Un appello della moglie di uno dei due Fucilieri di Marina indebitamene trattenuti in India

“Sono Rosalba Ancona e sono la moglie e non l’ex moglie di Massimiliano, come riporta la stampa. Ho tre figli di 12 e 10 anni e di 22 mesi”, si legge nella missiva. “Oltre ai gravissimi problemi affettivi, ho la preoccupazione di assicurare il necessario ai miei figli”.
La signora si appella alla famiglia del marito e alle istituzioni per avere un aiuto “non per me, ma per i bambini”.

Righe stralciate da una lettera della Signora pubblicata da “Newspuglia.it” che lascia perplessi ed anche sgomenti. Si sovrappone, peraltro, all’annuncio del Ministro della Difesa diramato dalle Agenzie e dai giornali radio nazionali che è stato deciso di “Donare” alle famiglie dei due pescatori uccisi la cifra di 145.000 Euro ciascuna. Una notizia che viene riferito essere stata data dalla Difesa piuttosto che dalla Presidenza del Consiglio o dal Ministero degli Esteri, che peraltro dovrebbero essere i naturali gestori dell’appropriato Capitolo di spesa. .

Una “donazione extragiudiziale” come è stata definita, che sicuramente sarà strumentalizzata da uno Stato che non si adegua ai contenuti del Diritto Internazionale, come già sta avvenendo dalle prime notizie che arrivano dall’India e che parlano di un accordo raggiunto per il “risarcimento dei danni civili”.

Un’altra mossa estemporanea fra le tante che hanno caratterizzato il low profile con il quale è stata affrontata l’intera vicenda, sicuramente poco condivisibile in un momento in cui è ancora pendente un giudizio nei confronti dei nostri due militari e non sono ben chiare e trasparenti le conclusioni delle perizie balistiche.

In ogni caso, la decisione di un aiuto italiano alle famiglie di due poveri morti è condivisibile nel quadro degli aiuti bilaterali, ma si rimane perplessi che, nel contempo, la moglie di uno dei due Fucilieri di Marina indebitamente trattenuti in India, sia costretta a questuare a favore dei propri figli.

Le parole della Signora lasciano intuire che la famiglia di Massimiliano La Torre non disponga di minime risorse economiche. Non se ne conoscono le motivazioni ma è evidente il segnale che mentre si pensa alle famiglie dei due pescatori indiani lo Stato non sembra impegnato a garantire un concreto sostegno ad una delle famiglie dei due militari che sono indebitamente trattenuti in un altro Paese.

Fucilieri di Marina trattenuti in prigione solo perché sospettati di essere stati coinvolti in un evento mentre erano impegnati alla difesa del territorio italiano, quale è una nave battente bandiera nazionale, in navigazione in acque internazionali

Forse le contorte regole dell’Amministrazione contabile dello Stato non consentono di superare i vincoli burocratici che impediscono di garantire un sostegno economico alla famiglia di un soldato “prigioniero”. E’ però certo che è stato trovato il modo di effettuare una “donazione” a cittadini di altra nazionalità.

Un altro mistero che caratterizza una vicenda che non finirà mai di stupire.

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