Sanità vibonese, la Cisal attacca il partito democratico

E’ scontro sulla sanità vibonese. Infiamma la polemica. In una nota stampa Francesco Maria Pititto, Cisal Vibo Valentia, attacca il presidente della Provincia di Vibo Valentia Francesco De Nisi (pd). “Stupisce il corposo intervento del Presidente De  Nisi, che pure non è molto conosciuto per la sua loquacità, in merito alle dimissioni del Presidente della Commissione Sanità On. Nazzareno Salerno. Approfittando di una delle poche occasioni che ha per far accorgere della sua esistenza la popolazione vibonese, il Presidente De Nisi si scaglia contro chi con impegno, dedizione ed eloquenti risultati positivi affronta da oltre un anno la delicata vicenda legata alla disastrata sanità calabrese. Sanità calabrese che è stata amministrata e distrutta dai cari compagni di De Nisi cui lui si è accompagnato e si accompagna tuttora. Nel coro di apprezzamento per il coraggio dimostrato da un politico che, per difendere il suo territorio, rinuncia a poltrona e benefit vari si registra l’intervento del Presidente De Nisi. Oggi grida allo scandalo per le soppressioni derivanti dal piano di rientro targato Scopelliti ma nessuno ricorda un simile atteggiamento allorquando la Giunta Loiero provvedeva all’approvazione di un piano di rientro ben più penalizzante per la provincia e per l’intera Calabria. Dov’era De Nisi quando Loiero prevedeva la soppressione dell’Ospedale di Serra San Bruno? Dov’era quando i grandi manager della gestione Loiero disamministravano la sanità vibonese? Dov’era quando, nel mentre si registravano immani tragedie negli ospedali vibonesi, la politica pensava ad assegnare primariati anche a pochi mesi dalle elezioni regionali? Oggi con scarsa considerazione della memoria e dell’intelligenza dei vibonesi si scaglia contro la classe dirigente del Pdl colpevole solo di aver ereditato una sanità da terzo mondo e di battersi senza timori verso chi, Commissari Prefettizi compresi, non lavora per il diritto alla salute ma continua a perseguire logiche che penalizzano il diritto alla vita del cittadino. Continui De Nisi nella sua novella eloquenza per rispondere ai cittadini vibonesi dei danni che lui ha prodotto alla provincia di Vibo Valentia. Ci allieti finalmente del suo verbo. Risponda all’On. Bruni che l’ha dichiarato incapace di ricoprire il ruolo di Presidente. Risponda all’imprenditore che, acquistando uno spazio sui giornali, l’ha chiaramente accusato di essere l’artefice di una serie di vicende poco chiare che costringono, a tre anni dal suo insediamento, in locali angusti gli alunni del Liceo Scientifico di Vibo Valentia. Spieghi quale magia ha messo in atto per ridurre in stato comatoso irreversibile l’ormai moribonda amministrazione provinciale dopo solo 3 anni di governo. Spieghi il perché la Provincia si appresta a rilevare un disavanzo di amministrazione di 2,5 milioni di euro per il 2010. E specialmente spieghi ai vibonesi, visto che a suo dire tutti gli altri fanno solo chiacchiere, cosa di buono lui ha fatto per questo territorio. Ci dica le magnificenze del suo operato siamo proprio impazienti di apprenderle”. Sulla stessa lunghezza d’onda Le dimissioni di Nazzareno Salerno da Presidente della Commissione Sanità della Regione Calabria rappresentano un gesto coraggioso e di notevole caratura politica perchè avvengono in un momento di delicata conflittualità politica che ha come momento emergente il confronto sullo stato di salute delle strutture e dei servizi della sanità vibonese e sulla quale stanno intervenendo segnali a dir poco pericolosi”. Sulla stessa lunghezza d’onda Franco Cavallaro, sindaco di Dinami. “Un gesto, quello di Salerno, che era da capirlo anzitempo e che impone una sorta di richiamo al più solerte impegno per sindaci e amministratori della provincia di Vibo Valentia fino ad oggi abbarbicati alla stagione delle promesse. Più volte, nel recente passato, abbiamo sollecitato la convocazione della Conferenza dei sindaci della provincia:  Essa nella sua qualità di massimo organo programmatorio della sanità sul territorio  ha il potere di proporre, discutere e chiedere ai vertici competenti, in questo caso all’Asp, la realizzazione di una migliore qualità dei servizi sanitari. Non si può continuare a rimanere, sia pure parzialmente, indifferenti di fronte alla gravità dei problemi sulla funzionalità, ad esempio, degli ospedali di Serra San Bruno o di Tropea o sul preoccupante clima di tensione che continua a Soriano. Urge, una volta per tutte,  rimboccarsi le maniche e sostenere con confronti e suggerimenti l’azione politica del consigliere Nazzareno Salerno che proprio per la veste ricoperta si è rivelato il più tenace assertore della necessità di salvaguardare e pensare ad uno sviluppo concreto dei servizi sanitari sul territorio vibonese, sia pure nel rispetto del Piano di rientro regionale. In assenza di questo adempimento i sindaci non possono che recitare il mea culpa perché ogni segnale di inadempienza o di incapacità dell’Asp diventa logica conseguenza dell’irresponsabilità di quanti sono chiamati ad osservare le normative in materia di programmazione sanitaria. Questo vuol dire che chi è assente a torto e chi non presta la sua attenzione verso il superamento di disagi e difficoltà sbaglia e se ne deve assumere ogni conseguenza. La scelta di Nazzareno Salerno di mettere seriamente sul banco degli accusati la gestione straordinaria dell’Asp va condivisa e supportata.  I temi legati alla tutela e promozione del diritto alla salute sembrano sfuggire un po’ a tutti e quel che si discute resta sempre poco rispetto all’importanza della materia in esame. Il Presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, che giustamente invita all’osservanza delle linee guida del Piano di rientro sanitario, non può, però, non tener conto che la sanità a Vibo Valentia resta sempre un fatto di emergenza straordinaria e che va considerata in quanto tale e senza voler togliere nulla alle esigenze delle altre realtà regionali. In un’area dove si ha paura di sbagliare o di disattendere ai propri compiti urge esercitare una sorveglianza ed un sostegno diverso rispetto agli altri. Non si può attendere il verificarsi di un  nuovo ed eclatante caso di mala sanità per capire che Vibo Valentia necessita di una “terapia” particolare sul piano della garanzia dei servizi, del sostegno all’azione di medici, infermieri e personale in servizio, guardando al progetto futuro che forse oggi più di ieri, proprio per la linearità organizzativa,  ispira speranza nella popolazione”.

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