Budapest nel mirino dell’Unione Europea

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Il dubbio è che l’Ungheria sia diventata “una dittatura”. Se lo chiude l’Ue che sta analizzando le leggi costituzionali approvate dalla maggioranza che sostiene l’esecutivo di destra guidato da Viktor Orbàn. Il processo, ha spiegato un portavoce di Bruxelles, può portare alla richiesta di multe in Corte di Giustizia.

Al centro delle polemiche e delle proteste (lunedì sera centomila persone hanno manifestato contro il Governo nel centro di Budapest) c’è l’insieme della nuova Costituzione magiara. L’Ue vuole valutare le sue conseguenze giuridiche su libertà di stampa e di religione, diritti delle donne, indipendenza della giustizia, competenze della Corte costituzionale ed altre questioni, come la legge elettorale. In particolare fa discutere la legge che minaccia l’indipendenza della Banca centrale.

I negoziati su un eventuale aiuto finanziario da 15-20 miliardi di euro per stabilizzare il fiorino in pericolo potranno cominciarsi solo dopo un esito positivo di questa valutazione. Oggi il fiorino ha toccato il suo livello più basso rispetto all’euro a 319,70: negli ultimi mesi la valuta magiara ha perso il 20 per cento del suo valore.

Da parte sua, il Governo di Orbàn ha fatto sapere di essere aperto alle consultazioni con l’Unione Europea sulla questione: “Abbiamo inviato a Bruxelles il testo della legge. Se la Commissione troverà punti da discutere, noi siamo pronti”, ha detto il portavoce Peter Szijjarto aggiungendo che Orbàn intende rispondere anche al segretario di stato americano Hillary Clinton che, in una lettera, ha ammonito recentemente Budapest a rispettare le regole democratiche.