Disordini in Ucraina a rischio Europeo

Molti politici dell’Ue potrebbero boicottare gli Europei di calcio del 2012 in programma in Ucraina per protestare contro la violazione dei diritti umani nel Paese e contro le condizioni in cui è detenuto l’ex Primo ministro, Yulia Tymoshenko. Lo ha dichiarato il Ministro dell’Interno tedesco, Hans-Peter Friedrich. La vice presidente della Commissione Ue, Viviane Reding, ha già declinato l’invito a partecipare alla partita di apertura.

La presa di posizione di molti esponenti politici europei è stata resa pubblica dopo la denuncia della Tymoshenko di percosse e violenze subite nei giorni scorsi all’interno del carcere nel quale sta scontando una pena di sette anni per abuso d’ufficio. In prima linea, contro Kiev, si è schierata la Germania. Friedrich, responsabile anche dello Sport di Berlino, ha spiegato che non può immaginare di essere in uno stadio in festa in Ucraina sapendo che a pochi chilometri di distanza la Tymoshenko “non è trattata secondo le regole di uno Stato civile”. “Molti politici che hanno pianificato di recarsi in Ucraina per guardare le partite – ha aggiunto – non lo faranno”.

Non sono solo i ministri del Governo tedesco a prendere posizione contro l’Ucraina. Anche Angela Merkel ha minacciato di boicottare personalmente i prossimi campionati europei di calcio. Lo scrive il sito del Financial Times Deutschland. Secondo Fdt, rappresentanti della cancelleria avrebbero discusso del caso con emissari del Governo ucraino. Nell’incontro sarebbe stato sottolineato da parte tedesca che la partecipazione della cancelliera agli Europei non è affatto assicurata.

Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, segue con “crescente preoccupazione” la situazione dell’ex Premier ucraino Yulia Tymoshenko, e chiede che le autorità di Kiev facciano “piena luce” sul caso. Lo rende noto la Farnesina.

Il commissario europeo Reding ha lanciato un appello a Michel Platini a boicottare la cerimonia d’apertura di Euro2012 alla luce “della drammatica situazione di Yulia Tymoshenko, in carcere dallo scorso agosto e in sciopero della fame”. “Non possiamo ignorare i diritti umani durante un evento sportivo”, spiega la Reding, che chiede per l’ex Premier ucraino “un processo equo”.

Lascia un commento