Fabrizio Pioli, appello di don Pino De Masi ai responsabili della scomparsa

Una fiaccolata silenziosa a Gioia Tauro (Rc), ad un mese dalla scomparsa dell’elettrauto Fabrizio Pioli, di 38 anni. L’uomo, secondo gli investigatori, è stato ucciso il giorno stesso della scomparsa ed il suo corpo occultato. Per il delitto, motivato dalla relazione che Fabrizio aveva allacciato con una ragazza sposata, Simona Napoli, è stato arrestato il fratello della donna, Domenico, mentre il padre, Antonio, è ricercato. La donna, che ha accusato dell’omicidio il padre ed il fratello, vive adesso in una località protetta insieme al figlio di quattro anni.

Il corteo, aperto da uno striscione con scritto ”Rivogliamo Fabrizio”, sorretto dal padre e dalle sorelle dell’uomo scomparso, è partito dall’abitazione della famiglia dell’elettrauto ed ha attraversato le vie principali del centro calabrese. Oltre agli amici di Pioli, che indossano una maglietta su cui è riportata la scritta ”Io sono Fabrizio”, al corteo hanno preso parte anche il sindaco della città, Renato Bellofiore e Francesco Nicolaci, primo cittadino di Melicucco, il centro della Piana di Gioia Tauro dove viveva Simona Napoli e dove Pioli è scomparso, ed il parlamentare Elio Belcastro.

Don Pino De Masi, referente locale di Libera, in piazza ha chiesto più attenzione da parte dello Stato ”che – ha detto – non può permettersi di abbandonare questi giovani che rappresentano la speranza della nostra terra. A voi – ha detto don Pino rivolgendosi ai responsabili della scomparsa di Pioli – dico: mandateci un messaggio, fateci sapere”. De Masi ha anche detto che Simona Napoli gli ha scritto dicendogli che dal giorno della scomparsa di Pioli ha trovato la forza di ribellarsi alla ‘ndrangheta, invitando tutti a liberarsi dall’oppressione della criminalità organizzata.

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