Scanzano Jonico, rinviate l’appuntamento con la morte non c’è posto in cimitero

Mancano i loculi per tumulare i propri cari. Una realtà venuta fuori dopo la morte di Giovanni Magaldi, 82 anni, a Pasquetta. Fabio è uno dei sei figli dell’uomo la cui bara era ancora nella cappella del luogo dell’eterno riposo. “Vivo a Trino Vercellese e sono tornato per la morte di mio papà. Dopo 4 giorni non abbiamo potuto dargli degna sepoltura – racconta alla stampa locale – e ci sono loculi vuoti ma non disponibili perché “prenotati” da vivi. E non ci sono quelli nuovi”.

Se a Scanzano Jonico, facendo gli scongiuri, dovessero esserci altre morti, le loro salme dovrebbero fare la fila prima di essere seppellite. “Sono dispiaciuto. Non ho parole. Dopo il funerale, quando siamo arrivati, ci hanno detto che non c’era posto”.

“Ho fatto una apposita ordinanza – scherza il sindaco Salvatore Iacobellis –. Ma ai piani alti non mi ascoltano. Il problema delle assegnazioni ai vivi lo abbiamo trovato dalla precedente amministrazione guidata da Mario Altieri. Siccome non si poteva dare il loculo ai viventi si chiedeva di trasferire il nonno dal paese di origine. Trasferimento mai avvenuto con il posto tenuto per se. Ne abbiamo ereditate circa 100 di queste realtà che abbiamo bloccato. Ne sono rimaste 28. Ho dato disposizione per la loro requisizione. La delibera è stata già predisposta. Per il caso Magaldi, in particolare, uno dei 28 possessori vivi ci aveva dato la disponibilità ad una sepoltura temporanea ma nei frangenti è morto uno stretto congiunto”.

Il sindaco spiega la carenza attuale. “Abbiamo fatto 4 mesi fa un appalto per 50 nuove postazioni. Appalto vinto da una ditta che, però, non era in regola coi documenti. A questo punto abbiamo dovuto rifare la gara che è stata aggiudicata. Entro 15-30 giorni avremo 50 loculi a disposizione. Ed il cimitero a breve sarà raddoppiato. Porgo, tuttavia, alla famiglia Magaldi tutte le scuse mie e della civica amministrazione”. La salma di Giovanni Magaldi è stata tumulata in un loculo provvisorio. Per avere quello definitivo la famiglia dovrà aspettare la costruzioni dei nuovi.

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