Latina vuole tornare la Littoria fascista

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Nostalgia del Duce nel Lazio dove un comitato capeggiato dall’ex ufficiale dell’aeronautica Euro Rossi, denominato “Mi chiamo Littoria”,  intende richiedere un referendum affinché il capoluogo pontino torni al nome originario di Littoria. Il tutto nonostante i promotori si dicano estranei ad ideologie di estrema destra.

Il comitato ha già scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per informarlo dell’iniziativa: raccogliere le firme per un referendum comunale con cui chiedere ai cittadini di esprimersi in merito al possibile ritorno all’antico nome.

Nella città che più si presta ad esperimenti questo tipo, dopo il flop del “fasciocomunismo”, il fallimento della proposta di aggiungere un semplice “già Littoria” alla segnaletica d’ingresso, la finta intitolazione di una piazza a Giorgio Almirante, la città si regala un nuovo capitolo nella sua giovane storia: una sorta di provocazione che a detta degli ispiratori risponde al “desiderio di verità e giustizia storica.” Come ha detto Rossi, esperto di storia militare “Latina vuole dare un segnale forte ed audace che di mostri di non temere il proprio passato.”

Con la caduta del regime fascista, il luogotenente generale del Regno decretò il cambio del nome il 9 aprile 1945. “Allora decisero in pochi – spiega ancora Euro Rossi – oggi vogliamo che sia la maggioranza a scegliere, che i cittadini possano esprimersi rispetto a quella imposizione che ancora oggi rappresenta una ferita aperta”. Non è chiaro se il referendum possa essere ammesso anche qualora venisse raccolto un numero congruo di firme, certo è che per la prima volta alcuni cittadini propongono una consultazione comunale, ottenendo il primato della scelta verso il meno impellente dei problemi del capoluogo.