Udine, presentazione libro della Carminati su fughe da Istria e Dalmazia

La fuga davanti alle truppe austro-ungariche dopo la disfatta di Caporetto, l’esodo istriano successivo alla sistemazione della questione triestina, gli spostamenti di massa conseguenti al dramma balcanico e gli sconfinamenti clandestini dall’Europa orientale. 

C’è tutto questo e molto altro ancora nel libro di racconti “Fuganze” di Maria Carminati, edito quest’anno da Campanotto e al centro del prossimo appuntamento, mercoledì 2 maggio alle 18 in sala Corgnali alla “Joppi”, del ciclo di incontri “Dialoghi in biblioteca”. La presentazione del volume sarà affidata al critico Mario Turello e allo scrittore Božidar Stanišić, mentre una scelta di brani sarà letta da Cristina Benedetti. 

Il libro riporta quattro racconti che hanno come sfondo diverse vicende umane, tutte ambientate nel quadrante geografico dell’Italia nord-orientale e che aprono sguardi attenti su alcuni degli avvenimenti drammatici svoltisi durante il XX secolo, con protagonisti di varie età, abitanti di quelle zone. “Fuganze” sono per l’autrice tutte quelle fughe che sono avvenute sotto la spinta di conflitti militari ed etnici nel tormentato territorio dell’Istria, della Dalmazia e del Friuli, attraversando le frontiere per sfuggire alla violenza, alla miseria, alla disperazione o per dare un nuovo senso alla vita.

Maria Carminati, già docente di letteratura italiana e di filosofia, attualmente svolge attività di consulente editoriale e di ricerca-produzione in ambito critico-letterario, con particolare attenzione alla scrittura femminile ad al rapporto tra letteratura e storia. Ha pubblicato diversi articoli e saggi di critica letteraria su riviste e pubblicazioni dedicate, e due libri di poesia (“Made in Gumin”, Campanotto 1998 e “Sonetti d’inverno”, Campanotto 2006). Ha curato una sezione del libro collettivo “Niente come prima, il ’68 tra storia e memoria” (Kappa Vu 2007) e la pubblicazione del romanzo postumo “Maria” di Marisa Madieri (Archinto 2007). La presente raccolta è stata segnalata al XXIV Premio Calvino, Torino 2011.

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