Guerrino Cecotti riceve il sigillo di Udine

“Difendere il lavoro e riaffermare il primato della politica: un binomio importantissimo e necessario che tu hai portato avanti fin da giovanissimo”. Con queste parole il sindaco di Udine Furio Honsell ha consegnato il sigillo della città a un emozionato e commosso Guerrino Cecotti, nel giorno del suo 80° compleanno, alla presenza di moltissime autorità, in particolare consiglieri comunali. “Tu sei un modello – ha detto Honsell – per l’impegno sociale e civile di una Repubblica costruita sul lavoro e perché hai dimostrato in tutta la tua attività quanto sia alto il compito e la missione della politica, impegnandoti anche nella formazione politica. Perché la politica non nasce soltanto da uno slancio ma anche da un ragionamento. La nostra città è quindi orgogliosa di averti come cittadino e di poterti dire grazie, perché la nostra società non ha soltanto bisogno di ideali ma anche del coraggio e della forza per poterli realizzare, in un momento in cui c’è deficit di eticità e in cui le persone si vergognano di fare affermazioni politiche. A me – ha continuato il sindaco – spesso rimproverano di fare affermazioni politiche come sindaco. Ma io penso sia giusto avere forti idee politiche, delle quali non dobbiamo vergognarci: è la politica ci rende autentici cittadini”.

Il riconoscimento, deciso dalla giunta lo scorso 20 dicembre, nasce su proposta del consigliere comunale e presidente della commissione Cultura Federico Pirone, che ha illustrato l’intensa attività di Guerrino Cecotti e ha sottolineato al volontà di “organizzare un appuntamento simbolico e umano. Ringrazio il sindaco e la giunta per non aver avuto esitazione ad attribuire riconoscimento a Guerrino e al suo impegno”. Cecotti si è distinto con particolari azioni già durante la fine degli anni ’60, periodo difficile della contestazione e del terrorismo, è stato poi una figura di riguardo nella vita politica della città durante la quale ha promosso l’ospitalità in Friuli dei bambini vittime di Cernobyl, dando prova di grande solidarietà e favorendo, tra l’altro, gli scambi culturali attraverso l’associazione Italia-Urss. Inoltre, è stato direttore dell’associazione lavoratori emigrati friulani (Alef), impegnandosi attivamente, anche a livello internazionale, per la tutela dei lavoratori emigranti friulani. Infine, nel 2010 è stato insignito del cavalierato dell’Ordine al Merito della Repubblica dal presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano.

Cecotti ha parlato del passato come mezzo per interpretare il presente. “Il mio passato – ha detto – è stato scuola di vita umana autentica, di umanità e di aspirazioni ideali che hanno trovato durante gli anni uno sbocco diverso verso il futuro. I principali obiettivi della mia generazione erano i valori civili e morali, le speranze, le aspettative, i progetti per costruire una famiglia. Di fronte alla velocizzazione in tutti campi, noi anziani abbiamo il dovere di dire: senza radici non si va da nessuna parte. Ma conoscere il passato deve servire soprattutto a comprendere il presente e non vivere del passato. Fare uno sforzo di tensione, una volontà per capire la situazioni –ha concluso -, altrimenti le situazioni ci travolgono e nel momento in cui non le interpretiamo, i pericoli avanzano”.

La cerimonia si è conclusa con la proiezione di uno spezzone del filmato sulle lotte del Comor presentato da Adriano Venturini e Lorenzo Fabbro.

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