Serra San Bruno, il sindaco Rosi a difesa dell’ospedale

In merito alla situazione della sanità serrese, il sindaco di Serra San Bruno, Bruno Rosi, interviene schierandosi a difesa del nosocomio. “Mi sento in dovere, come sindaco di Serra San Bruno, di difendere il diritto alla salute di questo comprensorio e, in questo senso, combatterò in prima linea a difesa del nostro ospedale. Ritengo non rinviabile che, dopo l’arrivo della seconda ambulanza, debbano giungere i chirurghi in grado di garantire il day surgery per cinque giorni alla settimana, i radiologi indispensabili per utilizzare la Tac di ultima generazione presente nella struttura e gli anestesisti per dare il loro supporto al Pronto soccorso sulle 24 ore e per poter fornire i relativi servizi. Comprendo che il momento storico impone scelte difficili e impopolari che comportano razionalizzazioni e rinunce e non mi oppongo alle previsioni del decreto 18. Tuttavia, ciò non significa accettare supini qualsiasi provvedimento e farsi privare di servizi essenziali che il Piano di rientro, invece, ammette. Al riguardo, è da apprezzare la posizione assunta dal consigliere regionale Nazzareno Salerno per difendere la nostra sanità e per impedire che la logica del risparmio ad ogni costo comporti prezzi troppo alti per questa parte di territorio che già deve sopportare disagi generati dall’isolamento geografico, dalla carenza infrastrutturale e dal ritardo economico e sociale. Chi ha compiti gestionali dovrebbe prima conoscere il territorio e poi valutare questi aspetti invece di usare la sciabola per tagliare senza criterio servizi indispensabili. Nello specifico, non è ammissibile sottostare a quanto previsto dalla delibera dell’Asp n. 940/Cs che va ben oltre le disposizioni del decreto 18 e segna un colpo quasi mortale per il nostro ospedale. I serresi non chiedono di avere a due passi un centro hub né alte specializzazioni, ma semplicemente di usufruire di quello che gli spetta. Non intendiamo essere scippati e privati di energie vitali da processi di riorganizzazione privi di logica – elaborati da figure che in questi anni hanno prodotto lo sfascio – che, di fatto, impediscono la realizzazione di quello che il Piano di rientro certifica. Ci opporremo a qualsiasi tentativo mirato a smantellare completamente il nostro presidio e la nostra battaglia andrà avanti per avviare una fase di rilancio in cui non ci sia più posto per chi, con le sue azioni, ha contributo al fallimento nel settore sanitario. Ritengo che dei servizi essenziali Serra e tutto il circondario non possano fare a meno e, in rifermento al distretto sanitario, come amministrazione comunale  – lo abbiamo già annunciato alla Commissione dell’Asp – possiamo in ultima battuta anche sopportare i costi relativi all’affitto dei locali in cui ha sede il distretto sanitario per far sì che gli uffici rimangano a Serra. Non comprendiamo le strumentalizzazioni di quanti, per fini elettorali, approfittano delle circostanze e si limitano a produrre vuote  parole anziché fare fatti concreti. Ma questo non è il momento delle polemiche, ma quello di una lotta tesa all’affermazione del principio secondo cui si accettano responsabilmente i sacrifici determinati dagli sprechi del passato ma non le errate imposizioni di chi vorrebbe cogliere l’occasione per tentare di realizzare progetti diversi da quelli inseriti nei documenti ufficiali”.

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