Roma Capitale, Alemanno annulla le vacanze la crisi incombe

Anche il sindaco della Capitale ha annullato le proprie vacanze. Aveva già firmato la delega all’assessore Dino Gasperini; il suo vice, Sveva Belviso, era stata costretta a rifiutare perchè impegnata in questioni familiari. La decisione del primo cittadino è arrivata a poche ore dalla sua partenza per le vacanze “dovuta alla volontà del sindaco di rimanere nella Capitale per seguire l’evolversi della crisi economica, partecipare alle riunioni per la redazione del Decreto Legge sulla crisi e per prendere parte alla riunione dell’Anci con il governo prevista per domani alle ore 12:00”, si legge nella nota del Campidoglio. Il nodo è delicato. In gioco i trasferimenti già ridotti di 120 milioni i trasferimenti per Roma Capitale. Una situazione da monitorare, compresa la posizione della Lega che potrebbe richiedere altri tagli. “Dall’intervento di oggi del Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, è difficile comprendere esattamente i contenuti di questa manovra finanziaria. In vista della riunione dell’Anci di domani va, però, fatta una precisazione: l’esperienza ci insegna che, quando mancano strumenti precisi per raggiungere gli obiettivi di bilancio, si ricorre ai tagli lineari e che la prima vittima di questi tagli sono i Comuni. Ebbene, avvertiamo il governo che non è ipotizzabile insistere su questa linea dopo aver previsto due miliardi e mezzo di tagli per il 2011 e il 2012 e tre miliardi di tagli dal 2013 in poi”. ha dichiarato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Che ha aggiunto: “Tagliare ulteriormente sui Comuni significa tagliare servizi sociali essenziali e servizi pubblici primari. In altri termini, tagliare ancora ai Comuni è far pagare la crisi ai più poveri. Questo non è possibile e, quindi, il governo deve sforzarsi di trovare delle misure alternative che abbiano un carattere di equità e di sostenibilità sociale. I tagli ai costi della politica vanno concentrati su enti e istituzioni che non hanno funzioni primarie, a cominciare dalle Province che possono e debbono essere sostituite da unioni di Comuni a costo zero”.

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