L’abbuffata dei politici stride con i sacrifici degli italiani

Dopo il naufragio del barcone “Lega” che ha rafforzato a noi Sovrano Popolo Italiano (di che?) l’idea o se vogliamo il pensiero che lì a Roma tutto è permesso e dovuto, insomma la Casta continua tranquillamente a foraggiarsi ed il rumore che s’ode per le sue vie non è il traffico, è quello del “ magna-magna”. La cosa che più causa il cosiddetto “voltamento di stomaco” è la leggerezza del suo modo d’essere, cioè la tranquillità oserei dire serenità con la quale affrontano il giorno mentre noi sottocoperta tra odori di debiti e nausea di arrendevolezza ci arrabattiamo a come guadagnarci il quotidiano pane. Mentre loro…la Casta non sanno nemmeno cosa possa significare il termine sacrificio! La loro incapacità di governare è pari alla loro voracità! C’è una piccola fazione di questa immane cloaca che in una trasmissione televisiva per bocca del suo rappresentante ha riconosciuto due cose, la prima è che bisogna levare di mezzo il finanziamento dei partiti abrogato da referendum popolare. La seconda cosa è che questi partiti hanno talmente grano che non sanno più come spenderlo e quindi sono costretti ad impiegarlo in altre cose pur di levarselo di torno! E noi? Perché, noi si conta? Penso ad esempio al plafond illimitato per le spese di rappresentanza per il presidente e ai quasi tredicimila euro netti per i quattro vice presidenti e i tre questori. Ai diecimila euro per i tredici deputati segretari. Insomma pare che esista un documento che dimostri gli importi netti dichiarati, ed evidenzia oltretutto quanto sia distante dalla realtà il Carrozzone: da chi deve stare sul mercato nel pieno di questa crisi economica. Ma facciamo quattro conti all’onorevole. Ora, considerato che a un deputato semplice finiscono in tasca – netti – 5486,48 euro di indennità parlamentare (l’unica cifra su cui paga le tasse), 4003,11 euro di diaria di soggiorno, 4190 euro di rimborso spese forfettario elettorale (tramite il proprio gruppo parlamentare), un rimborso spese accessorie di viaggio che va da 1107,9 euro (I fascia) a 1331,7 euro (II fascia) ed infine 258,24 euro al mese di rimborso forfettario per le spese telefoniche, per un totale – si sottolinea ancora: netto – di almeno 16.119,19 euro al mese, agli ulteriori privilegiati in questione va ben di più. Al Presidente della Camera 20.498 euro netti al mese e rimborsi no limits! Le competenze spettanti al presidente della Camera. Quindi ai nostri deputati vanno in tasca al netto oltre 16 mila euro mensili, mentre per il presidente si aggiungono € 4223,83 d’indennità d’ufficio e un ulteriore rimborso telefonico di € 154,94 per un totale di almeno 20.497,96 euro netti al mese. Il “Plafond illimitato” relativamente al “Fondo spese di rappresentanza”. Allora, l’autovettura di servizio, la franchigia postale e la dotazione di “apparati telefonici mobili” ad libitum, rischiano di non fare più notizia o di passare in secondo piano. Il punto è che il presidente della Camera di spese in proprio ne ha davvero poche considerato che da disposizione interna, si dota di uno staff di tredici persone: un consigliere della Camera con funzioni di Capo della segreteria, un portavoce, due addetti di V o IV livello che il presidente può scegliere anche fra estranei all’amministrazione. Se sono dipendenti della Camera guadagnano rispettivamente 4406,8 euro netti al mese e 3030,9 euro netti (la retribuzione è corrisposta per 15 mensilità e le tre mensilità aggiuntive sono di importo inferiore in quanto non comprendono l’indennità di segreteria). Vi sono, infine, sei addetti di IV, III o di II livello scelti tra i dipendenti e tre addetti scelti tra estranei alla Camera la cui retribuzione è parametrata al II livello dei dipendenti Camera (2394,84 euro netti al mese per 15 mensilità). Anche i vice presidenti stanno a cavallo!, incassano netti al mese € 19.090,02 e anche loro hanno un fondo spese di rappresentanza, non con un plafond illimitato come il presidente, ma mica da buttare via…. Almeno incassando come qualsiasi deputato i 4190 euro di rimborso spese elettorale, si pagheranno i francobolli vien da pensare ed invece no. Come il presidente hanno la franchigia postale, la dotazione di telefonini e l’auto di servizio, a ciò aggiungiamo una segretaria di ben sette addetti. I questori, come i tesorieri. Dei questori della Camera e del senato, dei loro alloggi di servizio e del personale a disposizione si è detto già abbastanza. Occupandosi dell’amministrazione di Montecitorio sono un po’ come i tesorieri dei partiti. I 13 Segretari di presidenza baciati dalla fortuna. Qui le motivazioni delle indennità speciali percepite, rispetto a quelle dei deputati semplici, si fanno sempre più imperscrutabili. Vabbè, devono collaborare con il presidente “per assicurare la regolarità delle votazioni in assemblea”. Ma perché diavolo incassino, oltre a 2014,83 euro mensili netti come indennità d’ufficio giustificati da questa finalità, anche fino a 10.329,14 euro di rimborso annuo per le proprie spese di rappresentanza (600 euro in meno dei questori), non si capisce proprio. E, poi, come per tutti i membri dell’ufficio di presidenza hanno: almeno quattro addetti anche esterni per la loro segreteria, l’auto di servizio, la franchigia postale, telefonini. Presidenti di commissione, i più sfortunati fra i privilegiati. Apparentemente non ha senso che i deputati segretari incassino la stessa indennità d’ufficio dei presidenti di giunte e commissioni che hanno ben altre mansioni. I presidenti di commissioni e giunte, poi, hanno un fondo di rappresentanza di soli 3600 euro annui (e per di più si pagano pure le spedizioni postali a differenza dei membri di presidenza). Eh sì, tra «i più uguali degli altri» della Camera, i più sfortunati, si fa per dire, sono proprio loro. Dal punto di vista retributivo contano meno di un questore e meno di un deputato segretario. Conservano a malapena l’auto blu e il telefonino. Le loro segreterie, poi, fanno ridere rispetto a quelle dell’ufficio di presidenza (tre addetti al massimo anche esterni). In media costano 237mila euro l’una complessivamente. Meglio di niente, ma la segreteria di un vice-presidente o di un questore ne costa 660mila (quella di deputato segretario 357mila). Chiaro, gli addetti alla segreteria di un presidente di commissione oltre ad essere di meno, guadagnano anche meno dei pari grado degli uffici di presidenza. Un II livello guadagna 2262,44 netti contro 2394,84. Un IV livello 2703,64 netti contro 3030,90 (le mensilità sono sempre 15). Ma il punto è che noi paghiamo tutto più caro siamo controllati e spiati, viviamo in uno stato non più democratico ma di dittatura …. E pensare che ci siamo lamentati di Benito! Almeno lui qualcosa per il popolo l’ha fatta, ma questi: magnano e basta! Da qui amici miei inizia la nostra sconfitta, il disonore, la vergogna di avere tanta gente famelica sul groppone da sfamare. Noi popolo o comunità italiana forse è più giusto scrivere così, non siamo capaci di niente; non siamo capaci di far rispettare la nostra dignità, non siamo più all’altezza di rialzare la testa e ci limitiamo a cantare “ a canzuccella” mentre sale o scende un tricolore intanto loro ce la mettono nel… Arrivederci al prossimo!

Lascia un commento