Grande concerto a Sansepolcro per i mille anni della Cattedrale con un’opera di Ada Gentile

Nell’alta Val Tiberina, tra la riva sinistra del Tevere e l’Alpe della Luna, si distende Sansepolcro, bella cittadina in provincia di Arezzo che diede i natali a Piero della Francesca. Nata all’alba dell’anno Mille attorno ad un’abbazia benedettina, ha vissuto la sua storia subendo sottomissioni a Perugia, ai Visconti di Milano, ai Malatesta di Rimini, al dominio pontificio che, dopo la battaglia di Anghiari del 29 giugno 1440 – nella quale la città combatté contro la lega fiorentina-pontificia a fianco di Niccolò Fortebraccio, detto il Piccinino, nipote di Fortebraccio da Montone – il Papa la cedette ai Medici di Firenze.

I Medici la dotarono d’una poderosa cinta muraria, su progetto di Giuliano da Sangallo, trasformandola in una città fortezza. Di quelle fortificazioni oggi restano alcune vestigia, a testimonianza d’una città di “confine”, quale tuttora resta in quella propaggine di Toscana che lambisce Umbria, Marche e Romagna. La città è ordinata sull’asse principale dell’impianto viario, tra le Porte romana e fiorentina, lungo il quale affacciano magnifici edifici gotici, rinascimentali, manieristici ed antiche botteghe medievali.

Di Piero della Francesca, il suo figlio più insigne, Sansepolcro custodisce alcune straordinarie opere: oltre ai lavori giovanili del grande pittore, è presente “La Resurrezione”, il capolavoro della sua maturità artistica che da solo ampiamente ripagherebbe una visita alla città. Aldous Huxley, nel 1925, definì quell’opera “il miglior dipinto al mondo”, e tale patrimonio affrancò Sansepolcro da distruttivi bombardamenti durante il secondo conflitto mondiale. Altre significative opere pittoriche del periodo rinascimentale sono conservate nel Museo civico, insieme a terracotte dei Della Robbia. Inoltre, numerose preziosità, oggetti e paramenti liturgici, una ricca raccolta di sculture e stampe, sono conservati nella Cattedrale e ne costituiscono, oltre che un interessante fondo espositivo, il cosiddetto “Tesoro” del magnifico tempio che ora compie mille anni.

Risale infatti al 1012 l’inizio della costruzione della Cattedrale di Sansepolcro, sul luogo in cui, nel X secolo, era stato fondato il primo monastero benedettino. La chiesa fu inizialmente dedicata al Santo Sepolcro e ai Quattro Evangelisti le cui reliquie, secondo la tradizione, furono portate dalla Terrasanta da due pellegrini, Egidio ed Arcaro. Nel 1962 Papa Giovanni XXIII elevò il tempio al rango di Basilica Minore. Nel tempo essa ha subito numerosi lavori di restauro, con l’eliminazione di tutti gli elementi barocchi, così recuperando l’originaria fisionomia architettonica romanico-gotica.

Per celebrare il millenario della basilica, l’Associazione “Amici della Musica di Borgo Sansepolcro”, nella persona del suo presidente Paola Baschetti, in collaborazione con la Municipalità di Sansepolcro, con la Cattedrale e la “Filarmonica dei Perseveranti”, ha deciso di organizzare per il 6 Maggio 2012 un grande concerto, affidato all’ Orchestra Giovanile di Roma diretta dal M° Vincenzo Di Benedetto, con due Cori locali (“Corale Domenico Stella – Città di Piero” e il “Coro della Parrocchia di S. Maria”) diretti per l’occasione dal M° Paolo Fiorucci.

Il programma del concerto prevede inizialmente l’esecuzione di due pezzi corali del ‘700, di Antonio Salieri e di Georg Friedrich Haendel, con la partecipazione degli organisti Giulio Camaiti e Samuele Montagna. Segue quindi un’opera contemporanea della compositrice abruzzese Ada Gentile. Si tratta di “Un’ansia di pace”, opera per grande orchestra, coro e voce recitante, su testi di Salvatore Quasimodo ed Ivana Manni. La voce recitante sarà quella di Alessandro Quasimodo, figlio del grande poeta siciliano (Modica, 1901 – Napoli, 1968), Premio Nobel per la Letteratura nel 1959.

L’opera, di cui verranno eseguiti tre movimenti, è stata data in concerto, in prima assoluta, nel febbraio del 2008 nella Concattedrale di Taranto – progettata nel 1970 dal famoso architetto Giò Ponti – e ripetuta sempre con grande successo al Teatro Persiani di Recanati, al Duomo di Ascoli Piceno ed all’Auditorium della Conciliazione in Roma. In chiusura di concerto verrà eseguita un’opera classica, la Romanza in Fa maggiore, Op.50 di Ludwig Van Beethoven, per violino e orchestra, con la giovane Misia Iannoni Sebastiani violino solista. Il 13 Maggio, la domenica successiva, Papa Benedetto XVI varcherà la soglia della Cattedrale. Cinquecento anni dopo l’ultima visita pontificia un successore di Pietro torna infatti a Sansepolcro, a sottolineare il legame della città con la Terrasanta. Il Papa, nella stessa giornata, visiterà anche la città Arezzo e il Santuario della Verna, centro di spiritualità dove Francesco d’Assisi, nel 1224, raccolto in preghiera sul monte, conobbe sul suo corpo le stimmate, i segni della Passione di Cristo.

La compositrice Ada Gentile, nata ad Avezzano, in provincia dell’Aquila, vive e lavora a Roma. Si è diplomata in pianoforte e composizione al Conservatorio di Santa Cecilia, sotto la direzione di Goffredo Petrassi. Si è affermata in vari concorsi internazionali di Composizione (Amsterdam ’82, Budapest ’86, Essen ’95, ed altri) e le sue opere sono state eseguite in tutto il mondo, in sedi prestigiose come il Centre Pompidou di Parigi, il Mozarteum di Salisburgo, la Carnegie Hall di New York, il Teatro Reale di Madrid, l’Accademia Ferenc Liszt di Budapest, il GartnerPlatz Theater di Monaco, l’Art Institute di Chicago, la Radio Hall SfB di Berlino, l’Accademia di Musica di Cracovia, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Carlo Felice di Genova, l’Accademia di Santa Cecilia in Roma.

Ha ottenuto varie commissioni dalle Orchestre della Rai di Milano, Roma e Napoli, dall’Orchestra Sinfonica Siciliana, dall’Orchestra Sinfonica Abruzzese, dal Ministero della Cultura Francese, dalla Biennale di Monaco di Baviera, dall’Accademia di Santa Cecilia, dal Comune di Venezia (per il Festival Vivaldi), dall’Accademia Filarmonica Romana. La sua “Cantata per la pace” – per orchestra, coro e voce recitante – scritta per il Giubileo del 2000, è stata eseguita in prima mondiale a Roma, alla Basilica S. Maria degli Angeli, il 30 dicembre 2000, e ripetuta a Brasilia, San Pietroburgo, Ascoli Piceno, Pechino, Kiev, New York, Taipei, Seoul e Roma, in quest’ultimo caso eseguita nel novembre 2002 all’Auditorium della Conciliazione, per la stagione concertistica dell’Accademia Nazionale Santa Cecilia.

Ada Gentile ha tenuto conferenze in importanti università americane (Northwestern University di Chicago, Julliard School of Music di New York, Berkeley University di San Francisco, Wayne State Universiti di Detroit) ed europee (Madrid, Lisbona, Strasburgo, Cracovia, Budapest, Amburgo, Stoccolma, Lione, Heidelberg, Wurzburg, Istanbul), nei Conservatori di Pechino e Shanghai, all’Academy of Performing Arts di Hong Kong e, recentemente, all’Academy of Arts di Gerusalemme e all’Università di Haifa. Ha scritto più di 80 opere – quasi tutte pubblicate sotto l’etichetta di Casa Ricordi – per strumento solista, per gruppi da camera, per orchestra e teatro da camera. Molte sue opere, quasi un terzo del corpus, sono state incise su Cd dalla Ricordi, dalla Bmg-Ariola, dalla Edi-Pan, dalla Edt di Torino, dalla svizzera Tirreno, dalla canadese Unmus e da RaiTrade.

La compositrice, inoltre, è stata direttore artistico dell’Orchestra da camera “Goffredo Petrassi” (1986-‘89), consigliere della Biennale di Venezia (dal 1993 al ’97), direttore artistico del Teatro Lirico di Ascoli Piceno (1996-‘99) mentre, sin dal 1978, è direttore artistico del Festival di Musica Contemporanea “Nuovi Spazi Musicali” che si tiene annualmente a Roma. Dal 2002 è anche vice presidente nazionale dell’Agimus e presidente della Sezione di Roma. Il suo nome è citato in alcune tra le più importanti enciclopedie, come la De Agostini e la Garzanti. Per Radio3 Rai ha curato varie trasmissioni di musica contemporanea. Alcuni suoi lavori per orchestra sono stati affidati a valenti direttori, come Vladimir Fedosseyev, Lev Markiz, Isaac Karabtchewskj, Istvan Dénes, Paul Méfano, Marcello Panni, Francesco Vizioli, Fabrizio Ventura, Rodolfo Bonucci, Bruno Aprea.

Il musicologo Renzo Cresti così annota sulla compositrice abruzzese: “Ada Gentile s’è confermata una delle compositrici più originali e autentiche degli ultimi decenni, chi scrive ne aveva apprezzato la particolare scrittura in filigrana preziosa fin dalle prime prove dell’inizio anni Ottanta. E’ dotata di una scrittura che sa andare in profondità e di una tenue sensibilità che le permette di scavare fra le pieghe del suono, articolando una serie squisita di riverberi fantasiosi e delicatissimi. (…) Pur attraversando diversificate esperienze tecnico-formali, si dimostra coerente a un segno grafico, a un gesto sonoro e a un modo d’intendere la forma musicale che sono inconfondibili sia nella scrittura che nella risultante sonora”.

“La golosità timbrica, la distillazione del materiale, la sottolineatura dei modi d’attacco, l’alternanza delle zone d’ombra con quelle luminose, la raffinatezza dei piani dinamici, l’eufonia armonica, la perizia dei giochi ritmici, la disposizione degli elementi che avviene con un ludus esoterico (incastri, sovrapposizioni ed evoluzioni di questi elementi che sembrano alludere a un quid ancestrale), queste sono alcune delle caratteristiche linguistiche della Gentile, ma mai come nel suo caso il “linguaggio” musicale risulta essere un linguaggio sui generis, poco propenso ad articolarsi in procedure razionali e concettuali (come appunto il vero e proprio linguaggio) quanto piuttosto propenso a percorrere zone di confine fra sogno e realtà, fra interiorità ed esteriorità, fra coscienza e intuizione, fra “verità vera” e “verità ideale” (…)”.

“Dotata di un senso della forma solido eppur libero, evidentemente appreso dalla lezione di Petrassi del quale la Gentile è stata allieva, la sua musica vola leggera nelle terre dove regna lo stupore che, per gli antichi, era all’origine del pensiero, un pensiero che si fa suono e torna, infine, ad essere silenzio. (…) La liquidità del parametro timbrico e una (e)staticità contemplativa – conclude Renzo Cresti – sono sorrette da un pensiero compositivo sempre unitario e omogeneo, rigoroso nel suo articolarsi e poco disposto alla leggerezza dell’essere, anzi ben radicato nel suo esserci collettivo, che si confà agli aspetti sociali cui la Gentile è sempre stata attenta, confermando come questi aspetti sociali siano affrontati in maniera da privilegiare l’uomo da cui partono, i suoi bisogni interiori, la sua aspirazione ideale a un’umanità rappacificata e a un’essenza spirituale”. La composizione “Un’ansia di pace”, scelta per celebrare i mille anni della Cattedrale di Sansepolcro, è la perfetta sintesi dei valori spirituali e di nuovo umanesimo ai quali Ada Gentile ispira la sua feconda creatività musicale.

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