Intensa attività di pressione sulle Autorità centrali del governo di Khartoum e sul governatorato di Nyala per ottenere la liberazione di Francesco Azzarà

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I parlamentari (quasi tutti del Pd) avevano sollecitato il governo in merito alla sorte del giovane attivista di Emergency rapito nel Darfour il 14 agosto scorso. Nelle ultime settimane sia l’on Franco Laratta (Pd) che l’on. Giuseppe Giulietti (Art.21)  erano interventi due volte in Aula di Montecitorio per chiedere al Ministro degli Esteri Frattini di riferire alle Camere sul rapimento di Francesco Azzarà.

Nella giornata di ieri è giunta la risposta del governo a firma del sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica: “Il ministero degli Esteri ha attivato tutti i canali istituzionali per far fronte all’evento. E’ stata in ogni occasione sottolineata l’aspettativa del Governo italiano che non venisse intrapresa alcuna iniziativa che potesse mettere a rischio l’incolumità del nostro connazionale”.

“Lo scorso 23 settembre , a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, lo stesso ministro degli Esteri Frattini ha sollecitato una soluzione al suo omologo sudanese, Ministro Ali Karti, il quale ha ribadito che la liberazione di Francesco Azzarà è un proritù del Governo del Sudan”.

Nella risposta all’interrogazione, il governo ha affermato di continuare a seguire il caso attraverso i canali competenti: “un delegato dell’ Ambasciata a Khartoum è stato distaccato in Darfour per seguire personalmente il lavoro degli investigatori impegnati a tempo pieno sulla vicenda”.

Per l’on Laratta rimane importante che il Ministro Frattina venga in Aula alla Camera per riferire personalmente.  Senza che nessuno violì il necessario e indispensabile riserbo sulla vicenda, l’attenzione deve essere tenuta alta. A due mesi dal rapimento di Francesco Azzarà, ad oggi non ci sono stati sviluppi importanti. Intendiamo quindi tenere accesi i rifletti e alta l’attenzione sul caso.