Crotone, cercasi Sindacato a difesa dei lavoratori

C’era una volta, così iniziano tutte le fiabe che si raccontano ai bambini.

Anche noi in occasione delle festività natalizie abbiamo dovuto raccontare qualche fiaba ai nipotini per tenerli buoni, è avvenuto la sera della vigilia dell’Epifania nell’attesa di sederci a tavola. Al momento non mi veniva in mente nessun racconto fiabesco diverso dai soliti ed ero alla ricerca di qualche cosa di nuovo che attirasse la loro attenzione.

Qualche secondo di riflessione e poi abbiamo optato per un racconto vero ed attuale, il ruolo del Sindacato.

E così abbiamo iniziato il mio racconto:

C’era una volta il Sindacato. Neanche il tempo di completare il periodo che subito il più piccolo dei nipoti ha posto la prima domanda: “Cos’è il Sindacato?”. È l’associazione di lavoratori dipendenti, o anche dipendenti autonomi, costituita per tutelare gli interessi economici e professionali della categoria. Fatta la precisazione sono andato avanti con l’esposizione del ruolo delle associazioni sindacali. Ho descritto passo passo il ruolo che hanno svolto nella società fin dal dopo guerra, le lotte impostate con i lavoratori per appropriarsi di una propria dignità nelle fabbriche, una migliore condizione lavorativa a parità di un salario che gli permettesse di soddisfare le esigenze del quotidiano. Crotone essendo stata città industriale ha avuto un agguerrito movimento sindacale che ha sempre sposato la causa dei lavoratori sia in fabbrica, sia fuori.

“Ma se è così, se ci sono i sindacati che tutelano gli interessi economici e professionali dei lavoratori – ha risposto il più grande dei nipoti che frequenta la scuola media – perché tanti lavoratori continuano a protestare per la perdita del posto di lavoro e per il salario insufficiente?”.

“Perché evidentemente il sindacato non è stato avvisato dei problemi dei lavoratori”. Gli ha risposto la sorella di un anno più piccola.

“È così zio? Il sindacato non sa nulla di ciò che succede in questo momento ai lavoratori?”.

Abbiamo dovuto contraddirla dicendo che il sindacato sa sempre tutto. Sapeva della perdita di oltre quattromila posti di lavoro a causa della deindustrializzazione voluta dall’Eni e non è stato in grado di imporre all’azienda del cane a sei zampe la contropartita occupazionale. Il sindacato è al corrente della chiusura di quelle poche aziende rimaste a Crotone. Sa, che pochi giorni addietro oltre cinquanta lavoratori della Biomasse di Crotone sono in lotta per la perdita del posto di lavoro. Ciò che non sa è come reagire e come imporsi per evitare che a Crotone continui la desertificazione occupazionale. Unica reazione e strategia del sindacato i soliti convegni preceduti da qualche ora di protesta e dal discorso del leader nazionale per annunciare che non consentiranno altra perdita di posti di lavoro, dopo scompaiono nel nulla ed i lavoratori continuano a rimanere in mobilità o cassa integrazione.

In occasione del ripristino dell’Ici, del mancato adeguamento dell’inflazione ai pensionati che superano i 1.400,00 euro, l’allungamento dell’età pensionabile, avrebbero dovuto mobilitare le piazze come un tempio avveniva, specie al Sud dove il ricambio occupazionale non esiste da più anni e dopo l’abolizione dei treni a lunga percorrenza. Invece niente, Cisl e Uil continuano a chiedere di trattare, la Cgilqualche pugno sul tavolo lo sta battendo ma senza fare troppo rumore.

Il nuovo anno si annuncia ancora più nero a causa degli aumenti dei servizi, nel totale silenzio di tutti i sindacati.

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