Addio Fiat in arrivo la fusione con Chrysler

“Il generale senza paura di Chrysler”. Scrivono così i giornali americani che “inneggiano” a Sergio Marchionne, l’uomo venuto dall’Italia per “salvare” l’auto americana a discapito di quella italiana. “Non succederà nulla fino a dopo il 2015, a meno che io non sia colpito da un bus” afferma scherzosamente Marchionne. Sono passati quasi 8 mesi da quando Chrysler ha rimborsato il governo americano e ora Marchionne punta un gruppo Fiat-Chrysler con 6 milioni di vendite entro il 2014. “Se raggiungerà questo obiettivo – evidenzia il quotidiano – Marchionne avrà salvato due case automobilistiche in meno di un decennio”. Marchionne ha assunto le più importanti decisioni per Chrysler dal suo ufficio, la stanza 4E che lui stesso chiama “il campo di battaglia”: un ufficio equipaggiato con schermi piatti, microfoni e una macchina per l’espresso. E dove i manager, o almeno l’amministratore delegato, possono fumare.

“Abbiamo messo a punto un’organizzazione che ha due obiettivi. Uno è preparare il mio successore e l’altro è sopravvivere a me” aggiunge Marchionne, rinomato per avere il controllo anche dei più piccoli dettagli pur concedendo ai manager un’ampia gamma di responsabilità. Con Marchionne Chrysler è emersa dalle ceneri della bancarotta più velocemente di quanto l’amministratore delegato stesso prevedesse. “Se dicessi che mi aspettavo qualcosa di meglio, mentirei” evidenzia. Ma Marchionne è cauto. Ai successi negli Stati Uniti si contrappone la crisi in Europa, “il problema maggiore con cui io e la mia squadra dobbiamo confrontarci” e che potrebbe avere un impatto sulla convergenza fra Fiat e Chrysler.  “In linea generale l’accelera” osserva.

Il 2012 presenterà molte sfide per Chrysler, che quest’anno lancerà un unico nuovo prodotto, il Dodge Dart, la prima vettura intermente basata su tecnologia Fiat e che punta ad affermarsi nel segmento delle compatte che per anni è stato il tallone di Achille di Chrysler. “Le cose più importanti arriveranno nel 2013. Abbiamo fatto il 20% perché ritengo che la maggior parte delle scelte industriali sia alle nostre spalle. Il peggio è passato, ora è centrale eseguire i piani” aggiunge. Marchionne respinge le critiche alla Fiat 500 negli Stati Uniti. “Abbiamo lanciato l’auto un anno prima, questa è la verità”. Ritardi nell’ottenere permessi e nell’ammodernamento hanno fatto slittare l’apertura di molti punti vendita Fiat alla fine del 2011. Chrysler aveva sperato di vendere 50.000 Fiat 500 in Nord America ma ne ha vendute poco più che la metà.

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