Messina, dalla Cisl giudizio negativo sulla manovra

“Lo sciopero della Cgil è stato solo una tempesta mediatica. I dati dello sciopero sono significativi, i lavoratori non hanno scioperato ma non perché condividono la manovra o non sono arrabbiati. In questo momento chiamare i lavoratori allo sciopero significa penalizzarli in termini economici e far pagare alle aziende, uno scontro che è solo politico, incidendo sulla produzione e su un Pil inferiore al debito pubblico”. Così, aprendo l’Esecuto provinciale della Cisl di Messina, il segretario generale Tonino Genovese, ha
subito affrontato il tema sindacale più caldo. “E’ inaccettabile – ha detto Genovese – che passi il messaggio che la Cisl sia la stampella
del Governo, mentre l’unico sindacato che si mobilita è la Cgil. La pressione, gli accordi, le mobilitazioni che la Cisl ha messo in campo
negli ultimi mesi non possono essere dimenticate e di certo non hanno meno forza di uno sciopero generale in cui in piazza c’erano i
partiti, gli antagonisti e quelli che versano odio e si permettono di bruciare le bandiere della Cisl in piazza, senza che la Cgil abbia avuto la forza di prendere posizione. Avevamo ritenuto – ha continuato il segretario generale della Cisl di Messina – di non replicare alle
affermazioni e ai comportamenti della Cgil anche quando hanno usato strumentalmente dichiarazioni di dirigenti Cisl che si sono espressi in assoluta coerenza nello stile di un sindacato libero come la Cisl, non ideologizzato o massificato. Continuare a insistere, però, sulla giustificazione di uno sciopero sbagliato, inutile e inopportuno guardando in casa di altri è stucchevole. Si guardino le travi nei propri occhi e non le pagliuzze degli altri. La piazza, e soprattutto i lavoratori, hanno formulato ancora una volta un netto giudizio sullo sciopero di ieri. La risibile percentuale di scioperanti conferma come in tempo di crisi passata, presente e futuro non si possono chiedere ulteriori sacrifici ai lavoratori”. Un Esecutivo, quindi, focalizzato sulla manovra del Governo che, dopo settimane d’incertezza e confusione, ha deciso di approvare la manovra finanziaria con il voto di fiducia al Senato e alla Camera, sulla base di una nuova modifica del provvedimento decisa nella notte con un maxiemendamento. Una decisione, è stato precisato durante i lavori, che la Cisl non condivide. Il giudizio del sindacato, quindi, sulla manovra finanziaria rimane negativo nonostante l’azione della Cisl abbia permesso di ottenere alcune significative modifiche dell’impostazione originaria relative. Un giudizio negativo dovuto soprattutto alla mancanza di misure adeguate sul piano dell’equità nei confronti dei redditi più alti. “Il Paese – ha detto il segretario generale della Cisl Sicilia Maurizio Bernava – è schiacciato tra la mancata crescita, una condizione disastrata della finanza pubblica e una classe politica
inconcludente che continua a giocare col teatrino e recita a soggetto. Una politica più preoccupata a mantenere il consenso proprio e dei suoi leader piuttosto che avere coraggio per assumere scelte efficaci. L’Italia – ha detto Bernava – è a un passaggio fondamentale, si deve intervenire su tre punti: una imposta sui grandi patrimoni mobiliari e  immobiliari visto che oltre 5000 miliardi di euro sfuggono al fisco; liberalizzazioni vere delle partecipate e una riforma fiscale da tempo auspicata a cui doveva essere destinato l’aumento dell’Iva”. “In questo teatrino caratterizzato dalla mancanza di responsabilità – ha continuato Bernava – si inseriscono anche inutili e inconcludenti scioperi generali che illudono e fanno credere cose non vere. Continueremo a mantenere la pressione, perché la sfida più grossa è per il 2012 che per le speculazioni internazionali potrebbero rendere inutile questa manovra, ma ne serviranno altre”. Bernava ha evidenziato alla platea dell’Esecutivo come che anche le Regioni dovranno fare la loro parte per favorire la crescita e il risanamento del deficit finanziario. “La Sicilia – ha detto Bernava – deve fare ancora più degli altri, avendo il livello di crescita più basso del paese e, con la Campania, il debito più alto”. Bernava ha annunciato la manifestazione che Cisl e Uil stanno organizzando, a livello regionale, per la prossima settimana a Palermo, all’apertura dei lavori dell’Ars. “Chiederemo provvedimenti immediati che incidano sullo sviluppo e un piano radicale che riduca, in due anni, i costi della politica del 50%”. La Cisl, quindi, anche dopo l’approvazione della manovra, continuerà con proposte e mobilitazioni a livello nazionale e territoriale affinché venga discussa e approvata al più presto in Parlamento la delega per la riforma fiscale per ridurre le aliquote sui redditi più bassi e sulle famiglie; venga introdotta una tassazione sui grandi patrimoni immobiliari e mobiliari; il pareggio di bilancio nel 2012 avvenga senza danneggiare la tutela sociale ed assistenziale delle persone, ma tagliando i privilegi della politica, le inefficienze, gli sprechi e gli abusi della spesa pubblica, semplificando e riorganizzando gli assetti istituzionali; vi sia una lotta più forte all’evasione fiscale, riducendo a 500 euro la tracciabilità dei pagamenti, introducendo il contrasto di interessi e la deduzione fiscale delle spese delle famiglie, e migliorando gli strumenti anti‐evasione degli enti locali. Nell’ambito della mobilitazione regionale, infine, la Cisl chiederà che venga rilanciata una politica per la crescita che, con l’impegno e la responsabilità diretta delle parti sociali, veda il Governo e le Regioni maggiormente impegnate all’utilizzo immediato delle risorse disponibili per gli investimenti pubblici su infrastrutture, reti energetiche, innovazione, nel Mezzogiorno per incentivare investimenti privati e nuova occupazione, per accompagnare la proroga degli ammortizzatori sociali con un deciso rilancio delle politiche attive per il reimpiego dei lavoratori in Cig e per sbloccare l’occupazione giovanile”.