Esplode la cartiera di Bergamo muore il siciliano Rosario Spampinato

Alle ore 04:30, gli abitanti di un’area vasta da Lallio, a Dalmine, ad alcuni popolosi quartieri di Bergamo, sono stati risvegliati da un forte boato provocato dallo scoppio di una caldaia di una cartiera, la Ca.Ma.2, che ha causato la morte di un operaio. Il corpo del lavoratore, che non è morto per lo scoppio ma sotto i detriti di un capannone, è stato ritrovato solo alle ore 06:15. Si chiamava Rosario Spampinato, 50 anni, sposato con due figli, era di origini siciliane, viveva a Treviolo e lavorava alla cartiera da 19 anni. Al momento dello scoppio era impegnato nel turno di notte insieme ad altri sette dei cinquanta operai dell’azienda. Nessun altro ha riportato ferite. La Procura di Bergamo ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di omicidio colposo, per far luce sulle cause dell’esplosione.

La deflagrazione è stata tanto forte che i calcinacci sono volati a decine di metri di distanza, danneggiando anche alcune automobili parcheggiate nei pressi, le vetrine dei negozi e le facciate di alcune abitazioni nel raggio di circa un chilometro. Molti residenti della zona, svegliati nel sonno, sono accorsi in strada impauriti, pensando sulle prime allo scoppio di una bomba o ad un terremoto. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Bergamo, i vigili del fuoco, la protezione civile e la polizia locale. I vigili del fuoco hanno subito domato l’incendio, ma sono in corso verifiche sulla stabilità della struttura. In corso anche le indagini e gli accertamenti per risalire alle cause dell’esplosione, coordinate dalla procura di Bergamo che ha aperto un fascicolo.

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