Milano, trovato trentenne incosciente chiuso in un garage

A salvarlo sono stati i vigili di quartiere della zona 6 grazie alla segnalazione di alcuni cittadini, allarmati dai cattivi odori. Gli agenti hanno aperto il portellone con l’aiuto dei vigili del fuoco e hanno trovato l’uomo. Lo hanno subito soccorso e portato all’ospedale. E’ giallo su come sia entrato nel garage. L’uomo era circondato da rifiuti di ogni genere. C’erano avanzi di cibo ed escrementi, due valigie, due biciclette, un televisore e alcuni mobili sfasciati. Gli investigatori stanno lavorando per capire se e in che modo il proprietario del box in via Imperia 24 sia legato alla vicenda.

Lo stato di malnutrizione e disidratazione dell’uomo segregato lascia pensare che fosse lì da almeno una settimana. Nessuna pista è esclusa, né quella del sequestro, né quella del conflitto tra conoscenti o familiari. I residenti, insospettiti dal cattivo odore, hanno chiesto aiuto a due vigili di quartiere incontrati per strada a poca distante. Una volta sul posto gli agenti hanno notato qualcosa di strano all’esterno del box e hanno allertato i vigili del fuoco per aprirlo.

Il pm di Milano Adriano Scudieri ha aperto un’inchiesta. L’ipotesi di reato è di ricettazione, in quanto all’interno del box vi sono degli oggetti che il proprietario dice di non aver mai messo. L’uomo, che vive nel Comasco, ha infatti spiegato che il garage era sfitto da tempo. Tra gli inquilini del palazzo solo una persona ha riferito di aver visto un giovane, tempo fa, uscire da lì. L’uomo ha un piccolo precedente per truffa e il suo ultimo domicilio conosciuto era a casa della sua ex fidanzata a Lacchiarella, nel Milanese.

Ora i vigili, coordinati dal pm, stanno cercando ci capire se qualcuno l’abbia aiutato nella sua volontà di sparire, dal momento che sembra sfumata l’ipotesi del sequestro di persona. L.c., infatti, non era legato, non presentava segni di violenza e sarebbe stato in condizioni di urlare, fare rumore per chiedere aiuto. L’unica che sembra avere qualche informazione più dettagliata è una signora che abita a poca distanza dal civico 34. “Un anno fa una mia amica gli aveva affittato un box – racconta – ma poi l’aveva cacciato perché aveva saputo che l’abitava. Mi ricordo che aveva un cane malandato ma lui sembrava una persona normale, era anche vestito bene”. Per il resto degli inquilini dello stabile l’uomo era davvero un fantasma: “Mai visto, mai sentito nulla”. Uno di loro spiega che quei box non sono di pertinenza del condominio. “Anni fa avevano trovato anche delle auto rubate. Può entrare e uscire chiunque, purché abbia le chiavi”.

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