomisma secondo cui, alla luce dei recenti ribassi del prezzo del petrolio e dell’indicatore Platt’s, i listini dei carburanti potrebbero scendere fino a un massimo di 8 centesimi per la benzina.

I margini per una discesa dunque ci sono, secondo le compagnie petrolifere, “anche se non dell’entità indicata da Nomisma. Le aziende, come accade anche nei movimenti al rialzo, – precisa infatti l’Up – tendono generalmente ad aspettare un consolidamento della situazione”.

Immediata la reazione di Adusbef e Federconsumatori, che sottolineano come “fa piacere che l’Up lo dica. E’ la prima volta che sostiene un fatto del genere. Ma dalle parole bisogna passare ai fatti. Bisogna che diminuisca questo surplus di guadagno che le compagnie petrolifere hanno”.

“Un centesimo di euro in più sul prezzo dei carburanti – spiegano Rosario Trefiletti (Federconsumatori) e Elio Lannutti (Adusbef) – comporta entrate maggiori per la benzina di circa 18-19 milioni di euro e per il gasolio di 25 milioni di euro in più. Quindi, essendo 7-8 i centesimi in più, si pensi a quanto ammontano le entrate che non dovrebbero andare alle compagnie ma nelle tasche dei cittadini”.

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