Bologna, in manette quattro poliziotti

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Scandalo nelle Forze dell’Ordine. Fanno parte di due equipaggi delle volanti della polizia di Bologna i quattro agenti arrestati dalla Squadra mobile della questura del capoluogo emiliano arrestati perché accusati di rapina e lesioni nei confronti di extracomunitari durante alcuni controlli. In un caso, secondo l’accusa, una vittima sarebbe stata anche sequestrata e aggredita. Il ministro Annamaria Cancellieri commentando la vicenda parla di “reati squallidi”, mentre il questore di Bologna Vincenzo Stingone parla di “vicenda dolorosa”. Il procuratore aggiunto Valter Giovannini: “Le indagini proseguono”.

L’indagine della polizia nei confronti dei quattro agenti è partita lo scorso autunno, a seguito della denuncia di due spacciatori maghrebini. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i quattro poliziotti è stata  firmata dal gip Alberto Ziroldi e chiesta dal procuratore aggiunto Valter Giovannini e dal sostituto procuratore Manuela Cavallo. Gli episodi contestati sono due, e risalgono alla scorsa estate. In un caso la vittima fu rapinata di 600 euro da un equipaggio durante un controllo in periferia. In un altro caso, un nordafricano, dopo la rapina da parte di un equipaggio, fu poi anche picchiato dopo che il secondo equipaggio (quello accusato della prima rapina) aveva raggiunto i colleghi. Lo straniero ha denunciato di essere stato ammanettato, caricato su un’auto, portato in campagna, malmenato, buttato nel prato e derubato di 900 euro, del cellulare e anche delle scarpe.

Abbandonato così dagli agenti, ha suonato a un campanello per chiedere aiuto. La padrona di casa ha chiamato il 112 e i carabinieri hanno portato il pusher al Sant’Orsola per farlo medicare. Ha riportato la perforazione del timpano e diverse escoriazioni ai polsi. Il giorno dopo l’uomo ha tentato di denunciare l’accaduto in questura, ma non ricevendo ascolto, si è recato dai carabinieri.

I poliziotti finiti in manette sono gli assistenti capo Francesco Pace e Giovanni Neretti e i due agenti scelti Alessandro Pellicciotta e Valentino Andreani. I quattro sono stati sospesi dal servizio per ordine del questore Vincenzo Stingone. Tre di loro, dopo essere stati prelevati a casa, sono stati accompagnati nel carcere della Dozza dove si trovano in isolamento e sorvegliati. Dopo l’interrogatorio di garanzia (che ci sarà nei prossimi giorni), potranno scegliere se restare nel carcere ordinario (in un circuito protetto) oppure se essere trasferiti nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano.

“Queste cose danno sempre molta tristezza”, dà tristezza “accorgersi che esistono problemi di questo genere, reati così squallidi come questo”, è l’amarezza del Ministro degli Interni Annamaria Cancellieri, ex commissario di Bologna. “C’è anche molta gratitudine per la magistratura, diciamo alla magistratura di lavorare con serietà perchè noi siamo sempre dalla parte delle regole”.

“Gli uomini in divisa che sbagliano ho sempre detto che sbagliano due volte”. Così commenta gli sviluppi dell’inchiesta il questore di Bologna Vincenzo Stingone. “E’ una vicenda dolorosa, è una vicenda che ci amareggia molto”. “All’amarezza però – continua Stingone, intervenendo da Rimini- si accompagna anche un pizzico di soddisfazione. Il dolore, diciamo, è temperato dal fatto, dalla consapevolezza che abbiamo una grande fiducia nella procura, nella magistratura. E il dolore è temperato anche dal fatto che è stata la squadra mobile, insieme ai colleghi della volante, ad aver operato sin dal primo momento”. Il questore di Bologna assicura che l’inchiesta specifica è stata condotta con scrupolo: “è un’indagine che hanno approfondito con zelo, che abbiamo fatto ed è stata fatta col massimo scrupolo, rigore e trasparenza”.